La Regione: «Case popolari, bandi aperti “una tantum” agli abusivi»

Sabato 8 Febbraio 2020 di Paola ANCORA

Dal 2014 a oggi «le situazioni di morosità e di occupazioni abusive non sono state ridotte in misura significativa, con conseguente difficoltà nella gestione dell'ordine pubblico: per questo il disegno di legge prevede la possibilità di far partecipare una tantum gli occupanti abusivi ai bandi per l'assegnazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica». Uscita dalla porta, rientra dalla finestra senza le modifiche sostanziali richieste dai sindacati degli inquilini, dalla Cgil, dallo stesso Pd, partito di maggioranza e dalla minoranza di centrodestra: la nuova legge sulle case popolari approvata l'anno scorso dalla Giunta Emiliano per la Puglia è pronta a tornare in discussione nella V commissione consiliare prima di approdare all'esame dell'assemblea regionale. E, a leggere il bilancio di mandato diffuso in conferenza stampa il 4 febbraio scorso dall'assessore Alfonso Pisicchio, mantiene intatta la già prevista corsia preferenziale per gli abusivi: un punto, questo, che lo scorso novembre, quando Quotidiano svelò il contenuto della norma approvata dalla Giunta in pieno agosto, aveva sollevato un polverone, costringendo gli assessori Pisicchio e Giovanni Giannini (firmatari del disegno di legge), a bloccare il provvedimento.

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Cosa prevede la nuova legge? Nel testo originale, è prevista la partecipazione degli occupanti abusivi ai bandi comunali per l'assegnazione delle case popolari, con in più il riconoscimento a loro favore di due punti aggiuntivi per la formazione della graduatoria. «Nel caso in cui il concorrente abusivo non risulti collocato in posizione utile (in graduatoria, ndr), l'occupante può rimanere nell'alloggio con contratto di locazione a canone concordato». Non solo. All'occupante abusivo «saranno assegnati ulteriori 2 punti oltre ai punteggi» già previsti per stilare le graduatorie e, ancora, «in caso di collocazione utile in graduatoria per l'assegnazione di un alloggi, il concorrente sarà dichiarato assegnatario dell'alloggio occupato previo il pagamento dei canoni e dei servizi dovuti alla data di occupazione dell'alloggio, anche in forma rateale».

Una sanatoria in piena regola che, pensata dagli assessori Pisicchio e Giannini con l'obiettivo di fare ordine e risolvere l'emergenza abitativa, avrebbe finito per penalizzare fortemente chi ha sempre rispettato le leggi e per agevolare, invece, sia coloro i quali, per anni, le leggi le ha violate, sia quanti, appartenenti a questo o quel clan criminale, sulle occupazioni abusive hanno costruito sistemi di potere e di controllo del territorio ancora ben saldi in Puglia.

La polemica si infiammò. «Quella norma ci mette in imbarazzo» evidenziò il Pd: furono proprio i Dem, infatti, a firmare l'esposto alla Procura che, nel 2012, diede il via alla maxi inchiesta sul presunto mercato di alloggi a Lecce, inchiesta conclusa la quale sono stati mandati a processo, con varie accuse, politici e funzionari dell'ente. Critico anche il consigliere regionale Fabiano Amati. Di uno «schiaffo alle famiglie che hanno rispettato le leggi» parlò la Cgil regionale, con il segretario Pino Gesmundo, mentre il centrodestra, con il consigliere di Fratelli d'Italia Saverio Congedo, annunciò battaglia in commissione, dove la norma avrebbe dovuto essere esaminata prima di approdare in Consiglio.

Così, la Regione fece dietrofront proprio poco prima della discussione in V commissione, ufficialmente «per chiarimenti». «Non stiamo in alcun modo né favorendo, né incrementando l'illegalità spiegarono Pisicchio e Giannini, dicendosi disponibili a recepire suggerimenti in materia. L'obiettivo del nostro disegno di legge è solo mettere ordine a un fenomeno diffuso e da anni senza soluzione: l'occupazione abusiva degli alloggi popolari. Il disegno di legge dà ai Comuni la possibilità, e quindi non l'obbligo, di far partecipare ai bandi di assegnazione anche gli inquilini senza titolo».

Oggi, quella legge viene ripresentata: propone una partecipazione una tantum degli abusivi ai bandi per gli alloggi popolari, di fatto confermando il percorso tracciato dalla legge 172 così come approvata dalla Giunta. Appena ieri, sulle pagine di questo giornale, il procuratore generale di Cassazione Giovanni Salvi aveva dichiarato: «Le pare possibile che il diritto di un cittadino ad avere una casa, concorrendo legittimamente alle graduatorie, debba essere sopraffatto dalla protervia, dall'arroganza e dalla prepotenza di qualcuno? Pensi alla rottura dell'ordine sociale che simili episodi comportano. Perché tutto questo deve essere tollerato? In nome di quale diritto?».

Ultimo aggiornamento: 15:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA