Dal 30 al 70% dei cittadini rifiuta il vaccino AstraZeneca. Rischio stop sulla campagna vaccinale: l'allarme di Regione e Asl

Venerdì 16 Aprile 2021 di Paola COLACI

«Stiamo avendo difficoltà con il vaccino AstraZeneca, ci sono diverse diserzioni. Tanto che in Puglia, dando sempre priorità a chi è prenotato e se si rientra nella fascia di età, abbiamo aperto alla vaccinazione anche senza prenotazione per riempire gli hub». Lo ha detto ieri l'assessore alla Sanità della Regione Puglia Pierluigi Lopalco, ospite della trasmissione Mattino 5. E lo confermano i dati raccolti ed elaborati dalla Asl pugliesi: in tutta la regione l'allarme trombosi sta causando una sorta di fuga da Vaxzevria, il vaccino prodotto da AstraZeneca. Nei centri vaccinali e in tutti gli hub quotidianamente si contano rinunce e defezioni con percentuali che oscillano tra il 30% e il 40% su base provinciale. Ma, come nel caso dei caregivers di pazienti oncologici contattati per la vaccinazione dalla Asl di Lecce, la percentuale dei no al medicinale anglo-svedese nei giorni scorsi ha toccato picchi del 70%.

 

Rassicurazioni cadute nel vuoto


A poco sembrano essere valse, dunque, le rassicurazioni delle autorità italiane dopo le precisazioni dell'Ema (l'Agenzia europea per i farmaci) sull'uso preferenziale di AstraZeneca ai cittadini dai 60 anni in su. Il numero di persone che rifiutano il vaccino di AstraZeneca o disdicono la prenotazione in Puglia in alcuni casi rischia di assumere dimensioni preoccupanti. Oltre a rallentare ulteriormente una campagna vaccinale che in regione viaggia ancora con il freno a mano.
«È importante vaccinarsi subito perché siamo in piena terza ondata - ha provato a insistere anche ieri Lopalco - Bisogna vaccinarsi, anche Astrazeneca dopo la prima dose ha una efficacia eccezionale nel limitare danni da infezione». Ma le 120.500 dosi di scorta rimaste inutilizzate nei frigoriferi dei centri vaccinali pugliesi dimostrano che ogni appello alla fiducia serve a poco. I pugliesi continuano a rifiutare AstraZeneca. E l'ulteriore conferma arriva proprio dagli hub vaccinali.
Quello della Fiera del Levante di Bari, innanzitutto dove ieri, a fronte del caos e degli assembramenti davanti agli ingressi dei giorni scorsi, non si sono registrate file. Le uniche dosi disponibili erano, infatti, quelle di Astrazeneca. E sempre ieri a Lecce, a fronte di 337 inoculazioni effettuate nell'hub della caserma Zappalà, le defezioni registrate sono state 40. Ma nei giorni precedenti a dire no al vaccino anglo-svedese era stato circa il 20% dei cittadini. «Le percentuali di rinunce potrebbero superare anche il 30%» ha fatto sapere ieri il direttore del Dipartimento di prevenzione Alberto Fedele. Secondo i dati raccolti dal direttore sanitario del Distretto di Gagliano del Capo, Rocco Palese «a rifiutare il vaccino AstraZeneca è in media il 15-20% di coloro che si presentano negli hub vaccinali. E la campagna di informazione del personale sanitario presente nei centri non sempre ha effetti positivi. C'è chi, a fronte di una diffidenza iniziale nei confronti del farmaco, decide di cambiare idea e vaccinarsi comunque. Ma in media 80-100 cittadini ogni giorno tornano a casa senza il vaccino». E ancora, se dalla Asl di Taranto fanno sapere che il numero effettivo di rinunciatari alla somministrazione è pari a poche unità giornaliere, nei giorni scorsi il direttore sanitario della Asl di Brindisi Andrea Giulio Bianco ha stimato che la percentuale di defezioni negli hub della provincia si attesta al 35% in media.

 

Il rischio di rallentare la campagna

 

Il rischio di un rallentamento della campagna vaccinale è, dunque, più che concreto. E proprio per superare il problema delle dosi di AstraZeneca da smaltire già nei giorni scorsi la Regione ha aperto al sistema delle vaccinazioni senza prenotazione per tutti i cittadini nel target AstraZeneca (a partire da sessant'anni di età). A partire da oggi tutti i cittadini nati nel 1948 e 1949 (73 e 72 anni di età) potranno presentarsi - con e senza prenotazione - nei centri attivi in tutta la Puglia per la vaccinazione con il farmaco anglo-svedese. Le dosi saranno somministrate alle persone che non siano in condizione di estrema fragilità o disabilità grave.
Per scongiurare il caos, i disagi e gli assembramenti che si sono registrati fuori dagli hub negli ultimi giorni, tuttavia, le Asl ieri hanno specificato che nei casi in cui a fine giornata ci siano dosi residue in flaconi già aperti, le stesse saranno utilizzate esclusivamente per le vaccinazioni di persone appartenenti alla fascia di popolazione target prevista. I flaconi non aperti, invece, saranno riconsegnati per la conservazione nelle farmacie aziendali.

Ultimo aggiornamento: 15:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA