Consiglio regionale, rinviata con voto segreto la riforma dell'agenzia per il lavoro

Consiglio regionale, rinviata con voto segreto la riforma dell'agenzia per il lavoro
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Martedì 4 Ottobre 2022, 17:45 - Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre, 08:08

Con 25 voti a favore e 17 contrari il Consiglio regionale pugliese ha deciso di rinviare ancora una volta la discussione della proposta di legge, presentata da tre consiglieri del Pd e uno del gruppo Misto, per modificare l'assetto societario dell'Agenzia per le politiche attive del lavoro (Arpal).

La candidatura e le polemiche

Se la pdl venisse approvata decadrebbe dall'incarico il direttore generale Massimo Cassano, candidato alle scorse elezioni in Puglia con Azione di Calenda. Proprio la sua candidatura ha creato polemiche nel centrosinistra pugliese. Oggi la proposta di legge era all'ordine del giorno ma Giuseppe Tupputi, capogruppo di Con Emiliano, ha chiesto il rinvio della discussione. Con voto segreto, la richiesta è stata approvata. La proposta di legge ha già subito diversi rinvii.

Le reazioni



“Sulla vicenda Arpal la maggioranza di sinistra - commenta Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia e neo deputato eletto - sta mettendo in scena il festival della microfisica del potere. L’ennesimo rinvio della discussione sulla proposta di legge per la modifica dell’assetto dell’Agenzia per le politiche attive del lavoro dimostra che dalle parti di Emiliano regna il caos più totale. Noi che siamo contrari ad una struttura come l’Arpal, e riteniamo, come da emendamento presentato, che comunque si debbano sempre prevedere per qualsiasi ruolo apicale requisiti di professionalità, onorabilità e autonomia, assistiamo ad una vicenda paradossale, dove la politica mostra il suo volto peggiore, tra dichiarazioni ufficiali e ufficiose, balletti di responsabilità, tra chi quel direttore generale lo ha votato, anche a dispetto dei curricula, e oggi vorrebbe mandarlo a casa, e chi non lo ha votato, facendosi scudo della segretezza del voto e oggi a parole vorrebbe sostituirlo. La verità è che una simile operazione, qualora fosse realmente questa la volontà della maggioranza, potrebbe essere fatta con una semplice mozione di sfiducia che, in maniera analitica, elencasse le cose inenarrabili che oggi il Pd ha scoperto sull’uomo al quale ha affidato un ruolo apicale così delicato. In un settore, quello delle politiche attive in materia di lavoro, di grande rilevanza economica e ancor di più sociale”.

«Dal Festival della microfisica del potere al Festival della macrofisica dell'ipocrisia è un attimo. Perché ormai la saga del poltronificio è diventato uno spettacolo fisso per il Consiglio regionale: lì dove per rimuovere il direttore generale dell'Arpal la soluzione trovata è di triplicare le poltrone, non solo all'Agenzia del Lavoro, ma in tutte le Agenzie». Lo dichiara il gruppo in Consiglio regionale pugliese di Fratelli d'Italia dopo il rinvio della proposta di legge della riforma dell'Arpal. «Una moltiplicazione - dicono da Fdi - che fa invidia anche a quella evangelica se si pensa a quanti movimenti e partitini il presidente Emiliano riuscirà a sistemare nei consigli di amministrazione nella speranza di poter vincere le prossime competizioni elettorali. Perché è bene ricordare anche ad alcuni colleghi del Pd che se oggi sono maggioranza è proprio perché la nomina di Dg a un leader politico regionale prevedeva come contropartita proprio la presentazione di una lista elettorale a sostegno del candidato presidente Emiliano».

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