Contagi, l'allarme dell'Iss: «Ora più casi tra i bambini» Corsa a vaccinare gli over12

Lunedì 13 Settembre 2021 di Paola COLACI

Gli esperti dell'Istituto Superiore della Sanità ne sono certi: la riduzione del rischio di infezione da Covid nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate resta ancora alta: 77% per la diagnosi, 93% per l'ospedalizzazione e sino al 96% per i ricoveri in terapia intensiva e per i decessi.

Boom dei minorenni negli ultimi 7 giorni

Ma nell'ultima settimana più del 50% dei contagi nella fascia di età da 0 ai 19 anni ha riguardato gli under12. Bambini e preadolescenti per i quali non è ancora disponibile un vaccino anti-Covid. A certificarlo è il report dell'Iss aggiornato all'8 settembre sulla protezione e l'efficacia vaccinale. Dalla seconda decade di luglio si è osservato un aumento in percentuale dei casi nelle fasce di età più giovani (minori di 3 anni, 3-5 anni, 6-11 anni) a discapito delle fasce 12-15 anni e 16-19 anni si legge nel report - Sebbene il dato non sia consolidato, nell'ultima settimana poco più del 50% dei casi nella popolazione 0-19 anni si è osservata nella popolazione con età inferiore ai 12 anni. Secondo gli esperti, ancora, il persistente aumento dell'incidenza nella popolazione con età sotto i 12 anni che si è osservato nelle ultime settimane potrebbe essere dovuto da un aumento del numero dei tamponi in questa fascia di età vista l'apertura della scuole materne e l'imminente inizio del nuovo anno scolastico per la scuola primaria e secondaria. Inoltre la campagna vaccinale attualmente non coinvolge ancora queste fasce di età.
Allarme già sollevato nei giorni scorsi da Annamaria Staiano, presidente della Sip, Società italiana di pediatria. Gli adolescenti non vaccinati, secondo la Staino, rappresentano un «grave problema di sanità pubblica», in quanto portatori potenziali del virus.

La corsa al vaccino

Secondo la presidente della Sip, c'è dunque la necessità di accelerare le vaccinazioni consentite «al di sopra dei 12 anni», nell'attesa del nulla osta, da parte della Feda, per le fasce d'età più basse comprese tra i 5 e gli 11 anni. «Le conseguenze della contrazione del virus in questa fascia d'età in genere sono lievi ma non si conoscono gli esiti a lungo termine. Inoltre ci sono stati 30 decessi. Quanti bambini sono invece morti per effetti avversi al vaccino? Nessuno. Vaccinarli è fondamentale per la ripresa dell'attività scolastica e della loro quotidianità». Certamente le vittime più giovani del sars cov 2 «erano soggetti fragili (in Italia in età pediatrica in tutto ce ne sono 1 mln, 1 ogni 10 dunque). Per gli altri le conseguenze sono state lievi. Ma ci sono stati decessi e la morte di un bambino non va in percentuale».
Intanto in Puglia Regione e Asl continuano a spingere sull'acceleratore della campagna vaccinale per riportare in classe entro lunedì 20 settembre il maggior numeri di studenti con almeno una dose anti-Covid. Dagli elenchi delle somministrazioni delle Asl in tutta la regione, però, mancano ancora 94.300 under19: più 61mila in fascia 12-15 e altri 32.600 in fascia 16-19 anni. «Ogni iniziativa mirata a sensibilizzare ed elevare la percentuale di vaccinati è sicuramente utile. Al momento i punti vaccinali territoriali stanno restituendo ancora buoni risultati. Nei giorni che ci separano dall'inizio della scuola valuteremo costantemente i risultati raggiunti. Quando gli studenti torneranno in classe, tuttavia, avremo luoghi di concentrazioni le scuole appunto sui quali ragionare in termini numerici. E non è escluso che si possano mettere in piedi attività di vaccinazione direttamente negli istituti scolastici» ha fatto sapere nelle scorse ore il direttore del Dipartimento regionale di Prevenzione Vito Montanaro. E la ricerca attiva da parte dei team scuola delle Aziende sanitarie in collaborazione con i presidi pugliesi continua. Da Bari a Lecce, passando per Brindisi, Taranto e il resto della regione negli hub restano attive le corsie preferenziali dedicate alle scuole. Ma a partire da oggi nel Salento le prime dose saranno somministrare a sportello senza prenotazione a tutti i residenti, compresi gli studenti over12.
Già da questa mattina, tuttavia, la prima campanella del nuovo anno scolastico suonerà per migliaia di studenti che frequentano gli istituti di ogni ordine e grado. E a tornare in classe con il ciclo vaccinale completato saranno 46 studenti su 100 in fascia 12-19 anni. In relazione alla prima dose, invece, rispetto ai dati raccolti dal report dalla struttura commissariale aggiornato all'8 settembre, in poco più di tre giorni la percentuale di somministrazioni è salita al 67%. In fascia 12-15 anni, invece, se 90.689 studenti hanno ricevuto almeno una dose di vaccino, solo 27 su 100 sono già pronti a tornare in classe con il ciclo di immunizzazione completato.
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Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 14:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA