Compensazioni Tap e sconti in bolletta: lite sui ritardi. Bellanova: «Si riapra al confronto»

Compensazioni Tap e sconti in bolletta: lite sui ritardi. Bellanova: «Si riapra al confronto»
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Domenica 4 Settembre 2022, 09:06 - Ultimo aggiornamento: 09:45

In Puglia il nodo del gasdotto Tap nella gestione dell’emergenza energetica continua a far sperare ma anche a far discutere. Da una parte c’è infatti la proposta di legge che vorrebbe attingere al pozzetto della compensazione per contenere le spese della bolletta, dall’altra c’è invece l’appello alla concertazione - caldeggiata dalla proposta di Legge della Lega e da una recente mozione a firma Paolo Pagliaro - che punta a rimettere in piedi l’ipotesi di investimento pari a 50 milioni di euro messi sul tavolo da Tap e Snam durante il governo di Matteo Renzi. 
Nelle scorse ore una prima apertura è arrivata dalla Regione, per bocca dell’assessore allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci, che si è detto «disposto a sedere a un tavolo se sarà chiamato da Tap». 

Le due strade per ottenere i fondi


Invece la proposta di legge (primo firmatario il dem Fabiano Amati) viaggia su un binario parallelo. Qualora approvata, infatti, la nuova norma obbligherebbe la società proprietaria o gestrice del gasdotto Trans-Adriatic Pipeline-Tap e le società proprietarie o gestrici delle reti di trasporto nazionale, ad applicare le misure di compensazione e riequilibrio territoriale previste dalla legge numero 239 del 2004. La misura della compensazione poi sarebbe individuata nel 3%, così come già avviene per le fonti di energia rinnovabili, del valore commerciale del volume di gas importato in Italia attraverso il gasdotto. Dal Consiglio regionale resta tiepida la presidente Loredana Capone: «Prima di parlare di ristori “mordi e fuggi”, prima di parlare di compensazioni con Tap, prima di pensare di potersi accontentare delle briciole, prima di citare come buona prassi la Basilicata, è necessario mettere sulla bilancia pro e contro e contemporaneamente lavorare ad un Piano energetico, nazionale e regionale. Sull’esempio della Basilicata, «che ha il potere di contrattazione delle concessioni», Capone taglia corto: la Puglia non ce l’ha.

La critica di Bellanova: persi 5 anni


Ma mentre si tenta di capire il da farsi, anche a fronte del silenzi di Tap sull’argomento, in tanti rimproverano i ritardi accumulati. Tra le voci più critiche quella della viceministra delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili Teresa Bellanova, che di quella pagina fu protagonista: «Non si può ignorare che il tavolo interistituzionale con Tap e Snam sulle compensazioni per il Salento a Palazzo Chigi io come Viceministra allo Sviluppo economico nei Governi Renzi e Gentiloni e l’allora ministro per il Mezzogiorno Claudio De Vincenti lo avevamo aperto e l’accordo era stato raggiunto - scrive Bellanova, che oggi è candidata per il Terzo Polo al Senato -. C’è anche una data: 8 novembre 2017. Si è perduto tempo preziosissimo, e questo solo per un populismo politico e istituzionale devastante. Adesso che la strategicità di quell’opera è sotto gli occhi di tutti - prosegue la viceministra -, chi di dovere riapra il confronto con Tap e con Snam e faccia valere le ragioni del territorio, come avevamo fatto noi all’epoca». Bellanova fa riferimento ai 55 milioni di euro che sarebbero dovuti servire a realizzare un centro di eccellenza mondiale sulla decarbonizzazione con il supporto della Commissione europea e di aziende leader globali nella green economy, più una serie di interventi ambientali. Bellanova punta il dito contro l’allora ministro Di Maio e parla anche della «complicità politica e istituzionale del presidente Emiliano e di parte del Pd. «La cifra concordata dopo pochi mesi fu derubricata dallo stesso Conte a 30 milioni per un fantomatico pacchetto mai illustrato». 

Le posizioni di Confindustria e Legambiente


Dopo l’ex presidente della Provincia di Brindisi Massimo Ferrarese, che parla di pessimo accordo in folle ritardo, sulla vicenda oggi interviene Confindustria Puglia: «Grazie alla disgrazia della pandemia ci siamo resi contro che abbiamo necessità di energia - premette il presidente degli industriali pugliesi Sergio Fontana -. Un problema che non abbiamo mai affrontato. Nonostante siamo la seconda manifattura in Europa - prosegue -, l’Italia non ha una politica energetica seria. Io credo che la perequazione debba esserci sempre, come accade in Basilicata ad esempio. Le aziende traggono dei vantaggi e creano dei disagi innegabili. Questa non è più la fase dell’obbligo. Per questo è necessario che la concertazione sia efficace e velocissima. Esiste una sostenibilità che è anche temporale, da applicare anche ai nuovi impianti. E in questo è fondamentale il ruolo della Regione». 
E di accordo parla anche Legambiente: Ruggero Ronzulli parla di una proposta che va a tamponare una situazione di emergenza. «Sarebbe più opportuno che più che a questi ristori - come abbiamo sempre richiesto come Legambiente Puglia - si pensasse alla creazione di un fondo regionale per finanziare tante comunità energetiche lungo la Puglia e il Salento. Questa sarebbe una soluzione più strutturale - prosegue Ronzulli-, in un’ottica che davvero faccia fronte al problema dell’energia». 
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