Concorsone per docenti, pioggia di ricorsi dalla Puglia: «Troppi quiz sbagliati o formulati in maniera errata»

Concorsone per docenti, pioggia di ricorsi dalla Puglia: «Troppi quiz sbagliati o formulati in maniera errata»
di Giuseppe MARTELLA
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Lunedì 27 Giugno 2022, 05:00

Non si placa l’ondata di ricorsi dalla Puglia e dal Salento sul concorso per docenti di scuola media e superiore. E se da settimane sono roventi le polemiche sulle modalità della prova e sulla presenza di domande sbagliate e mal formulate che hanno causato la bocciatura di tanti concorrenti, proprio dal Tacco d’Italia si susseguono le richieste di intervento al Tar Lazio, competente per materia a dipanare i dubbi attorno alla prova concorsuale che avrebbe dovuto consegnare un futuro lavorativo certo a migliaia di persone. E che invece rischia di produrre strascichi e lungaggini difficili da risolvere. Tra gli ultimi ricorsi sui quali la Terza sezione bis del Tribunale amministrativo si è espressa ce ne sono due presentati dall’avvocatessa salentina Simona Manca per conto di concorrenti che hanno preso parte al “concorsone”: uno accolto, l’altro rinviato nel merito non prima di avere chiesto chiarimenti al ministero dell’Istruzione. 

Gli altri due casi dal Salento

Gabriele ha partecipato alla prova per la classe di concorso B003 per l’abilitazione al Laboratorio di Fisica. Tra le domande alle quali il candidato è chiamato rispondere con il sistema a “crocette”, pure questo finito nell’occhio del ciclone, c’è anche la seguente: “Quali delle seguenti grandezze si può misurare in kg/metro cubo?”. «La risposta esatta – commenta l’avvocatessa Manca – è la densità, così come risposto correttamente dal candidato salentino, mentre per il ministero dell’Istruzione sarebbe dovuta essere il volume. Da qui, la possibilità di ricorrere al Tar». Una situazione non rara, anzi frequente anche nei test di altre classi di concorso, situazione che ha portato nel caso specifico i giudici amministrativi, presidente Giuseppe Sapone, estensore Daniele Profili e referendario Silvia Piemonte ad accogliere l’istanza cautelare presentata dalla Manca e disporre l’ammissione di Gabriele, che era stato bocciato ed estromesso dalla prova orale, alla fase successiva del concorso. Fissata al 21 febbraio 2023 l’udienza pubblica per la discussione del merito. 


Nel secondo ricorso firmato da Manca, attraverso il quale si chiede l’annullamento previa sospensione del provvedimento ministeriale che annuncia i vincitori della prova scritta, il ricorrente è Alessio, classe di concorso AB25 per Lingua Inglese e seconda lingua comunitaria nella scuola secondaria di I grado. Nelle more dell’appello si fa riferimento a due domande per le quali il ministero ha previsto risposte non oggettivamente sbagliate, nel caso specifico la 23 e la 27, e quindi igiudici hanno chiesto chiarimenti al ministero rinviando la discussione alla camera di consiglio fissata per il 22 novembre prossimo. Eclatante nel caso specifico l’errore sulla domanda 23, per la quale alcuna delle quattro risposte proposte dal ministero era giusta. In effetti la frase “I begin with writing the first sentence – and trusting to Almighty God for the second” non era l’incipit del libro The Life and Opinion of Tristan Shandy, gentleman così come segnato dagli esperti ministeriali ma soltanto una frase contenuta nel capitolo secondo dell’ottavo volume. Nella seconda domanda finita sotto la lente del ricorso si chiedeva, invece, di indicare il significato di un verbo contraddistinto in grassetto: la forma verbale era “get long with” che tradotto significa “andare d’accordo con”. Il candidato ha scelto la risposta “abide” che va bene al pari della risposta considerata esatta dal ministero ossia “look”. «Qualora i quesiti fossero stati giudicati nel modo giusto - conclude la legale del ricorrente – il concorrente avrebbe raggiunto i 72 punti e non i 68 che non gli hanno permesso di accedere alla prova orale, essendo 70 il risultato minimo previsto». 


Il precedente

Dei giorni scorsi è la storia di una candidata 30enne di Monteroni difesa dall’avvocato Pietro Quinto che ha presentato ricorso al Tar del Lazio contro la mancata ammissione alla prova orale contestando una serie di risposte corrette considerate dal ministero come errate, ma anche più quesiti formulati in modo errato. Pure in questo caso, i giudici amministrativi hanno ritenuto le rimostranze della ricorrente, che ha partecipato alle classi di concorso relative all’insegnamento di Italiano, Latino e Greco, meritevoli di un approfondimento e hanno ordinato al ministero di riferire su quei quesiti: intanto, però, sono stati sospesi tutti gli atti con i quali la giovane salentina è stata bocciata. La bufera, insomma, è servita, mentre il ministero, a seguito di ricorsi o per decisione autonoma, ha corretto in autotutela le risposte ad alcuni quesiti ammettendo agli orali quelli che li avevano sbagliati. Un caos per il quale, al momento, nessuno si è assunto pubblicamente le responsabilità.

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