Covid-19, la linea della Puglia: «Controlli da aumentare su spiagge e movida in vista della riapertura delle scuole». Ma nessuna chiusura

Sabato 8 Agosto 2020 di Vincenzo DAMIANI
«Non c'è una emergenza sanitaria» in Puglia ma è «necessario aumentare i controlli sulle spiagge pubbliche e sulla movida» per «isolare già adesso» il coronavirus e non permettergli di diffondersi troppo in vista della riapertura delle scuole. Il governatore Michele Emiliano chiede uno sforzo maggiore a forze dell'ordine, questori, prefetti e sindaci per evitare che il mancato rispetto delle regole anti-coronavirus possa far schizzare in alto la curva dei contagi già in pieno agosto.

Ieri mattina, in Prefettura a Bari, accompagnato dal professore Pierluigi Lopalco, capo della task force pugliese per l'emergenza coronavirus, ha incontrato i vertici di carabinieri, polizia, guardia di finanza e tutti i prefetti pugliesi, collegati da remoto. Era stato proprio Emiliano, martedì scorso, a chiedere la riunione per fare il punto sull'andamento dell'emergenza epidemiologica di coronavirus e affrontare il tema dei controlli sul rispetto delle normative anti Covid19.

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«Ci sono cose che non mi piacciono», aveva anticipato facendo riferimento a spiagge prese d'assalto, discoteche stracolme e assembramenti di giovani. In realtà, i controlli sono già in atto, anzi per dirlo con le parole della prefetta di Bari, Antonella Bellomo, non si sono mai fermati. Un numero su tutti: solamente nell'ultima settimana, da Foggia a Lecce sono stati effettuati 20mila verifiche. Ma, sempre riportando le parole della prefetta barese, «il limite è quello che i comportamenti individuali non è facile reprimerli quando c'è una percezione tra le persone di essere fuori dal periodo più difficile». Insomma, multe e sanzioni possono funzionare da deterrente ma sino ad un certo punto, poi occorrono anche buon senso e partecipazione dei pugliesi. Emiliano, però, chiede più controlli, in particolare su spiagge libere e movida: «Le verifiche ci sono e sono efficaci ma è necessario intensificarle in tutti quei luoghi dove non c'è controllo specifico e noi non siamo in condizione di sapere se qualcuno ha la febbre, se ha la tosse e non abbiamo un elenco di chi entra e chi esce», ha annunciato al termine dell'incontro. «Come Regione abbiamo messo a disposizione di Comuni e forze dell'ordine tutte le risorse, anche economiche, per sostenerli ed esercitare i controlli». Il presidente della Regione è convinto che «il punto di maggiore pericolosità comincerà con la ripresa della vita dopo le vacanze, quando riapriranno le scuole» ma già «da oggi dobbiamo fare in modo che il virus circoli il meno possibile, lo dobbiamo isolare».

La Puglia è una delle 12 regioni italiane che, nell'ultima settimana, ha visto salire il suo indice Rt sino a superare la soglia di sicurezza. Anche in Puglia è di attualità il tema dei contagi d'importazione e l'arrivo di migliaia di turisti, se da una parte consola dal punto di vista economico, è fonte di preoccupazione. «Non c'è nessuna emergenza assicura però Emiliano - le cose vanno come noi avevamo previsto che sarebbero andate». E difende la scelta di aver riaperto tutte le attività. «La Regione spiega - ha fatto insieme alle altre Regioni tutte le regole per far funzionare il Paese dopo la riapertura, ma non abbiamo potere di controllo che spetta alle forze dell'ordine, ai sindaci, ai questori. Da parte nostra, abbiamo fatto tre cose fondamentali: una convenzione con le forze dell'ordine per farci aiutare nelle indagini epidemiologiche, significa riuscire a mettere in quarantena subito tutti i contatti stretti di chi è risultato positivo; abbiamo acquistato una macchina per fare 10mila tamponi, che ci porterà a fare in autunno oltre 15mila test al giorno; abbiamo aperto la prima fabbrica pubblica di mascherine che potranno essere distribuite, in caso di bisogno, a forze dell'ordine, cittadini e operatori sanitari. Non avremo più penuria, questa fabbrica è l'elemento di maggiore di sicurezza che avremo nella seconda ondata di Covid che ci sarà in autunno».

E a chi gli chiede di chiudere i confini ribadisce che «non ho alcun potere, lo Stato italiano ha competenza esclusiva». «Questa contro il coronavirus è una guerra di lungo periodo, dobbiamo imparare a vivere nelle condizioni più vicine possibili alla normalità, sostenendo la nostra economia e la sopravvivenza sociale di milioni di pugliesi, ma adottando regole di prevenzione ferree». Lopalco ha ricordato le poche ma importanti regole anti Covid: «Con la febbre si sta a casa, abbiamo avuto importanti focolai causati anche da professionisti che sono andati in giro con la febbre, questo oggi non è ammissibile». «Dobbiamo convivere con il virus: oggi lo conosciamo, sappiamo come gestirlo. Dobbiamo trasformare quella che sino a ieri era una emergenza sanitaria in normale, ordinaria amministrazione di una epidemia. Noi siamo pronti, le regole ci sono. Abbiamo regolamentato ogni attività». Ultimo aggiornamento: 12:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA