Cassano: «Arpal? Creata da me. E il Pd che mi accusa dovrebbe dire grazie»

Cassano: «Arpal? Creata da me. E il Pd che mi accusa dovrebbe dire grazie»
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Giovedì 25 Agosto 2022, 10:13

Massimo Cassano, presidente di Puglia popolare e direttore generale di Arpal: lei è candidato con il Terzo polo, al plurinominale di Bari dopo Mara Carfagna. Non si fa che parlare di lei, da qualche giorno a questa parte. Il segretario regionale dem, Marco Lacarra ha detto di aver ritenuto «inammissibile» la sua candidatura perché «con le agenzie regionali non si fa politica». Cosa risponde?
«Se Lacarra è una persona perbene, portasse una sola prova di quanto va dicendo. Consegni alla stampa la traccia di una telefonata o di un messaggio whatsapp con i quali io avrei secondo loro chiesto una candidatura. E questo vale per Lacarra e vale anche per Francesco Boccia. Si sono spinti a dire una cosa del genere? Portassero le prove. L'ultima volta che ho sentito Lacarra è stato per ben altri motivi, diversi mesi fa».


Quali motivi?
«Lasci stare, ma insomma: al posto suo sarei molto attento a dire certe cose».


Secondo i bene informati, lei ha avuto interlocuzioni anche con Impegno civico di Luigi Di Maio e con alcuni partiti del centrodestra, per ottenere una candidatura. È andata così?
«Le interlocuzioni ci sono state, in passato. E ho ricevuto molte proposte, ma sinceramente il mio obiettivo è sempre stato quello di trovare approdo in un progetto centrista ed è un obiettivo che, insieme ad amici e sostenitori, abbiamo raggiunto. Con Carlo Calenda e Matteo Renzi ci confrontiamo da tempo e condividiamo l'idea di una forza di centro che sappia intercettare l'elettorato moderato. L'arrivo, nel Terzo polo, di Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, ex forziste come me, ha rotto ogni indugio e facilitato l'accordo».


Torniamo ad Arpal. Lei, che è direttore generale, adesso è in aspettativa non retribuita, ma la maggioranza che sostiene Michele Emiliano è pronta ad approvare una legge che riformerà dalle fondamenta la governance dell'agenzia. Ha intenzione di fare un passo indietro prima di essere defenestrato?
«Su Arpal non voglio dire nulla».


Ma la accusano di aver utilizzato l'Agenzia regionale per il Lavoro come strumento di clientele. È un'accusa grave: cosa risponde?

«Arpal non esisterebbe se non fosse stato per Massimo Cassano. Ho preso un foglio di carta, bianco, e l'ho trasformato nella più grande agenzia della Puglia, creando posti di lavoro attraverso i piani di potenziamento e i Centri per l'impiego. Sono cinque anni che non vado in vacanza, impegnandomi sempre al servizio di chi aveva bisogno di un lavoro. Arpal sono io e rivendico con orgoglio tutto quanto ho fatto: è l'opera migliore che la Regione abbia realizzato in questi anni. Dunque non mi preoccupa minimamente ciò che sostiene chi sta a Roma a fare il parlamentare senza aver mai preso un voto in vita sua: si metterà contro i cittadini e i dipendenti che mi ringraziano ogni giorno».


Presto, dunque, sarà approvata una legge che modificherà la governance di Arpal. Si dimetterà?
«Lo ripeto: ho creato dal niente, da solo, un'agenzia di altissimo livello e chi annuncia in pieno agosto una legge ad personam lo fa contro Arpal e quindi contro i cittadini. Pensavo fosse iniziata la campagna elettorale e che l'avversario del Pd fosse il centrodestra».


Invece?
«E invece si stanno occupando soltanto di me e, per questo, saranno penalizzati alle urne. Quello che ho letto e ascoltato sul mio conto non ha nulla a che fare con la politica: dovrebbero acquistare un libro su De Gasperi e studiare, per capire davvero cos'è la politica di cui abbiamo bisogno. Lo faccia almeno chi non ha mai preso un voto in vita sua e si trova a fare il parlamentare solo perché una legge elettorale sbagliata e ingiusta non prevede le preferenze, altrimenti questa gente sarebbe tutta al mare a fare il bagno. Non verrebbero eletti nemmeno dal condominio di casa loro».


Si riferisce a Boccia? Anche nella base del Terzo polo qualcuno ha mugugnato per il suo arrivo.
«Le offese personali hanno toccato il fondo. Non sono del Pd, ma a capo di una forza civica di centro che alle ultime Regionali ha fatto vincere Michele Emiliano ottenendo 100mila voti. Decido quello che voglio e non accetto consigli dal Pd: non sono un loro dipendente. Anzi. Dovrebbero ringraziarmi».


La sua Puglia popolare, in Regione, siederà all'opposizione? Quale sarà il rapporto con Emiliano e con la sua maggioranza dopo il 25 settembre?
«Parlare oggi di quale sarà il mio rapporto con la maggioranza regionale non interessa a nessuno. Ma tutti sanno che, da sempre, sono fautore di un progetto centrista. Questo è un Paese da pentapartito, non da bipolarismo. E il centro serve, come servirebbe uno come Mario Draghi per governare l'Italia».


Quali prospettive pensa possa avere il Terzo polo in Puglia? Creerete un radicamento territoriale oppure siamo davanti a un cartello squisitamente elettorale?
«Ci siamo dati un obiettivo a due cifre per queste Politiche. Il nostro è un progetto per il futuro: se fosse una iniziativa elettorale, io non sarei della partita».
 

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