Lockdown di Natale, Regioni in pressing: «Stretta solo per i no vax»

Emiliano: In linea con Fedriga

Giovedì 18 Novembre 2021 di Paola COLACI

«Lockdown per i non vaccinati sul modello austriaco, soprattutto in vista del Natale». La curva del contagio continua a puntare verso l’alto e tra i governatori torna a crescere l’allarme. In vista di nuove restrizioni, la Conferenza è già pronta a chiedere al governo che eventuali limitazioni da zona gialla o arancione siano valide solo per i non immunizzati. Un fronte aperto nei giorni scorsi dal presidente del Friuli, Massimo Fedriga e condiviso da altri governatori. E sulle stessa trincea si schiera anche Michele Emiliano: «La mia posizione è identica a quella del presidente della Conferenza» tira dritto il governatore di Puglia. 

In Puglia i casi raddoppiano e l'incidenza balza all'1.71%

Del resto anche in regione il virus sembra aver ripreso la sua corsa. E i dati del bollettino epidemiologico lo confermano: in appena 24 ore il numero dei nuovi casi è più che raddoppiato. Dai 161 positivi rilevati martedì si è passati ai 379 nuovi contagi registrati ieri. Crescita significativa anche in relazione al tasso di positività: se martedì era pari allo 0.76% su 21.059 test eseguiti, ieri la percentuale è salita a quota 1.71% a fronte di 22.116 tamponi. Il bollettino rileva, inoltre, altri due morti. Negli ospedali fortunatamente la situazione resta sotto controllo: il tasso di occupazione dei posti letto in area media è pari al 7%, nelle terapie intensive si attesta invece al 5%. Ancora numeri da zona bianca, dunque, in Puglia come nel resto d’Italia.

L'offensiva dei governatori: «Restrizioni solo per i no vax sul modello austriaco»

Ma i governatori temono una nuova offensiva della pandemia: il giallo, ma ancor di più l’arancione, fanno paura. Ecco perché nei giorni scorsi la Conferenza delle Regioni ha valutato l’ipotesi di scatenare l’offensiva sul modello austriaco: «Le restrizioni legate all’eventuale passaggio di colore di una regione valgano solo per i non vaccinati, sul modello del lockdown duro deciso da Vienna per chi è senza immunizzazione» Fedriga ha incalzato il governo. Del resto, il suo Friuli è il primo candidato a passare in giallo. «La mia idea - ha osservato - è che le restrizioni della zona gialla non valgono per i vaccinati. Chi si è protetto, ha partecipato alla campagna vaccinale, limita le ospedalizzazioni, salvaguarda il sistema di sanità pubblica non può pagare un prezzo di cui non ha nessuna colpa, perché ha creduto nella scienza e nello Stato». Proprio come sta già accadendo in Austria dalla mezzanotte di lunedì: lockdown duro per i non vaccinati e possibilità di uscire solo per lavoro, acquisti di prima necessità e attività motorie. «Posizione identica» anche per Emiliano, nel doppio ruolo di governatore di Puglia e vice presidente della Conferenza delle Regioni. E della stessa idea è il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: «Non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune». Sul punto concorda il governatore della Liguria, Giovanni Toti. «Chiederemo al Governo - fa sapere - che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto». E sulla stessa lunghezza d’onda è già sintonizzato il presidente del Veneto, Luca Zaia. Ma la richiesta di misure più stringenti per ottenere il green pass trova d’accordo il campano Vincenzo De Luca: «Lockdown per i non vaccinati? Sarebbe il minimo». Non è escluso, dunque, che la Conferenza ora possa esprimere una posizione unanime, da mettere nero su bianco e trasmettere al governo già nella giornata di oggi. 

Stefàno (Pd): «Green pass rafforzato e limitazioni ai non vaccinati»

In pressing sull’Esecutivo anche la politica. «Oggi oltre 10.000 nuovi casi. La situazione torna critica. Acceleriamo subito con terze dosi, green pass rafforzato e limitazioni ai no-vax. Basta con gli indugi, avanti con modello 2G» ha scritto ieri in un tweet il senatore del Pd Dario Stefàno, presidente della commissione Affari europei.

L'alt del governo: «Nessuna stretta in vista»

Dal governo, tuttavia, nelle scorse ore è arrivato il primo alt. «Non è allo studio nessuna stretta sul modello austriaco», hanno spiegato fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che i dati del contagio in Italia non sono paragonabili a quelli dell’Austria, che la situazione nelle terapie intensive a oggi è sotto controllo e che continua il monitoraggio dei dati, con una valutazione prevista a dicembre. E anche la ministra Mariastella Gelmini ha ribadito che le decisioni assunte, «consentono al nostro paese di restare aperto. Abbiamo l’84% di cittadini vaccinati con due dosi, il governo monitora con grande attenzione l’andamento dei contagi, sollecita la terza dose, ha varato indicazioni sui mezzi di trasporto, per il momento ci fermiamo qui». Ma da parte delle Regioni la pressione resta. Si vedrà.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 08:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA