Covid, contagi quasi azzerati nei luoghi chiusi grazie a mascherine e distanziamento

Lunedì 11 Ottobre 2021

Il rispetto delle norme anti covid da buoni risultati: i contagi, infatti, sono quasi azzerati nei luoghi chiusi secondo lo studio condotto in diversi ambienti pubblici di tre città - Venezia, Bologna a Lecce - dal Cnr nell'anno 2020. 

Lo studio del Cnr sul monitoraggio del virus

Con mascherina, distanziamento e ricambio d'aria, nei luoghi pubblici al chiuso il rischio di trasmissione in aria del virus Sars-Cov-2 è stato quasi azzerato, risultando inferiore al minimo rilevabile. Lo evidenzia lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Pollution Research, dagli Istituti di Scienze dell'atmosfera e del clima e di Scienze polari del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), Università Cà Foscari Venezia e Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata.

«Il ruolo della trasmissione del virus veicolata dall'aria dipende da diverse variabili, tra cui la concentrazione delle particelle virali, studiata principalmente negli ospedali - spiega Daniele Contini del Cnr di Lecce - I dati sugli ambienti di comunità pubblici al chiuso sono ancora scarsi. Per questo abbiamo condotto uno studio specifico». Le città coinvolte nella ricerca, condotta tra novembre e dicembre 2020, sono Venezia, Bologna e Lecce.

I ricercatori hanno analizzato la concentrazione delle particelle virali nell'aria in diversi ambienti di comunità, operativi anche durante le restrizioni, quali la stazione ferroviaria di Mestre e due supermercati nell'area di Venezia, la mensa del Cnr di Bologna, un centro commerciale, una farmacia, e un parrucchiere a Lecce. «Tutti i campioni raccolti sono risultati negativi e non sono state osservate differenze tra orari di apertura, presenza di persone e chiusura degli ambienti. Ciò significa che il virus è assente o in concentrazione inferiore alla rilevabilità, e conferma come, con le limitazioni osservate la probabilità di contagio airborne sia molto bassa», prosegue Contini.

Ciò rafforza, secondo Franco Belosi del Cnr-Isac, «l'importanza di osservare negli ambienti chiusi le norme su mascherine, distanziamento e controlli, incrementando quanto possibile, la ventilazione». Un rischio maggiore, aggiunge Andrea Gambaro, dell'università Cà Foscari, «potrebbe infatti verificarsi in ambienti indoor ventilati più scarsamente, dove le goccioline respiratorie possono rimanere in sospensione per tempi più lunghi e depositarsi sulle superfici, incrementando la possibilità di contaminazione per contatto».

Ultimo aggiornamento: 12 Ottobre, 16:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA