Caos sul ritorno in classe. La perplessità dei presidi: «No a distinzioni tra ragazzi»

Caos sul ritorno in classe. La perplessità dei presidi: «No a distinzioni tra ragazzi»
di Maria Claudia MINERVA
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Venerdì 7 Gennaio 2022, 05:00

Scuola in presenza nonostante i contagi alle stelle. E già si prevede il caos. Ma il governo è stato irremovibile sul rientro. L’unica apertura? Ha solo cambiato le regole per le quarantene, ma anche su questo punto, in particolare sul distinguo tra vaccinati e non c’è grande polemica, «perché - dicono i presidi, è una norma discriminatoria. E, secondo, perché la scuola non sa chi è vaccinato e chi no tra i ragazzi. Non è dato saperlo e, quindi, come si può pretendere di applicare questa misura?».

I presidi

Regole a parte, il timore maggiore rispetto al ritorno in classe è legato alle assenze del personale scolastico (docenti e amministrativi) alcuni dei quali già in quarantena. Senza contare anche gli assenti per eventuali sospensioni comminate a chi non ha ottemperato all’obbligo di vaccino. «È facile prevedere cosa accadrà lunedì - sottolinea il presidente dell’Associazione dei presidi pugliesi (Anp), Roberto Romito - quando in tutte le scuole riprenderanno le lezioni: con le misure di sicurezza e prevenzione ridotte ai minimi termini e con il regime delle quarantene rivisitato secondo le nuove disposizioni governative sarà difficile scongiurare un ulteriore incremento dei contagi, oltre che garantire la continuità didattica». Sulle assenze del personale, Romito spera nei vaccini. «La Puglia è una delle regioni con maggiore copertura vaccinale dei docenti. Però - aggiunge - la variante Omicron comunque infetta anche chi è vaccinato, e quindi scattano le quarantene e la necessità di escludere dal servizio chi sta in questa situazione». Per la prova del nove bisognerà aspettare lunedì 10, quando i cancelli delle scuole si riapriranno. «Solo allora potremo sapere la portata del fenomeno - conferma Romito - ma i casi da noi potrebbero essere pochi, al massimo 800, 1000 in tutta la regione. Invece, assolutamente ingestibile la nuova misura di quarantena che riguarda le superiori, la quale impone al raggiungimento dei due casi una discriminazione tra vaccinati e non. Ma le scuole non sanno chi è vaccinato e chi non lo è, quindi come si fa?».

Le nuove regole sulle quarantene

Le nuove regole dicono che per l’infanzia con un caso di positività si applica alla classe la sospensione delle attività, per dieci giorni. Alle elementari, invece, con un positivo si attiva la sorveglianza, in presenza di due o più positivi scatta la Dad per tutta la classe e per 10 giorni. Il quadro si complica per le medie e superiori: con un positivo scatta l’autosorveglianza con la prosecuzione delle attività e l’uso delle mascherine ffp2. Con due casi nella stessa classe Dad per chi non ha fatto il tichiamo e ha completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per coloro che sono guariti da più di 120 giorni. Tutti gli altri proseguono in presenza con auto sorveglianza e mascherine Ffp2. Ma con tre casi in classe scatta la Dad per 10 per tutta la classe.

I sindacati

Il rientro agita anche il mondo sindacale. «La ripartenza in presenza è a rischio - tuona il segretario della Uil Scuola Puglia, Gianni Verga - urge la convocazione di una tavolo regionale. Numerose le segnalazioni di scuole con l’organico decimato per l’elevato numero di contagiati. Per tacere delle angosce di quei genitori che da lunedì non manderanno i propri figli a scuola a causa dell’assenza di sicurezza, che magari i presidi sanitari avrebbero potuto garantire». Secondo Verga «il sistema sanitario rischia il collasso per la mancanza di tempestività nello screening: in un contesto simile come possiamo tutelare alunni e docenti, in particolare, di scuola dell’infanzia, se i maggiori contagi sono nella fascia di età fra i 5 e gli 11 anni?». Altro nodo i trasporti: «Come possiamo far utilizzare i mezzi di trasporto pubblico dagli studenti pendolari tra i 12 e i 19 anni che non hanno il super green pass? E come faranno le scuole a gestire i protocolli sanitari se, per la privacy, non hanno gli elenchi degli alunni vaccinati? Tanti quesiti senza risposta, ma che innescano molta incertezza. Lo sosteniamo da sempre la vera scuola è in presenza, a patto che sia in piena sicurezza». 
Gli fa eco il segretario della Cisl Scuola Puglia, Roberto Calienno: «La scuola in presenza è una priorità, ma non con queste modalità - sbotta -. Vanificata l’attesa di un decreto che potesse consentire agli studenti di tornare a riempire i banchi di scuola in sicurezza seguendo poche regole semplici e lineari e uniformi e con una idea progettuale di campagna vaccinale dedicata. Invece, la distinzione tra vaccinati e non vaccinati all’interno di una stessa classe alimenta il conflitto e rischia di esasperare le disuguaglianze. Così facendo - continua Calienno - cresce il rischio di andare in Dad in pochissimo tempo, sebbene a settembre si era affermato: “mai più bambini bloccati a casa per 5 ore davanti al computer; “mai più turni differenziati per l’ingresso a scuola”. Al tempo stesso si deve prendere atto che non sono state assunte misure per accompagnare la riapertura con presidi sanitari e corsie preferenziali per le scuole. In Puglia il 1 febbraio 2021 dovevano assumere servizio 355 unità di personale sanitario per tracciare gli allievi e prevenire il contagio. Si potrebbe ancora fare con l’ausilio della protezione civile e dell’esercito, ma forse non è vero che la scuola è al centro del Paese».

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