Un ragazzo su cinque è stato vittima di bullismo. Le vittime? Omosessuali e donne

Un ragazzo su cinque è stato vittima di bullismo. Le vittime? Omosessuali e donne
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 15:57 - Ultimo aggiornamento: 16:05

Un adolescente su cinque è stato vittima di bullismo e nella metà dei casi il comportamento del bullo è stato addirittura sistematico. La denuncia è di Skuola.net, tramite l'osservatorio "Bullismo e Cyberbullismo". E in Puglia il contesto non è diverso, anzi la situazione è pressocché la stessa. Il ritorno a scuola dopo la dad per la pandemia ha probabilmente peggiorato la situazione. «Per molti ragazzi – spiega Vincenzo Gesualdo, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Puglia - il ritorno a scuola significa anche tornare a fare i conti con il bullismo, un fenomeno che enfatizza i comportamenti di prepotenza e aggressività come unico canale comunicativo e relazionale che ha modificato il naturale comportamento sociale in esibizioni comportamentali esagerate, nelle quali ogni freno inibitorio è carente».

I bersagli preferiti dei bulli

Dalla ricerca si evince che tra i "bersagli" preferiti dai bulli ci sono prevalentemente l'aspetto fisico ed eventuali disabilità, a seguire l'orientamento sessuale e le origini o l'etnia. I più vessati dalle diverse forme di bullismo sono prevalentemente gli adolescenti della fascia d'età tra gli 11 e i 16 anni, le ragazze e chi si considera "non binario". Addirittura quattro adolescenti su dieci sono stati vittime di bullismo proprio per il loro orientamento sessuale.

«Per quanto se ne parli il bullismo sessuale continua ad essere un fenomeno poco conosciuto», spiega il presidente degli psicologi pugliesi. «Sono diversi i motivi che possono spingere un bullo a mettere in atto certi comportamenti. Spesso la superficialità d’animo e la mancata comprensione dei sentimenti dell’altro sono i motivi principali, ai quali segue l’omofobia o il semplice diretto di denigrare il prossimo». I bulli non agiscono esclusivamente dal vivo ma anche a distanza, sui social. Come si legge dalla ricerca, soprattutto nell'ambito digitale si affacciano nuove forme di vessazione che, più o meno sottilmente, possono avere un impatto negativo sulla psiche di chi le subisce. Una di queste è il cosiddetto orbiting, ovvero la pratica che vede una sorta di controllo esterno sui propri canali social da parte di un ex partner - senza alcuna comunicazione diretta ma limitandosi a commentare o lasciare reactions - dopo la conclusione della relazione sentimentale: ne è già stata vittima il 35% dei giovani coinvolti nella ricerca. Questo fenomeno provoca conseguenze da tenere sotto osservazione, in particolare turbamento (in quasi 3 casi su 10), rabbia (per 1 su 4) e tristezza (per 1 su 5). Anche qui, nemmeno a dirlo, le "categorie" piu' colpite sono le ragazze e i "non binary".

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