Coronavirus, Bankitalia: «Al Sud più povera una famiglia su due»

Mercoledì 8 Luglio 2020 di Maria Claudia MINERVA

C'era da aspettarselo: l'emergenza coronavirus ha assottigliato il reddito degli italiani. Soprattutto nel Mezzogiorno. Ora a confermare la fondatezza di un timore che già da tempo si percepiva nell'aria è l'indagine straordinaria della Banca d'Italia condotta tra aprile e maggio scorsi, secondo la quale nei mesi del lockdown le famiglie si sono ulteriormente impoverite. Per la metà di loro il reddito è sceso addirittura di oltre il 50% e le prospettive per i prossimi mesi non sono certo migliori. Una notizia che fa il paio con quelle arrivate da Bruxelles sul calo del Pil (Prodotto interno lordo) nazionale, rivisto al ribasso rispetto alla scorsa primavera (-11,2% contro il 9,5% della stima precedente), e dall'Istat sul rischio di chiusura di un terzo delle imprese italiane (3,6 milioni di lavoratori coinvolti). Ma tant'è.

L'Istat lancia l'allarme: il Covid ha accentuato le disuguaglianze al Sud

L'indagine di Bankitalia, rilevata su un campione di 3.079 individui, ha raccolto informazioni qualitative sulla situazione economica e sulle aspettative delle famiglie durante la crisi legata alla pandemia da Covid-19. A leggere le tabelle, la situazione è davvero drammatica e riguarda soprattutto i lavoratori indipendenti: di questi, infatti, l'80% ha subito un calo del reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare. E se prima che scoppiasse l'emergenza sanitaria meno della metà degli italiani arrivava con molta fatica alla fine del mese, con punte del 55% per i lavoratori a termine e del 64% per i disoccupati, oggi più di un terzo ammette di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di tre mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia. Poco meno di un quinto dei lavoratori autonomi e dei lavoratori dipendenti con contratto a termine si trova in questa condizione e contemporaneamente ha subito una riduzione di oltre il 50 per cento del reddito familiare nei primi due mesi della emergenza sanitaria.
Numeri che preoccupano non poco e che si ripercuotono inevitabilmente sui consumi. Infatti gli italiani si spostano e spendono sempre meno, alimentando così la crisi di tanti settori dell'economia nazionale, dal turismo alla ristorazione, e mettendo in pericolo altre migliaia di famiglie che in questi settori lavorano. Le prospettive, come si comprende, non sono certo confortanti e a raccontarlo è ancora l'indagine della Banca d'Italia, secondo cui circa la metà della popolazione si aspetta una riduzione del reddito familiare anche nell'arco dei prossimi 12 mesi, anche se di intensità inferiore rispetto a quella degli ultimi due mesi. Solo il 7% ritiene che tra un anno il reddito della sua famiglia avrà subito un calo di oltre il 50% rispetto a quello precedente l'emergenza sanitaria. Ne deriva che il 30% della popolazione dichiara di non potersi permettere di andare in vacanza la prossima estate e quasi il 60% pensa che anche quando l'epidemia sarà terminata le proprie spese per viaggi, vacanze, ristoranti, cinema e teatri saranno comunque inferiori a quelle antecedenti la crisi.
Anche tra coloro che riportano una caduta di oltre il 50% del reddito negli ultimi 2 mesi, più della metà si aspetta che tra un anno il calo sarà ridimensionato e il 15% ritiene che il reddito tornerà ai livelli precedenti l'emergenza sanitaria. Quasi il 40% degli individui indebitati dichiara di avere difficoltà nel sostenere le rate del mutuo a causa della crisi. La quota è più elevata nel Centro e nel Mezzogiorno. Solo un terzo di chi è in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo ha fatto ricorso o intende far ricorso alla moratoria mutui. Fra coloro che hanno un finanziamento per credito al consumo, la percentuale di individui in difficoltà con il pagamento della rata è, invece, del 34%. Insomma, c'è poco da stare tranquilli, almeno fino a quando l'emergenza Covid non sarà rientrata.
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Ultimo aggiornamento: 11:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA