Il ruolo delle banche, Primiceri: «Saremo in prima linea per dare sostegno a tutti»

Il ruolo delle banche, Primiceri: «Saremo in prima linea per dare sostegno a tutti»
di Oronzo MARTUCCI
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Giovedì 2 Aprile 2020, 09:12
«In un periodo di smarrimento, di sospensione della vita sociale ed economica, siamo chiamati a svolgere un ruolo importante, che vogliamo svolgere fino in fondo e in piena responsabilità, pur essendo come tutti assaliti da preoccupazioni in qualche modo attenuate da notizie leggermente migliori per quanto riguarda l'andamento della pandemia e dalla prospettiva che gradatamente si possa tornare a far funzionare le aziende»: così Vito Primiceri, presidente della Banca Popolare Pugliese, racconta il suo stato d'animo di banchiere in questi giorni difficili.
Presidente Primiceri, come si svolge la vita di un banchiere in questi giorni?
«Siamo tutti operativi, chi da casa chi con la presenza in ufficio per alcuni aspetti di tipo esecutivo, e in questo contesto stiamo scoprendo un utilizzo più spinto delle tecnologie che sarà utile in futuro, quando torneremo alla normalità».

Una normalità che dobbiamo considerare vicina?
«Ci vorrà tempo perché si torni nei ristoranti e si possano ripercorrere le vecchie abitudini: non è questione di qualche settimana. Ma vedere le fabbriche e i negozi che aprono ci permetterà di cominciare a guardare al futuro con rinnovato ottimismo. E da questo punto di vista diventa importante il ruolo degli istituti di credito, chiamati a svolgere e a facilitare una serie di operazioni a sostegno di imprese e famiglie. Martedì sera si è riunito il Comitato di direzione della Banca popolare pugliese per decidere cosa fare e come farlo nel più breve tempo possibile e nel modo più semplice».

Ci sono le indicazioni del governo e l'accordo tra governo e Abi per anticipare la cassa integrazione ai lavoratori e per rinviare il pagamento dei mutui di famiglie e imprese e altre scadenze.
«È ovvio che la Banca popolare pugliese non potrà risolvere i problemi dei salentini, ma vi è il nostro impegno per venire incontro a tutti in modo tangibile, concreto immediato, trovando soluzioni per tenere in vita le aziende che abbiano mostrato segni di vitalità. La banca opera come impresa, ma proprio per questo non può far mancare il suo sostegno a chi ha mostrato segni di vitalità ed è quindi nelle condizioni di affrontare la ripresa. Condizioni di difficoltà delle imprese che possono ripartire e non vengono aiutate si ripercuoterebbero inevitabilmente sulla banca. Come ha detto Papa Francesco ci troviamo sulla stessa barca, tutti chiamati a remare nella stessa direzione».

Le stime di Confindustria fanno riferimento a un Pil ridotto del 6 per cento nel 2020 a causa del coronavirus. Se si aggiunge al meno 10 per cento di Pil che si è avuto in Puglia e nelle altre regioni del Sud negli ultimi 10 anni è evidente che siamo vicini al disastro.
«Le stime di Confindustria, di Bankitalia e di altri organismi fanno riferimento alle conoscenze che abbiamo oggi della situazione. Esse saranno condizionate dalla durata della fermata produttiva e dal ritmo della ripresa. Si tratta di un crinale sul quale stiamo viaggiando tutti, tentando di conciliare la salvaguardia della salute, attraverso il distanziamento sociale, e la esigenza di far ripartire la macchina dell'economia, eventualmente individuando un percorso graduale per classi di età e per tipologia di persone».

Insomma, la macchina dell'economia deve ripartire quanto prima in modo graduale.
«Se così non fosse si potrebbe interrompere la catena di approvvigionamento dei beni essenziali, che finora ha ben funzionato. Un altro pericolo è collegato ai rapporti con l'estero: i subfornitori italiani potrebbero essere sostituiti da concorrenti di altre parti del mondo, dove c'è meno attenzione alla salvaguardia della salute».

Il settore turistico è tra quelli che subiranno maggiori danni dal coronavirus. Così sfumerà il valore aggiunto che esso ha garantito alla Puglia e al Salento negli ultimi anni.
«Difficilmente le aziende del settore potranno fare riferimento ad un fatturato appena decente nel 2020. Non voglio essere pessimista, ma la speranza per le aziende del territorio è legata alle presenze del periodo di agosto e si tratterà di presenze nazionali, interrompendo quel trend di crescita che negli ultimi anni ha riguardato soprattutto i turisti stranieri».

L'amministratore delegato di Nicolaus Tour e Valtur, Giuseppe Pagliara, ha rivolto un appello ai parlamentari del territorio affinché chiedano al governo il taglio dei tributi locali e la trasformazione in credito di imposta dei fitti delle strutture alberghiere. Condivide tali richieste?
«Le imprese devono essere aiutate in ogni modo e l'alleggerimento degli oneri è un percorso da seguire. Lo sforzo dello Stato è notevole, e con il decreto di aprile dovrebbero arrivare ulteriori risorse, probabilmente pari a quelle di marzo, per aiutare la ripartenza».

C'è una contrapposizione tra Stato nazionale e Unione europea, intanto.
«L'Europa deve avere uno scatto di reni per evitare che siano la Cina e gli Stati Uniti a dettare le regole nel prossimo futuro. Hanno fatto bene alcuni governatori e sindaci italiani che hanno acquistato una pagina su un giornale tedesco per spiegare direttamente all'opinione pubblica che l'Europa deve impegnarsi direttamente nell'operazione di rilancio dell'economia e di sostegno alle spese sanitarie e che gli eurobond non serviranno a chiedere la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi e a coprire i debiti dei singoli Stati, che tali rimarranno».
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