Caos sulle regole anti-contagio, allarme dei medici: «Attenti, il virus sta circolando»

Domenica 2 Agosto 2020 di Paola COLACI
Tutto e il contrario di tutto. Distanziamento in spiaggia e al ristorante, a bordo di treni e sui mezzi pubblici. In discoteca, al contrario, vale solo il codice di affollamento: nessun divieto scritto di assembramenti in pista e negli spazi dinamici. E libero arbitrio lasciato ai gestori dei locali di prevedere l'obbligo di mascherina all'ingresso, al bar o nei servizi igienici. Dispositivo sanitario che torna obbligatorio, invece, se si vuole accedere agli uffici pubblici o alle attività commerciali. E intanto sagre, feste, processioni ed eventi pubblici restano ancora vietati. Mentre il numero dei positivi al Covid in Puglia continua a salire, seppure si tratti come sottolinea il bollettino epidemiologico regionale di focolai circoscritti. Ecco perché medici e specialisti continuano a rimarcare: «Il virus c'era, c'è e ci sarà». E invocano maggiore responsabilità da parte di tutti: in testa i singoli cittadini. Ma anche lo stesso Governo e le istituzioni a tutti i livelli che, continuando a procedere a suon di Dpcm e ordinanze che sulla carta puntano a limitare gli indici di contagio, nei fatti rischiano di ingenerare confusione. E in alcuni casi, persino, di rappresentare un alibi per i meno avvezzi al rispetto delle regole. Nonostante di mezzo ci sia la salute.

Covid Lazio, nuovi contagi importati: dall'Albania alla Polonia, la lista dei Paesi si allarga
Puglia, un passo indietro: 20 contagi in 24 ore. Non accadeva da due mesi

Ne è convinto ii presidente dell'Ordine dei Medici della provincia di Lecce Donato De Giorgi che torna a rinnovare il suo appello alla responsabilità. Perché, come sottolinea, il virus non è scomparso ma cova sotto la cenere. «Purtroppo siamo stati facili profeti di sventura - sottolinea il primario di Chirurgia degli ospedali di Copertino e Galatina - A tutti i negazionisti mi preme ricordare che il coronavirus c'era, c'è e ci sarà e non possiamo fare altro che conviverci». Sì, ma in che modo? «Mettendo in atto tutta una serie di regole e comportamenti virtuosi a tutti livelli della società: a partire dai cittadini. Ma a fare la sua parte devono essere anche il Governo, la Regione e le istituzioni a tutti i livelli». E in questo contesto il punto di partenza determinante sta proprio nella maggiore linearità di previsioni ed emanazioni di regole e protocolli anti-contagio. «Misure che tuttavia - insiste De Giorgi - non possono essere demandate per il loro rispetto solo al senso civico e alla buona volontà dei cittadini. Sarebbero necessari, al contrario, gli stessi controlli capillari previsti durante il lockdown da parte delle forze dell'ordine e degli enti deputati a questo scopo». E ciò soprattutto in vista di un autunno che, secondo il numero uno dei medici salentini, rischia di essere difficile dal punto di vista sanitario: «Se durante il periodo estivo una maggiore promiscuità è fisiologica e il settore del turismo ha come obiettivo prioritario quello di recuperare il tempo perso e di tornare a fare guadagno - insiste De Giorgi - in autunno assisteremo a una ripresa del virus che, sommata alla fisiologica ondata di influenza stagionale, rischia di determinare una nuova emergenza».

Secondo il chirurgo, tuttavia, tale rischio può essere circoscritto: «Se si affronta l'attuale momento storico con maggiore senso di responsabilità: non siamo ancora al liberi tutti - conclude il presidente dell'Ordine dei Medici - E quella che ci ritroveremo ad affrontare da qui a breve è una sfida che il sistema sanitario può vincere, contando su un maggiore livello di conoscenza e organizzazione e integrando gli sforzi dei cittadini, degli amministratori e degli operatori sanitari».
Ad essere convinto che l'attuale sistema di ordinanze statali e regolamenti regionali sia adeguato a garantire una limitazione dei contagi è, invece, il direttore dell'Unità Operativa Malattie infettive del Policlinico di Bari Gioacchino Angarano: «Dpcm e ordinanze sono tarate in maniera adeguata per il limitare al minimo il rischio - sottolinea il professor Angarano - Ciò che non può e non deve mancare, al contrario, è il senso di responsabilità di ogni singolo cittadino. Non può accadere che in città tutti siano ligi alle regole e continuino a indossare le mascherine all'aperto e in pubblico, mentre al mare e in vacanza l'attenzione cali, le distanze si riducano e si allentino le maglie delle regole. Sono proprio questi i comportamenti che vanno evitati se si vuole scongiurare una recrudescenza del virus». Ultimo aggiornamento: 20:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA