Cassano, dopo i veleni ecco l'aspettativa da Arpal. Lacarra aveva scritto a Calenda: «Immorale»

La replica di Azione-Iv: "In Regione hanno paura di perdere la maggioranza"

Cassano, dopo i veleni ecco l'aspettativa da Arpal. Lacarra aveva scritto a Calenda: «Immorale»
di Antonio BUCCI
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Venerdì 26 Agosto 2022, 14:08 - Ultimo aggiornamento: 16:35

Caso Massimo Cassano, ancora polemiche. Ma il dg Arpal sorprende tutti e comunica che dall'1 al 26 settembre sara in aspettativa non retribuita dall’Agenzia. «Ho atteso tale data - scrive in una breve nota - perché si completasse la procedura di assunzione dei nuovi Dirigenti, certo di affidare l’Agenzia a un team composto da persone preparate e pronte a dare continuità al percorso di rilancio dei servizi pubblici per l’impiego in Puglia». Nelle scorse ore era infuriata la polemica sulla sua candidatura. Il numero uno dei dem pugliesi, Marco Lacarra, aveva scritto al leader nazionale di Azione, Carlo Calenda, perché intervenisse. Quattro consiglieri regionali, invece, si erano rivolti a Loredana Capone perché la questione approdi in Consiglio regionale al più presto.

La bufera sulla candidatura

Monta la bufera sulla scalata alle Politiche del centrista Massimo Cassano: «Non hai pensato che candidare in Puglia il direttore generale dell'Arpal, Agenzia Regionale per le Politiche del Lavoro, potesse risultare una scelta quantomeno inopportuna e furbetta? Dov'è finito il tuo sbandierato moralismo? Non vedi la trave nel tuo occhio? Non ti accorgi che i tuoi stessi uomini in Puglia non condividono questa scelta? Oppure il conflitto di interessi se riguarda il tuo partito improvvisamente svanisce?» attacca il segretario Pd, all'indirizzo dell'ex ministro per lo Sviluppo economico. L'ex sottosegretario azzurro e big di Puglia Popolare è secondo nel listino alla Camera di Bari, alle spalle di Mara Carfagna, e si è già dichiarato all'opposizione dell'amministrazione guidata da Michele Emiliano, ma la questione sta tutta nella sua permanenza sulla tolda di comando: «Da una persona così pregna di alti valori morali come ti definisci, caro Carlo, mi aspetterei almeno che esigessi le dimissioni del tuo candidato dalla carica che ricopre» scrive Lacarra a Calenda, esattamente come aveva fatto a margine della presentazione delle liste. Il nodo è tutto lì.


Il fuoco di fila c'è e lo hanno aperto i dem: «I civici sono una cosa, i legionari sono un'altra», ha bollato Francesco Boccia, raccontando di una richiesta di candidatura rifiutata che Cassano smentisce - «Portassero le prove, consegnino alla stampa telefonate o whatsapp» - rispedendo al mittente quella che definisce «una legge ad personam». Il riferimento è alla proposta firmata dai dem Fabiano Amati, Ruggero Mennea e Michele Mazzarano e di Antonio Tutolo nel Misto - per il cambio di governance dell'Agenzia, che poi vorrebbe dire decadenza del dg. Chiedono di riportarla in Aula e la presidente, dal canto suo, ha rimesso la decisione alla volontà dei capigruppo: «Il gruppo Pd ha dichiarato la sua disponibilità a svolgere in qualsiasi momento il Consiglio regionale ma ci dispiace il silenzio sull'argomento del presidente Emiliano, al pari degli altri partiti della maggioranza e di tutti i candidati alle elezioni», provano a sparigliare. Anche perché, spiegano, tengono alta la guardia su «quanto complice possa apparire il silenzio in una vicenda con aspetti già equivoci e discutibili».

L'attacco del M5s

La sponda è quella del Movimento 5 Stelle. La pattuglia nel parlamentino è sulla linea del passo indietro - specie viste le bordate nazionali sul reddito di cittadinanza e a rincarare la dose è il barese Gianmauro Dell'Olio, ricandidato nello stesso collegio di Cassano: «Inaccettabile che non solo non si sia ancora dimesso, ma non abbia avuto neanche il buongusto di sospendersi. E come se niente fosse, su Twitter vediamo le sue foto mentre firma contratti di assunzione, in piena campagna elettorale, per persone che fanno riferimento a posizioni a tempo determinato, che ora diventano a tempo indeterminato», punta il dito. Poi precisa: «Le persone che sta assumendo non sono i Navigator. Sarebbero le sole figure professionali che dovrebbe assumere con quei soldi, come previsto dalle ultime normative, che chiedevano di usare i residui per assicurare dei mesi di proroga a queste persone, mai state facilitate nel loro compito».

La replica di Azione-Iv

Dalla segreteria regionale di Azione rinviano la palla nel campo opposto: «L'ingresso di Cassano in quota ad Azione ha animato non pochi. Tanta attenzione su questo ingresso mi sembra che disveli il timore della sinistra di Emiliano di perdere la maggioranza e le comode poltrone sulle quali sono seduti, grazie al consenso proprio di Cassano. Noi vogliamo per la nostra regione sviluppo, lavoro e verità», stuzzica Titti Cinone. Il fischio finale è ancora lontano.
 

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