L'ex sindaco di Specchia e la figlia nell'inferno di Beirut: «Lei ferita, ma viva per miracolo. Pezzi di auto volavano come missili»

Giovedì 6 Agosto 2020

Vivi per miracolo. Sopravvissuti alla tremenda doppia esplosione che la sera del 4 agosto ha travolto Beirut, la capitale del Libano. Ad essere coinvolti nell'inferno della capirtale libanese due salentini: Veronica Lia, 31enne di Specchia che vive a Beirut da alcuni mesi insieme al fidanzato libanese, e il padre Antonio Lia, ex sindaco di Specchia che da qualche giorno si trovava in città per fare visita alla figlia.

A restare feriti la giovane salentina e il suo fidanzato che vivevano in un'abitazione nelle vicinanze della zona del porto, teatro delle esplosioni. Secondo la testimonza di alcuni familiari, i due giovani sarebbero corsi in strada al primo boato. Una prontezza di riflessi che ha salvato la vita a entrambi: la seconda esplosione ha, infatti, distrutto la loro abitazione. Una volta in strada, tuttavia, la giovane salentina e il suo fidanzato sarebbero stati colpiti da alcuni pezzi di auto distrutta che «volavano come missili», raccontano i familiari. Tagli profondi e parecchi punti di sutura per la 31enne salentina. Il giovane libanese, invece, ha subito una serie di operazioni ai tendini. Fortunamente illeso il padre della ragazza, l'ex deputato salentino che al momento dell'esplosione si trovava in una casa di campagna, a notevole distanza dal centro di Beirut. 

Le notizia della terribile esplosione e del coinvolgimento dei due concittadini si è diffusa molto rapidamente a Specchia. E nella scorse ore l’amministrazione comunale di Specchia ha pubblicato un post su Facebook manifestando vicinanza e solidarietà: «Ai nostri concittadini specchiesi, che hanno vissuto da vicino questo dramma perché presenti in Libano. Un caloroso in bocca al lupo di pronta guarigione alla nostra concittadina rimasta ferita».

Ultimo aggiornamento: 16:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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