Richiami con AstraZeneca, c'è chi si tira indietro: rinuncia il 40%. Ancora pressing della Regione sui medici

Venerdì 9 Aprile 2021 di Vincenzo DAMIANI

Il caos su Astrazeneca rischia di rovinare o, quantomeno, complicare ulteriormente la campagna vaccinale anche in Puglia. Il rischio, paventato sia dal governatore Michele Emiliano che dall'assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, è che adesso il siero non lo voglia più nessuno. In Regione c'è timore per i richiami, tra una ventina di giorni saranno effettuate le seconde dosi per personale scolastico e forze dell'ordine e la preoccupazione è che possa registrarsi una percentuale alta di rifiuti. Martedì scorso, ospite su La7, Emiliano ha detto che «il 40% dei pugliesi che si è recato nei centri vaccinali tra Pasqua e Pasquetta ha rinunciato» dopo che gli è stato offerto Astrazeneca. Cifra ribadita anche ieri dall'assessore Lopalco.

 

Le dosi in deposito e l'allarme della Regione


Se il dato dovesse ripetersi nei prossimi giorni sarebbe un problema serio: nei magazzini pugliesi ci sono circa 137mila dosi del siero anglo-svedese, a chi verranno somministrati? «Chi ha ricevuto la prima dose AstraZeneca, come da indicazioni del ministero, avrà la seconda dose dello stesso vaccino, a prescindere dall'età», chiarisce Lopalco. Non ci sarà, quindi, possibilità di chiedere l'uso di un altro vaccino: AstraZeneca, sino ad oggi, è stato inoculato in prevalenza a docenti e forze dell'ordine, con una età media intorno ai 50 anni circa. Per quanto riguarda, invece, il prosieguo della campagna vaccinale, il siero anglo-svedese in Puglia verrà inoculato soltanto «agli over 60, in tutte le categorie, a meno che non si tratti di pazienti con elevato livello di fragilità, i cosiddetti ultra fragili, per cui è indicato il vaccino mRNA», chiarisce l'assessore.

 

La polemica


Le parole di Lopalco ed Emiliano hanno provocato la reazione del centrodestra: «Come viene calcolato il dato» del «40% dei pugliesi» che avrebbe «rifiutato Astrazeneca?», è la domanda che pone Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale pugliese, a Lopalco. «Anche perché prosegue Zullo - le file che abbiamo visto a Pasqua e Pasquetta di persone che assistono disabili (caregiver) erano lunghissime e a tutti veniva somministrato l'Astrazeneca. Anzi leggiamo sui giornali che in quelle file c'erano addirittura molti imbucati che nascondendosi dietro una generica autocertificazione hanno fatto il vaccino. E allora delle due l'una: o 4 pugliesi su 10 non vogliono vaccinarsi con l'Astrazeneca o c'era chi pur di farlo ha finto di essere un caregiver». «Il professor Lopalco dovrebbe sapere - conclude - che se dà numeri quei numeri condizionano i comportamenti dei pugliesi: dire che il 40% non vuole l'Astrazeneca è come invogliare altri pugliesi a non farlo. Pericolosissimo, perché lo dice un medico e un medico epidemiologo i numeri li illustra».

 

La campagna va avanti


In ogni caso, c'è una campagna vaccinale da preservare, alzando anche i giri del motore per accelerare: sino a ieri erano 701.191 le dosi anti Covid somministrate su una disponibilità di 970.745. «Avevamo bisogno di accantonare qualche dose per far fronte alla vaccinazione dei 400mila ultra 70enni. Ora fra le scorte e le consegne delle prossime due settimane contiamo di avere sulla carta le coperture», spiega Lopalco il rallentamento delle ultime tre settimane. Ora, però, bisogna mollare il freno anche perché ieri il premier Draghi ha collegato le riaperture delle attività commerciali alla copertura vaccinale raggiunta: «Ci sarà una direttiva di Figliuolo» sulle vaccinazioni delle persone fragili «e poi vedremo come inserire con i ministri il parametro delle vaccinazioni delle categorie a rischio tra i parametri che si usano per autorizzare le riaperture», ha annunciato. E contro i salta-fila, ha tuonato: «Con che coscienza la gente salta la lista sapendo che lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?». Ma su questo punto ha bacchettato anche le Regioni, ribadendo che bisogna immunizzare anziani e vulnerabili prima di tutti.
Messaggio recepito in Puglia, tanto che ieri Emiliano, incontrando 450 medici di famiglia delle province di Bari, Taranto e Foggia, è tornato a chiedere il loro contributo: «Se noi riusciamo ad essere veloci nel vaccinare quanta più gente possibile, mettiamo in sicurezza persone che oggi rischiano la vita, a cominciare dai più fragili e da chi è più grande di età. I medici di medicina generale devono avere un filo diretto con le Asl e una comunicazione aperta 24 ore su 24 festivi compresi». Usare tutti i vaccini a disposizione per fare «30-40mila» somministrazioni al giorno: è, invece, l'obiettivo che ha posto Lopalco, ai 450 medici. «Solo con voi ha detto l'assessore - possiamo fare 30/40mila dosi al giorno, che significa raddoppiare ogni giorno le somministrazioni». «Serve ha aggiunto - un'azione di coordinamento e cooperazione che significa sburocratizzare la vaccinazione. La priorità è vaccinare quanto più possibile, in fretta e con tutti i vaccini a disposizione, Astrazeneca, Pfizer e Moderna. Naturalmente con priorità per gli ultra ottantenni che sono a casa, e poi per i disabili, i fragili, gli oncologici».

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