«Mascherine pagate oltre il triplo»: l'ira dei presidi

Domenica 6 Febbraio 2022

È caos anche in Puglia per i costi delle mascherine per le scuole, aumentate di circa il triplo rispetto al costo ordinario. Una beffa, la definiscono i dirigenti scolastici, perché il ministero ha imposto loro di rifornirsi, ma a un prezzo più alto, dai farmacisti e non sulla piattaforma Consip Mepa per gli acquisti della pubblica amministrazione. E così, il costo di ogni singola mascherina passa da 20 a 75 centesimi (quest’ultimo è infatti il prezzo fissato per le farmacie a tutti i clienti). 

I PRESIDI
«Le mascherine - spiega Attilio Fratta di DirigentiScuola - sono vendute sulla piattaforma Mepa a 0,20 cadauna per un lotto da 6.000 che è il minimo per una scuola di media grandezza. Una differenza di 0,55 euro ovvero 3.300 euro per ogni lotto, che moltiplicata per circa 8.000 istituti scolastici fanno 23.400.000 euro per un fabbisogno di pochi giorni. Un fatto gravissimo. E un enorme danno erariale. Non essendo stati accreditati i fondi direttamente alle scuole i dirigenti non possono evitare l’enorme dispendio di denaro pubblico, a meno che provvedano all’acquisto con i fondi delle scuole». «Se consideriamo - continua il dirigente - quante mascherine servono a una scuola in un mese o addirittura in un anno, il costo aggiuntivo è altissimo. Ho provveduto a segnalare immediatamente il tutto sia al capo di gabinetto che al capo dipartimento - aggiunge - . Sono sconcertato come rappresentante di categoria, ma anche e soprattutto come cittadino. L’impossibilità di acquisto diretto ci blocca; ma non vogliamo restare a guardare. Denuncio quindi la gravità della situazione auspicando che il Generale Figliuolo annulli immediatamente il protocollo sottoscritto o lo adegui ai prezzi di mercato anche per evitare l’evidente danno erariale del quale qualcuno dovrà pur rispondere».

LE RICHIESTE
Sul protocollo è intervenuto anche il presidente nazionale Anp, Antonello Giannelli: «L’utilizzo massivo deelle mascherine viene incontro alle nostre richieste e lo condividiamo. Indubbiamente, però, il prezzo massimo fissato dal protocollo è ben superiore a quello praticato dal mercato libero, oltre che a quello reperibile sul Mepa. Se il fondo di 45,22 milioni di euro fosse gestito al meglio, anziché essere vincolato al protocollo, si potrebbero realizzare economie utilizzabili, ad esempio, anche per l’acquisto di dispositivi migliorativi della qualità dell’aria dei quali tanto si è parlato di recente». Conclude il Presidente Anp: «Chiediamo pertanto che tale fondo sia liberato dal vincolo di destinazione, così da essere autonomamente gestibile dalle istituzioni scolastiche nel rispetto del principio di buon andamento cui i loro dirigenti sono soliti attenersi, nell’interesse della comunità scolastica e della collettività tutta».
Intanto, il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso è intervenuto sulla denuncia da parte di alcuni presidi circa l’esistenza di mascherine ffp2 difettose e inutilizzabili: «Della distribuzione delle mascherine - ha detto Sasso - si sta occupando la struttura commissariale del generale Figliuolo, a cui il Governo ha messo a disposizione ingenti risorse finanziarie». «Per quanto riguarda lo smaltimento delle chirurgiche - ha aggiunto il sottosegretario - , credo che gli enti locali, con le loro aziende partecipate che si occupano di ambiente e rifiuti, possano dare una grande mano. Ma se ci sono lotti di mascherine inutilizzate e ancora imballate, meglio fare delle donazioni ad associazioni o realtà del terzo settore piuttosto che buttarle via».

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