Connessione wi-fi e treni, al Sud tante difficoltà. Giovannini: qualità dei servizi da migliorare

Venerdì 13 Maggio 2022 di Alessio PIGNATELLI

Tra i macro obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza c’è quello di accorciare i divari tra il Mezzogiorno e le altre aree del Paese. E, tra i target, connessione e connettività sono gli assi da rimpolpare. Dalla teoria a un esempio quanto più pratico possibile: cosa succede oggi a un utente in viaggio su un treno che cerca di lavorare utilizzando il wi-fi per il proprio dispositivo? Una risposta quanto mai parziale potrebbe essere: chi viaggia sul Frecciarossa in Alta velocità non troverà grosse difficoltà, al contrario sugli altri convogli come Intercity o Frecciargento la questione diventa tutt’altro che semplice. Ed è proprio quanto denuncia il deputato del M5S in commissione Trasporti Diego De Lorenzis: per contratto non esiste il servizio wi-fi nella tratta Genova-La Spezia, Caserta-Lecce e da Salerno a Reggio Calabria. Con tutte le conseguenze del caso: in un mondo lavorativo sempre più liquido dove le connessioni consentono attività più smart e veloci, per il Sud la strada è ancora lunga.

L'impegno di Trenitalia

In quest’ambito cercherà di muoversi Trenitalia che, tramite l’ad di Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Ferraris, già tempo fa ha raccolto la sfida. Durante l’audizione in commissione Trasporti della Camera, riguardo le attività del gruppo, aveva anticipato che uno dei primi interventi «è sull’Alta velocità per avere una qualità del wi-fi e consentire ai passeggeri di poter lavorare a bordo. Il Gruppo Fs ritiene importante portare il wi-fi anche sulle tratte regionali. Se vogliamo realmente aumentare la componente di trasporto su rotaia dobbiamo investire non solo su infrastruttura fisica ma anche sulla connettività e sul viaggio a bordo». Al momento agganciare reti wi-fi sui treni interregionali - al di là dei Frecciarossa, come detto - è esercizio impossibile.

Uno sguardo alla Puglia: nella nostra regione la rete ferroviaria conta 1.542 chilometri di cui 929 a doppio binario e 189 stazioni. Prima della pandemia, si registrava un grande fermento sul traffico ferroviario: secondo il report Pendolaria di Legambiente, nel 2019 i viaggi al giorno in Italia sui treni regionali (di tutti i gestori) e sulle metropolitane avevano superato i 6,1 milioni e in Puglia si era passati da 140mila ad oltre 150mila viaggi. Ovviamente il Covid ha fermato questa tendenza ma, in prospettiva, diventa fondamentale accompagnare questa ripresa con più servizi e il wi-fi è quello più urgente.

Giovannini: qualità insufficiente

Necessità di cui è conscio anche il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, per cui bisogna «stimolare l’uso del trasporto pubblico, ancora molto basso soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree suburbane e periurbane, dove la qualità del servizio è insoddisfacente e c’è una maggiore propensione a ricorrere all’auto privata». Il numero uno del Mims ha spiegato che tra Pnrr, Piano Complementare, Legge di Bilancio 2022 e Fondo Sviluppo e Coesione 21-27, gli investimenti totali per il trasporto rapido di massa sono pari a 8,7 miliardi di euro. In questo quadro, c’è da ricordare il recente impegno del gruppo Ferrovie dello Stato che ha siglato con Tim, attraverso la controllata Rete Ferroviaria Italiana, un accordo per il potenziamento degli impianti di copertura mobile 4G delle gallerie lungo le linee dell’Alta velocità. Il progetto vale 12 milioni di euro di investimenti: i lavori di potenziamento degli impianti nelle gallerie, sulle tratte dell’alta velocità tra Torino, Milano, Bologna e Firenze, sono in partenza quest’anno, e proseguiranno nel corso del 2023, da Firenze fino a Napoli e da Bologna a Venezia. La speranza, appunto, è che questa cartina possa allungarsi per far sì che, anche al Sud, viaggiare su un treno e lavorare, informarsi o semplicemente svagarsi utilizzando tablet, cellulari e pc diventi una normalità.

 

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