Puglia, oltre 2 euro al litro per benzina e gasolio. E il prezzo continuerà a salire

Puglia, oltre 2 euro al litro per benzina e gasolio. E il prezzo continuerà a salire
di Rita DE BERNART
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Martedì 8 Marzo 2022, 08:04 - Ultimo aggiornamento: 08:05

Prezzo del greggio alle stelle a quasi 2 euro e 10 centesimi per un litro di benzina. Avanza senza tregua l'impennata dei prezzi del carburante, iniziata già diversi mesi fa, in parte anche a causa della spinta per la ripresa post pandemica.

Ieri il lunedì più amaro per i pugliesi che, iniziando la settimana lavorativa, si sono recati al distributore e hanno fatto i conti con il prezzo della verde oltre la soglia dei due euro a litro. I venti del conflitto in Ucraina agitano ulteriormente un mercato già esasperato dalla crisi, e dal mancato accordo tra i Paesi dell'Opec sull'aumento della produzione di greggio: le ricadute, pesanti, non si fanno attendere su distributori e consumatori.

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I distributori

I cartelli lampeggianti dei distributori pugliesi, come quelli di tutto il paese, da ieri segnano per il diesel un prezzo medio tra 1,889 e 1,909 euro e per la super tra 2,039 a 2079, anche in modalità self. Nelle prossime ore i consumatori potranno trovare ulteriori aumenti. Un'escalation insostenibile che ha portato a pagare in media per un pieno circa 23 euro in più rispetto al 2020. Le conseguenze si abbattono però anche sui circa mille e cinquecento distributori pugliesi sempre più strozzati dalla morsa dei prezzi impazziti: il loro guadagno è calcolato in percentuale pro litro e non in relazione al prezzo; con gli aumenti i margini di guadagno percentuale calano mentre aumenta l'esborso di denaro per rifornire l'impianto. «Gli aumenti cui stiamo assistendo spiega Paolo Castellana, vice presidente nazionale Figisc ConfCommercio - sono solo in funzione del prezzo del petrolio che fino a 20 giorni fa quotava 80 dollari a barile e ora è a 120. E nell'arco della prossima settimana, a meno di una tregua nella crisi attuale, si ipotizza arrivi alla soglia dei 150, con nuovi significativi aumenti di gasolio e benzina. I distributori vivono le stesse problematiche del consumatore finale. Non è possibile scaricare il costo maggiorato sul prezzo al litro, anzi, i rincari per loro significano minore guadagno».

La contrazione delle vendite


Il cliente paga di più per avere meno rifornimento e scende sulla stessa cifra la percentuale di guadagno del gestore. Per ogni litro di benzina continua Castellana - loro ci guadagnano tre centesimi. E se prima ad esempio su 10mila euro avevano un guadagno percentuale del 2% lordo, adesso questa soglia scende a 1,909%. Inoltre in concomitanza con le impennate spesso si rileva una contrazione delle vendite. In sostanza vendono meno carburante, guadagnano meno ma, al contempo, sono soggetti ad un maggiore esborso di denaro per rifornire l'impianto. Consideriamo che in genere si tratta di cisterne da 35mila litri: prima si spendeva circa 63mila euro, ora ce ne vogliono oltre 70mila. A tutto questo bisogna aggiungere il caro energia, uno dei costi che incide maggiormente per un impianto; molti gestori pugliesi sono in seria difficoltà. Non si temono, invece, nell'immediato, problemi di approvvigionamento; i depositi delle compagnie petrolifere sono pieni. «Al momento pensiamo di poter stare tranquilli da questo punto di vista conclude Castellana - I depositi delle compagnie petrolifere assicurano approvvigionamenti ancora per settimane, e nel frattempo si auspica una risoluzione o un rallentamento della crisi. L'unico problema potrebbe essere rappresentato dagli scioperi degli autotrasportatori che di solito bloccano del tutto anche l'uscita dei mezzi ma in questo caso si tratta di disagi temporanei».
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