Più carte e meno contanti, arriva il cashback di Natale: 10 transazioni e 150 euro di rimborsi

Sabato 28 Novembre 2020

L’obiettivo è chiaro: spingere gli italiani a un maggior utilizzo delle carte di credito e degli strumenti di pagamento elettronici. A questo mirano le operazioni al vaglio del Governo per disincentivare l’uso del contante. Una di queste è il “cashback”, una delle misure più concrete allo studio dell’esecutivo. Si tratta del rimborso parziale di quanto verrà speso attraverso transazioni con carte. Il cashback, che dovrebbe essere adottato in pianta stabile per il prossimo biennio, partirà quasi certamente prima del 2021. Sarebbe già pronto infatti il provvedimento ad hoc per le spese natalizie, l’extra-cashback, con partenza dall’8 dicembre. Il meccanismo: il 10% di quanto viene speso attraverso il pagamento con carte sarebbe riaccreditato nelle settimane successive direttamente sul conto corrente. Si vorrebbe così favorire lo shopping di Natale nei negozi, scoraggiando l’e-commerce. E già, perché i rimborsi, secondo la bozza del provvedimento, non sarebbero validi per acquisti on line.

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L’applicazione del cashback sarebbe quindi esclusivamente per acquisti in presenza, dove si possa scegliere tra contanti, carte di credito e bancomat. Il tetto massimo di spese ipotizzato per dicembre sarebbe quello di 1500 euro. Non più di 150 euro di rimborso, quindi. Se si spendono 500 euro il rimborso (riaccreditato probabilmente tra gennaio e febbraio) sarebbe cioè di 50 euro e così via. Non ci sarebbe, al momento, un limite minimo di importo mentre ci sarebbe sul limite minimo di transazioni: nel periodo considerato occorrono almeno 10 pagamenti effettuati con carta e bancomat. Anche sui settori di acquisto al momento è in corso un dibattito: nessuna limitazione, a quanto pare, sarebbe prevista sulle merci e i prodotti acquistabili. Saranno validi dieci diversi pagamenti nei settori più disparati: dalla farmacia al ristorante, fino all’abbigliamento.

Uno stimolo doppio, quindi. Da un lato per allineare la media italiana agli altri Paesi europei: nel Belpaese, infatti, soldi contanti sono di gran lunga preferiti agli strumenti di pagamento elettronici. Dall’altro c’è l’interesse a rimettere in moto la macchina del commercio e dei servizi, fermata e messa a durissima prova sia dall’emergenza sanitaria che dai colossi del commercio elettronico. Conclusa l’esperienza del cashback natalizio, tuttavia, il Governo ha intenzione di mettere a regime l’esperienza. Nel 2021 il conteggio del rimborso sarà semestrale con importi massimi che dovrebbero portare ad un massimo rimborso – esentasse - di 300 euro annui (e riaccrediti nei mesi di luglio e gennaio 2022) e un numero più alto di transazioni minime: 50 pagamenti. Un’altra formula che si sta valutando è quella del super-rimborso da 3000 euro per i primi centomila che effettueranno maggiori pagamenti elettronici. In attesa del provvedimento che normerà tutta la procedura per l’extracashback natalizio, il percorso di cui si parla prevede alcune tappe preliminari allo “shopping con rimborso”. Soltanto il sistema di accesso dovrebbe essere lo stesso di quello previsto per Natale 2020.

Occorrerà infatti scaricare un’app della Pubblica amministrazione, l’App Io, in cui bisognerà inserire il proprio numero di conto corrente (l’Iban) e registrare la propria carta di credito o bancomat. I maggiori dubbi che si frappongono al cashback natalizio nascono proprio da qui: la tempistica è piuttosto breve, il Natale è alle porte, l’8 dicembre vicino, e molte attività sono ancora ferme. Le abitudini degli italiani, modificate dal Covid, confermano solo la crescita costante dell’e-commerce, escluso da questo intervento del Governo. E in tanti, soprattutto gli addetti ai lavori, si chiedono se pochi giorni basteranno per convincere gli italiani ad abbandonare le consegne a domicilio, uscire di casa per gli acquisti di Natale senza euro ma solo con bancomat e carte di pagamento. 

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