Contagi Covid, l'allarme dei medici: «Puglia in controtendenza, più restrizioni o sarà caos»

Martedì 1 Dicembre 2020

La stretta della pandemia non si allenta in Puglia. Presto, la regione potrebbe tuttavia forse tingersi di giallo - nuovo dpcm alla mano. Ma i segnali contraddittori (ieri 26,5% di nuovi positivi sul totale dei test quotidiani, contro una media del 15% della settimana scorsa) allarmano i medici, tanto da spingerli a invocare nuovamente la stretta, misure più severe, restrizioni. Altrimenti il sistema sanitario pugliese imploderà. L'atto d'accusa è ancora una volta di Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici e dell'Ordine dei medici di Bari: «L'elemento che preoccupa ancora di più è che i numeri della Puglia sono in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo a livello nazionale», dicono dall'Ordine. «Come medici - incalza Anelli - siamo molto preoccupati, per due motivi. Il primo è legato ai dati in controtendenza della Puglia, dove sembra che le misure di mitigazione non stiano funzionando quanto avremmo sperato. A questo punto si dovrebbe valutare l'adozione a livello regionale di misure più restrittive, come del resto stanno già facendo molti sindaci in autonomia». «Il secondo motivo di preoccupazione - prosegue - è legato alle difficoltà dell'assistenza per i malati non Covid in questa situazione».


Sono stati 1.101 ieri i nuovi casi di positivi su appena 4.151 test processati. Molto alto anche il numero delle vittime: 30 persone. Il maggior numero di nuovi positivi si è registrato in provincia di Bari con 515 casi, 198 in provincia di Foggia, 162 in provincia di Taranto, 87 nella provincia Bat, 69 in provincia di Brindisi, 65 in provincia di Lecce, 5 residenti fuori regione. La provincia di Bari è la più colpita anche per il numero di vittime: sono state 14; 3 in provincia di Brindisi, 9 in provincia di Foggia, 4 in provincia di Taranto.


Desta preoccupazione la pressione ospedaliera. I ricoveri Covid in Puglia sfondano il tetto dei 1.900, per la precisione ieri erano 1.901, in linea con le previsioni fatte dall'agenzia regionale per la salute (Aress). Quasi i due terzi dei posti letto attivati, quindi, sono attualmente occupati. Il numero di pazienti in terapia intensiva, invece, si mantiene pressoché inalterato, oscillando tra i 200 e i 220 (oggi sono 209): tasso di occupazione al 46%. Sono anche questi i numeri che scatenano l'allarme rosso dei medici. Ma non solo. Nella settimana scorsa, a livello regionale, fa sapere l'Ordine dei medici di Bari, si sono registrati 9.711 nuovi contagi, contro i 9.069 della settimana precedente. Cresce anche il numero dei ricoveri che passa da 9.544 a 11.048 e quello dei pazienti in terapia intensiva, da 1.348 a 1.430. A rischio c'è anche l'offerta sanitaria extra-Covid, ribadisce Anelli: «La pressione sugli ospedali causata dalla pandemia porta a sospendere le attività di prevenzione e a trascurare la cura per le altre patologie. Questo può risultare in un aumento dei tassi di mortalità di cui potremmo renderci conto solo un domani. Dopo la pandemia temo che, alle vittime del Covid, dovremo aggiungere quelle per le patologie oncologiche, cardiovascolari, per i traumi, per le malattie croniche curate con ritardo».


Sono intanto ore di trattative verso il nuovo Dpcm. Il divieto di assembramento dovrà essere il «principio cardine» sul quale poi incentrare il nuovo provvedimento: è questo il senso della lunga riunione delle Regioni che si sono trovate ieri, in collegamento streaming, per cercare l'intesa sulle linee guida da portare sul tavolo del governo oggi, quando incontreranno il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, quello della Salute, Roberto Speranza, il commissario Domenico Arcuri e il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. La conferenza è servita per fare il punto sulle nuove misure in vista delle ferie natalizie, dagli spostamenti alle aperture, dai divieti al coprifuoco. E se qualche governatore spinge per timide riaperture, altri considerano «diabolico» ripetere l'errore di questa estate, quando sentimento comune era quel «liberi tutti» diventato concausa della nuova, pesante, ondata della pandemia. Dalla Conferenza è arrivato, inoltre, l'invito al governo ad autorizzare gli spostamenti interregionali tra zone con lo stesso colore, anche se l'intenzione di palazzo Chigi sembra essere quella di vietarli dal 19 o 20 dicembre fino alla Befana. L'unica cosa certa, al momento, è l'auspicio per il mezzo via libera agli impianti sciistici. Sembra ormai assodato, poi, il mantenimento del coprifuoco dalle 22 alle 6 anche per i giorni di festa. Sempre oggi si terrà una riunione straordinaria della Cei, la conferenza episcopale, per fare il punto e programmare le funzioni religiose del Natale. La strada sembra ormai segnata: oggi con il governo si vareranno le nuove norme e il 3 dicembre il nuovo Dpcm dovrebbe essere già sul tavolo di Conte, pronto ad entrare in vigore il giorno successivo, in vista un Natale «più sobrio», come ha auspicato lo stesso presidente del consiglio.

Ultimo aggiornamento: 21:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA