Bollette pazze, pronta legge bipartisan: «Dai ristori Tap e Snam, gli sconti per famiglie e imprese»

Bollette pazze, pronta legge bipartisan: «Dai ristori Tap e Snam, gli sconti per famiglie e imprese»
di Rita DE BERNART
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Lunedì 10 Ottobre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:27

È il momento di passare dalle parole ai fatti. E lo si fa alle 14, oggi, in Commissione regionale, con due proposte di legge da valutare. Non solo aiuti, bonus e sostegni. Per fronteggiare la crisi energetica, che da mesi investe cittadini e imprese, serve un impianto normativo speciale per ridefinire le regole del mercato dell’energia in Puglia come a livello nazionale. Occorre guardare alle risorse esistenti e a ciò che è possibile ottenere in tempi relativamente brevi, per sganciarsi almeno in parte dal nodo della dipendenza energetica dall’estero. La via è segnata: snellire le procedure per autorizzare nuovi impianti di produzione di energie rinnovabili, agevolare la produzione in proprio di energia da parte delle aziende e, soprattutto, negoziare accordi di compensazione ambientale con le compagnie energetiche operanti nella Regione Puglia. La questione è diventata urgente e improrogabile: per famiglie, aziende, ma anche Comuni, enti, impianti sportivi e infrastrutture i conti non tornano. Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Coldiretti Puglia, un pugliese su due taglia la spesa nel carrello e rinuncia anche a viaggi, abbigliamento, ristoranti, elettronica e telefonia. Sempre in base alle stime dell’associazione regionale degli agricoltori il conto della spesa a tavola per i pugliesi è salito di un miliardo di euro in più durante l’anno proprio a causa dell’esplosivo aumento dei costi energetici, trainato dalle bollette del gas. Un effetto domino quello scatenato dai rincari per l’approvvigionamento energetico che rischia di creare un corto circuito nell’intero sistema economico. Anche le aziende e commercianti sono in forte affanno: le bollette mensili quasi quadruplicate e i costi delle materie prime alle stelle inducono ad una revisione dei prezzi al dettaglio dei prodotti di consumo.

Il rischio per i nuclei più deboli è cadere nella trappola dell’usura. E sono in forte difficoltà anche i Comuni: i bilanci tremano sotto i colpi delle bollette e si temono squilibri finanziari. Insomma, una vera emergenza che richiede interventi concreti nell’immediato ma anche una pianificazione a breve e medio periodo e una linea politica orientata a favorire la diversificazione e la compensazione ambientale. 

La commissione

Proprio su questo tema, oggi alle 14, in Regione saranno discusse due proposte di legge nella seduta congiunta I e IV Commissione: la proposta di Legge presentata dai consiglieri della Lega Davide Bellomo, Giacomo Conserva, Gianfranco De Blasi, Joseph Splendido “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica” e quella Pd, con Fabiano Amati, Filippo Caracciolo, Michele Mazzarano, Ruggiero Mennea, Antonio Tutolo “Misure urgenti per il contenimento dei costi del gas delle famiglie pugliesi”. Nella stessa sede inoltre sarà discussa la ricezione del disegno di legge nazionale “Norme in materia di incentivazione alla transizione energetica”. Tre proposte differenti e in qualche modo complementari che con ogni probabilità verranno elaborate in un unico testo bipartisan. La proposta Amati, partendo dall’importanza strategica del gasdotto Tap-Trans Adriatic Pipeline è tesa a riportare in equilibrio il rapporto tra l’infrastruttura energetica strategica e il territorio regionale interessato dall’opera, prevedendo misure di compensazione: l’ipotesi è quella del 3% del valore commerciale del volume di gas importato in Italia attraverso il gasdotto. Beneficiari diretti sarebbero i pugliesi. «Finalmente si parla di negoziazione – commenta il consigliere Fabiano Amati -. Da ora in poi il Governo regionale ha stabilito di contrattare con le imprese di produzione di energia. Il nostro obiettivo è quello di ottenere una compensazione territoriale per i progetti di transizione energetica, nella misura del 3%, sotto forma di sconto diretto nelle fatture delle famiglie pugliesi attraverso una modalità concordata dagli stessi protagonisti della catena di approvvigionamento e distribuzione del gas, o, in caso di mancato accordo, attraverso una determinazione della Regione Puglia. Si sta già perdendo tanto tempo, il fatto che oggi si parli di questi temi è la prova che chi in passato andava contro la corrente dei no al Tap aveva ragione». 


L’altro testo in Commissione invece, facendo leva sulla disponibilità manifestata dai vertici delle multinazionali Tap e Snam, di ristorare il territorio pugliese a riparazione del danno paesaggistico inferto, mira a normare eventuali accordi di compensazione ambientale con le compagnie energetiche operanti nella Regione Puglia, al fine di riconoscere ai residenti del territorio regionale, agevolazioni per il consumo di gas o dell’energia in generale, mediante misure che regolamentino la concessione del rimborso. «Nel proporre questo disegno di legge - spiega il consigliere Bellomo, eletto parlamentare con le elezioni del 25 settembre scorso - mi sono prima posto il problema di quali siano le competenze regionali in materia e questa è marginale. Data però la disponibilità manifesta dei titolari di Tap e Snam di mettere a disposizione del territorio delle somme di denaro abbiamo pensato che questa sia una strada percorribile. Ipotizziamo che le agevolazioni verranno concesse ai cittadini residenti sul territorio pugliese che hanno la titolarità di un contatore per consumi familiari. Le modalità dovranno essere stabilite dalla Giunta regionale con un regolamento. Difficile capire oggi quale potrebbe essere il risparmio effettivo e per chi. Fondamentale sarà poi l’attività di monitoraggio. Le due proposte di legge sono in linea, c’è la volontà a perseguire un unico obiettivo e non fare guerre di quartiere».

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