Centrodestra, primi paletti leghisti: «Vogliamo indicare il candidato»

Centrodestra, primi paletti leghisti: «Vogliamo indicare il candidato»
Il round dei ballottaggi ha consolidato i rinnovati rapporti di forza nel centrodestra e ha aperto ufficialmente la lunga corsa alle Regionali 2020. L'obiettivo al momento è comune, dichiarato come un mantra: preservare l'unità, non sfaldarsi, marciare compatti, anche perché la chance pugliese è invitante. Piovono gli appelli a cucire e dialogare, e soprattutto a convocare il tavolo regionale di coalizione. Ma le Europee e (in parte) le Comunali hanno ridisegnato gli equilibri nel centrodestra: la Lega vuol impugnare il timone e mettersi alla testa del gruppo, possibilmente indicando il nome del candidato governatore. Il prossimo anno al Sud due regioni di peso (Campania e Puglia) andranno al voto, e in almeno uno dei due casi i leghisti vogliono piazzare la bandierina.

Perché le percentuali fissate dalle Europee lo suggeriscono, e perché i salviniani cominciano a espugnare fortini un tempo inaccessibili (è di domenica la conquista del primo capoluogo meridionale: Potenza ha un sindaco leghista). La conferma arriva da Luigi D'Eramo, parlamentare abruzzese e commissario della Lega in Puglia: «È di tutta evidenza che nel momento in cui rappresentiamo la prima forza del Paese, e in alcune regioni siamo il partito principale della coalizione, dobbiamo assumerci una responsabilità rispetto alle prossime scadenze elettorali. Nulla di strano, anzi lavorerò per questo: la Puglia dovrà esprimere un candidato della Lega».
Il voto delle Europee ha ribaltato gli equilibri: il partito di Salvini ha incassato il 25,29%, i berlusconiani sono crollati all'11,11% (comunque oltre la media nazionale) e Fratelli d'Italia è lievitata all'8,89%, anche grazie al contributo di Raffaele Fitto e dei suoi fedelissimi di Direzione Italia. «La Lega - continua D'Eramo - ha consacrato la presenza al Sud già prima dei ballottaggi: il dato è eclatante e sta a significare che il progetto della Lega di Salvini ha un respiro nazionale perché tratta temi nazionali, con un particolare riferimento alle grandi questioni del Sud dalla vecchia politica mai trattate entrando nel merito».

Si rincorrono le prime, prudenti richieste di convocazione del tavolo di centrodestra, e D'Eramo apre tuttavia avvertendo: «Ho già sentito i responsabili delle forze politiche con cui siamo stati alleati nelle città. Chiaramente siamo aperti a un percorso di costruzione, ma sui contenuti e non su schemi e scatole vuote. Bene avviare subito il confronto, ma si esca dallo schema conosciuto negli ultimi anni, quello della costruzione a tavolino delle coalizioni». Bari, Lecce e Foggia: candidati sindaco di centrodestra scelti con le primarie, resta da capire se lo stesso schema di gioco verrà adottato anche per la Regione. «Lo vedremo - riflette D'Eramo - la metodologia su scelte così di peso viene normalmente rimessa alla segreteria nazionale. Noi dobbiamo concentrarci sui temi, sul contatto diretto con i cittadini, portando sui territori le nostre proposte e aprendo un confronto con tutti i portatori sani di interessi». Circolano già i primi nomi leghisti: il neo-eurodeputato (e consigliere regionale dimissionario) Andrea Caroppo e l'ex parlamentare (ora presidente Invimit) Nuccio Altieri. D'Eramo fa catenaccio, anche sui criteri: «Metteremo in campo la migliore proposta possibile, abbiamo una classe dirigente variegata, preparata, figure importanti e di peso».

Gli alleati non resteranno a guardare, comunque. Al netto delle professioni d'unità, prendono corpo le ambizioni. Forza Italia non vuol eclissarsi del tutto, Fratelli d'Italia potrebbe pure giocare il jolly Raffaele Fitto, corroborato dall'ottima performance delle Europee. Il successo consolatorio del centrodestra a Foggia (dopo le debacle di Bari e Lecce) è interpretato come un segnale di riscossa dai big di destra. Proprio Fitto allarga l'inquadratura e spiega: «I ballottaggi in Italia confermano ciò che abbiamo già evidenziato nel primo turno: il progetto politico di Fratelli d'Italia è credibile e contribuisce concretamente al successo i candidati sindaci di partito o coalizione, anche in quelle che erano definite roccaforti del centrosinistra. In Puglia, poi, le vittorie di Foggia, Corato e Ostuni consacrano il gradimento degli elettori verso una proposta politica che premia un centrodestra prima di tutto unito. Rappresentato da candidati che rappresentano la sintesi, ma sono credibili, competenti, autorevoli e per questo vincenti».

Esulta anche Forza Italia: «A Foggia - commentano Mauro D'Attis e Dario Damiani, coordinatore e vice - i cittadini hanno premiato l'operato di Landella, che potrà proseguire nel solco di quanto già fatto per la sua terra, e hanno premiato anche Forza Italia: siamo il primo partito, con una squadra di sei consiglieri comunali eletti», «è una giornata di festa: abbiamo vinto in comuni molto importanti della nostra regione, a dimostrazione che il centrodestra pugliese c'è e gode della fiducia dei cittadini». La lettura critica, che preannuncia venti di guerra in FI, si intravede invece nelle parole di Luigi Vitali, ex coordinatore azzurro: «La meritata vittoria di Landella a Foggia è la dimostrazione di come deve essere la classe dirigente di Forza Italia» e il sindaco foggiano è «l'unica certezza di Forza Italia in Puglia. Si è sottoposto alle primarie vincendole e poi conquistando la rielezione dopo cinque anni di buon governo. Quando FI punta su persone di valore i risultati non possono che essere soddisfacenti».
F.G.G.
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Martedì 11 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento: 07:25