L'assessore Maurodinoia: «Da Bari si volerà oltreoceano. Treni, svolta con 614 milioni»

L'assessore Maurodinoia: «Da Bari si volerà oltreoceano. Treni, svolta con 614 milioni»
di Paola ANCORA
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Martedì 31 Maggio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 14:54

Assessore Anita Maurodinoia, i trasporti sono storicamente il tallone d’Achille della Puglia. Nel Salento ci sono treni che percorrono ancora 70 chilometri in oltre due ore e la rete viaria, quando non incompleta, sembra inadeguata alla mole di traffico che l’attraversa. Cosa prevede, il Piano che porta la sua firma, per colmare questi gap storici?
«Il Piano definisce una programmazione di lungo periodo, intervenendo proprio là dove i singoli territori hanno più bisogno. La rete ferroviaria salentina, in particolare, conta oggi su 124 treni, 58 dei quali sono treni veloci distribuiti sulle sei diverse linee. Con l’estate, il numero dei treni veloci aumenterà fino a 80 garantendo percorsi rapidi nel 68% dei casi, anche la domenica. Con la progressiva elettrificazione delle linee e l’immissione in esercizio di nuovi treni elettrici prevediamo di portare a fine 2024 la percentuale dei treni veloci al 70%. Certamente non è semplice colmare gap storici, ma va ricordato che fino al 2019 la totalità dei treni che circolavano nel Salento non aveva la tecnologia Atr tipica dei treni più rapidi. Il miglioramento c’è stato e altri ce ne saranno, anche grazie all’avvio della sperimentazione all’idrogeno che intendiamo attivare proprio per il trasporto ferroviario grazie ai fondi del Pnrr e che interesserà la tratta Lecce-Nardò-Gallipoli. Grazie a 130,8 del Pnrr, inoltre, la tecnologia per la sicurezza Ertms, che garantisce l’interoperabilità dei treni, sarà installata su 215 chilometri di linea ovvero sulla Novoli–Gagliano del Capo, sulla Gallipoli–Casarano, sulla Lecce–Gallipoli, sulla Gagliano del Capo–Zollino e sulla linea Maglie–Otranto. Non solo».


Cos’altro?
«Gli interventi di elettrificazione sulla rete di Ferrovie Sud Est - finanziati con fondi della programmazione Fsc 2014-2020 - sono già avviati sulle tratte Martina Franca-Lecce e Lecce-Zollino e si concluderanno fra aprile e luglio del 2024. La seconda fase funzionale, con 50 milioni di euro già stanziati, è prossima all’avvio e consentirà di elettrificare entro il 2025 anche le tratte Zollino-Gagliano del Capo e Maglie-Otranto. Per quanto riguarda la viabilità il Piano introduce e considera prioritari l’adeguamento e la messa in sicurezza della statale 274 tra Alessano, Castrignano del Capo, Gagliano del Capo e Presicce e delle bretelle di collegamento con tutti i centri abitati localizzati lungo la costa. Questo intervento, messo a sistema con i lavori di ammodernamento ed adeguamento della statale 275 Maglie-Leuca, migliorerà l’accessibilità a tutta l’area interna del Sud Salento».


Nel Piano si ventila la possibilità di creare da Bari a Lecce un’arteria con caratteristiche autostradali. Ci spiega come funzionerà e quali sono costi e tempi previsti per la realizzazione?
«La statale 16 bis a Sud di Bari costituisce un itinerario obbligato per tutti i collegamenti tra la viabilità autostradale e le province di Brindisi e Lecce. Grazie alle analisi fatte per redigere il Piano abbiamo osservato come il traffico più intenso interessi, in particolare, l’area metropolitana di Bari. E l’inadeguatezza dell’arteria fino allo svincolo di San Giorgio a Mola è causa, soprattutto in estate, di fenomeni di congestione della viabilità e di incidenti. Per questo abbiamo considerato prioritario realizzare la variante fra Bari e Mola, alla quale seguirà l’adeguamento dell’attuale statale 16 nel tratto fra Mola e Fasano con corsia dinamica e la contestuale messa in sicurezza della tangenziale di Brindisi. Nel lungo periodo la stessa verrà adeguata a caratteristiche autostradali anche sul restante tratto del corridoio da Fasano fino a Lecce, sempre con corsia dinamica». 


Torniamo alla rete ferroviaria. Il Piano prevede un cospicuo trasferimento di traffico dalla gomma alla strada ferrata. Viene anche specificato, solo la metà delle linee ha un doppio binario. Come si interverrà e a quanto ammontano i finanziamenti per treni e stazioni?
«Il Piano recepisce gli interventi finanziati dal Pnrr e dal Piano Nazionale Complementare e tutte le azioni previste nel nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2021-2027, in favore dei gestori dei servizi ferroviari regionali. Per il Pnrr parliamo di un pacchetto di finanziamenti pari a 529,09 milioni di euro, mentre dal Fondo completare la Puglia avrà altri 84 milioni. Sono risorse che saranno sfruttate per rinnovare gli armamenti, eliminare i passaggi a livello, attrezzare le linee con le tecnologie di sicurezza più moderne per l’interoperabilità dei treni e per rinnovare il materiale rotabile su gomma e ferro, adeguando le stazioni a esigenze di accessibilità universale. Sulla rete ferroviaria nazionale gestita da Rfi sono stati stanziati finanziamenti del Pnrr destinati agli interventi di completamento della linea Bari-Napoli, al potenziamento della linea Sibari-Metaponto e all’upgrading tecnologico previsto tra Bari e Taranto. Coerentemente, il Piano regionale prevede il potenziamento della linea Brindisi-Taranto. Aggiungo che, a completare questo quadro, concorrono gli ulteriori finanziamenti previsti sulla linea Adriatica gestita da Rfi per accelerarne l’adeguamento ai massimi standard europei e favorire lo sviluppo del traffico merci e passeggeri su ferrovia. Nella legge di bilancio sono stati stanziati cinque miliardi di euro».


Aeroporti, il traffico è in aumento, avete appena lanciato la riapertura dello scalo di Foggia. Cosa dobbiamo aspettarci per Bari, Brindisi e Bari?
«Il Piano regionale 2021-2030 conferma la sostanziale specializzazione degli scali pugliesi e si pone nuovi obiettivi: il potenziamento dell’accessibilità multimodale agli scali; il mantenimento di un’offerta diffusa di trasporto aereo; lo sviluppo delle vocazioni proprie di ciascun aeroporto. L’aeroporto di Bari è annoverato tra gli “aeroporti che rivestono particolare rilevanza strategica” e dunque l’ampliamento dell’ala est, l’adeguamento delle infrastrutture per potersi aprire ai voli intercontinentali e l’acquisizione e riconversione delle aree militari sono alla base del piano di sviluppo aeroportuale. Ci occuperemo anche di realizzare il nuovo casello di Bari Nord per migliorare l’accessibilità all’aeroporto e di potenziare il nodo ferroviario di Bari. L’aeroporto di Brindisi è chiamato a supportare lo sviluppo del sistema economico del “Grande Salento” e a questo scopo il Piano conferma la necessità di migliorarne l’accessibilità multimodale, potenziando i servizi dedicati alla sosta dei velivoli, ristrutturando e adeguando i terminal. Il futuro della Puglia passa dai trasporti: questa Giunta ne è consapevole».

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