Cgil, inizia dalla Puglia l'era Landini: «Noi siamo il vero cambiamento»

Cgil, inizia dalla Puglia l'era Landini: «Noi siamo il vero cambiamento»
BARI - BARI - «Noi siamo il vero cambiamento». Così il neo eletto segretario generale della Cgil, Maurizio Landini a rivendicare, dal palco della Fiera del Levante di Bari, dove si è chiuso il XVIII congresso del sindacato, il primato di cui spesso si fregia il governo Lega-M5S. «Ho pensato subito di fare due cose da segretario generale: appena eletto sono andato ad un'assemblea dell'Anpi per dire che la resistenza contro il fascismo non è finita e dobbiamo continuare perché è un valore fondamentale al quale non possiamo rinunciare», dice. E, continua, «ho raccolto l'indicazione di Serena Sorrentino per la quale sarebbe utile andare oggi al Cara di Bari, strutture che il governo vorrebbe chiudere, e ci andremo perché sia chiaro che questa Cgil ha nel suo insieme un'altra idea di società».

Prima sfida, dunque, quella lanciata al governo: «Non ci piace per quello che sta facendo, non sta migliorando» la condizione del Paese, a partire dai giovani e dal lavoro», afferma Landini, rilanciando la necessità di «rimettere davvero al centro la questione del lavoro». Il lavoro «lo crei se fai ripartire gli investimenti, se hai una idea di politica industriale», sottolinea. E poi l'affondo: «Secondo me il problema è che abbiamo due vicepremier che si occupano di povertà e lavoro senza mai essere stati poveri e aver mai lavorato», afferma, rispondendo dal palco alla domanda di Dario Vergassola se tra tutte le divise indossate da Salvini vorrebbe vederlo con una tuta blu. Il nuovo segretario generale della Cgil, infine, lancia «il sindacato di strada: andare tra i lavoratori nei cantieri, nelle campagne, dove ci sono i lavoratori, come rinnovata pratica sindacale per tutta la Cgil».
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Venerdì 25 Gennaio 2019 - Ultimo aggiornamento: 16:38