Caro gasolio, protestano ancora i pescatori. E i pugliesi vanno a fare la spesa a piedi

Caro gasolio, protestano ancora i pescatori. E i pugliesi vanno a fare la spesa a piedi
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Mercoledì 8 Giugno 2022, 12:31

Continua anche in Puglia la protesta dei pescatori per il caro gasolio. Questa mattina un centinaio di pescatori di Monopoli, nel Barese, una delle marinerie più grandi della regione, sta protestando davanti ai cancelli dell'area mercantile. Le loro imbarcazioni e pescherecci sono fermi ormai da tre settimane. Ai pescatori oggi si sono aggiunti alcuni camion di grossisti. E l'aumento dei prezzi della benzina, secondo Coldiretti, cambia anche le abitudini dei consumatori: la spesa si fa nei negozi vicino casa oppure on-line per evitare di prendere l'auto e si preferiscono i prodotti in promozione.

Le richieste

«Aspettiamo risposte dopo tante promesse senza soluzioni reali e concrete - dice Cosimo Marasciulo, armatore e pescatore, presidente del Consorzio Mare Blu di Monopoli - . Chiediamo un tetto massimo sul costo del gasolio, che è arrivato a 1.23 euro, di 50 centesimi. Ormai da Ancona in giù tutte le marinerie d'Italia stanno protestando e continueremo a oltranza fino a quando arriveranno risposte. Ci sono alcuni lavoratori che aspettano ancora i ristori per i fermi biologici del 2020 e del 2021, dei 3 milioni di euro promessi dalla Regione Puglia non c'è ancora traccia e anche il fondo per la cassa integrazione annunciato dal Governo non risolve il problema». 

E si risparmia anche sulla spesa

 

«Per fare la spesa l'89% dei consumatori pugliesi non usa l'auto, e di fronte agli aumenti dei prezzi del carrello torna anche la lista della spesa in 4 famiglie su 10 (38%)». È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti Puglia, sulla base di un sondaggio secondo «cui a causa del caro gasolio che costringe a tirare la cinghia i consumatori pugliesi stanno cambiando le abitudini di acquisto, facendo la spesa vicino casa o al luogo di lavoro (89%), gli acquisti on line o in negozi con consegna a domicilio (7%); mentre solo il 4% è disposto a fare la spesa lontano da casa o dai luoghi di lavoro». Con il caro prezzi si va anche a caccia delle promozioni (38%), si guarda con più attenzione al rapporto prezzo/kg di prodotto degli alimenti (47%) e soprattutto si taglia il superfluo (48%) a tavola, secondo Ismea che ha analizzato le strategie dirisparmio dei consumatori di fronte all'aumento dei prezzi alimentari che a maggio per l'Istat è stato del 7,1%. Tra i comportamenti virtuosi segnalati dai consumatori - sottolinea Coldiretti Puglia - spicca la riduzione degli sprechi che riguarda ben il 68% delle famiglie. Un impegno che al valore economico aggiunge anche quello etico ed ambientale in un Paese come l'Italia dove in media nella spazzatura - continua Coldiretti - finiscono quasi 31 chili all'anno di prodotti alimentari per un totale di oltre 1,8 miliardi di chili da smaltire. La propensione al risparmio, in ogni caso, non sembra intaccare l'attenzione verso la qualità di ciò che si porta a tavola - aggiunge Coldiretti - con la guerra in Ucraina e il Covid che hanno spinto oltre 8 consumatori su 10 (82%) a cercare di instaurare un rapporto stabile con un agricoltore per garantirsi cibo sicuro, sano e di qualità. Il risultato è che il valore della vendita diretta dagli agricoltori è salito in Puglia ad oltre 650 milioni di euro e coinvolge ormai oltre un'azienda agricola su cinque, grazie al progetto economico di filiera corta di 'Campagna Amicà.

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