Clima impazzito, c'è anche la Puglia tra le aree colpite da grandinate e trombe d'aria

Clima impazzito, c'è anche la Puglia tra le aree colpite da grandinate e trombe d'aria
di Alessio PIGNATELLI
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Lunedì 19 Settembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:03

Caldo record, grandinate estreme e violente trombe d’aria. Il 2022 pugliese è iniziato con allagamenti dovuti alle piogge intense a Bari e Trani il 10 gennaio. Da allora, ci sono stati molti altri eventi atmosferici critici, l’ultimo dei quali a Ugento il 29 agosto: il litorale è stato colpito da una tromba d’aria con gli ombrelloni spazzati via dalla forza del vento mentre i bagnanti hanno tentato di mettersi al riparo dai tanti oggetti che in quel momento volavano. Il clima impazzito che provoca tragedie come quella delle Marche non risparmia la Puglia anche se, fortunatamente, finora non si sono verificati drammi di quella portata. Almeno quest’anno, perché se si volta lo sguardo al recente passato purtroppo sono da registrare episodi dolorosi.

L'Osservatorio

Per avere il polso delle mutazioni che stanno sconvolgendo anche la produzione agricola, l’Osservatorio CittàClima di Legambiente fornisce un’interessante mappa. Prima di fare un resoconto generale, è bene soffermarsi su quanto successo quest’anno: in Puglia ci sono stati 13 eventi critici tra trombe d’aria, piogge intense e allagamenti da piogge intense. A essere colpiti i territori di Trani, Bari, Foggiano, Ginosa, Molfetta, Fasano e Salento. Oltre ai già citati eventi che hanno aperto e chiuso finora questa annata anomala, da ricordare la violenta grandinata del 28 agosto a Soleto, in provincia di Lecce, con chicchi di ghiaccio di grandi dimensioni. La perturbazione ha portato anche una pioggia battente che, insieme alla grandine, ha fatto registrare danni alla colture, allagamenti e la caduta di alcuni alberi nel paese.

Al di là dell’anno in corso, è interessante allargare lo sguardo all’ultimo decennio. Secondo il report dell’associazione ambientalista, sono il Barese e il Salento le zone più colpite. Mentre a Taranto, purtroppo, ci sono stati anche risvolti tragici. Nel capoluogo regionale sono stati 41 i casi totali di eventi climatici estremi, dal 2010, di cui 20 casi di allagamenti da piogge intense. Japigia e Carbonara sono due dei quartieri colpiti ripetutamente dagli allagamenti delle strade e dal forte vento. Tra i casi da ricordare negli ultimi anni, due eventi a distanza di pochi giorni: il 14 febbraio 2020, a causa delle forti piogge è tracimata la fogna a via Prospero Petroni che è rimasta chiusa al traffico; il 5 febbraio, vento forte e raffiche violente hanno sferzato la città e in diversi quartieri si sono registrati danni ed alberi caduti. Devastato anche il Salento che tra il 2017 e il 2021 è stato colpito da 12 trombe d’aria che hanno distrutto infrastrutture e coltivazioni. A Taranto quattro eventi di danni da trombe d’aria tra il 2013 ed il 2020, di cui 3 presso gli stabilimenti ex Ilva che hanno causato la morte di due operai.

Agricoltura in crisi

A soffrire, chiaramente, anche l’agricoltura: secondo Coldiretti, negli ultimi 25 anni in Puglia è scomparso più di un terreno agricolo su quattro (28%) a causa dell’abbandono e della cementificazione che hanno ridotto la capacità di assorbimento della pioggia e messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini. Secondo quanto riportato dal sito del Rendis - Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo – a cura di Ispra, dal 1999 al 2021 sono stati 6.401 gli interventi avviati per mitigare il rischio idrogeologico in Italia. In Puglia ci sono stati 313 interventi per un importo complessivo di 397 milioni di euro. Sufficiente? Probabilmente no ma ovviamente questa è un’emergenza mondiale e non solo nostrana. Secondo il Noaa (l’autorità statunitense National Oceanic and Atmospheric Administration) la temperatura media globale per il periodo 2017-2021 è tra le più calde mai registrate, stimata tra 1,06 gradi e 1,26 gradi al di sopra dei livelli preindustriali. A cascata, tutte le conseguenze del caso da affrontare seriamente e preventivamente anziché a posteriori con imperdonabili rimorsi.

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