Nardi, scarcerazione negata all'ex gip: la Cassazione rimanda le carte al Riesame

Giovedì 15 Ottobre 2020
Michele Nardi

La Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Lecce che il 15 giugno scorso aveva confermato il rigetto dell'istanza di scarcerazione avanzata dal difensore del magistrato Michele Nardi, ex gip di Trani. I giudici negarono la scarcerazione (Nardi all'epoca era detenuto nel carcere di Matera) individuando l'esistenza sia del pericolo di inquinamento probatorio sia del pericolo di reiterazione dei reati. Quattro giorni dopo, i giudici concessero all'indagato gli arresti domiciliari con l'uso del braccialetto.

Nardi è tuttora ai domiciliari. «Alla luce di quanto disposto dalla Corte Suprema, con l'annullamento del provvedimento relativamente alla permanenza dell'esigenza cautelare legata al pericolo di reiterazione del reato, adesso - spiega il legale difensore di Nardi, avvocato Domenico Mariani - il Tribunale del Riesame dovrà riesaminare la posizione del mio assistito e motivare meglio per quale motivo ritiene che possa reiterare i reati contestatigli».

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Nel gennaio 2019 Michele Nardi fu arrestato assieme al suo collega Antonio Savasta, ex pm a Trani (poi condannato a 10 anni di reclusione in abbreviato) e all'ispettore di Polizia Vincenzo Di Chiaro con l'accusa di corruzione in atti giudiziari e concussione per aver pilotato, tra il 2014 e il 2018, sentenze e vicende giudiziarie e tributarie in favore di imprenditori coinvolti nelle indagini, in cambio di denaro, gioielli e in alcuni casi anche diamanti e ristrutturazioni di appartamenti.

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