Ex Ilva, perquisizioni e sequestri: domani vertice in Procura. Indagini su “crisi pilotata"

Martedì 19 Novembre 2019
Nella foto l'arrivo delle auto della Finanza nello stabilmento di Taranto

Le indagini con al centro la richiesta di ArcelorMittal di sciogliere il contratto e restituire gli stabilimenti dell'ex Ilva, puntano ad accertare se sia stata creata una situazione di "crisi pilotata" o meno. È quanto è stato riferito in ambienti giudiziari e investigativi milanesi. La presunta crisi pilotata che è stata ventilata dai commissari nel loro ricorso d'urgenza depositato al Tribunale civile di Milano è uno degli elementi centrali delle indagini delle procure di Milano e di Taranto.

Intanto perquisizioni e sequestri da parte della Guardia di Finanza si sono svolti in mattinata negli uffici di Taranto di ArcelorMittal. L'intervento è stato disposto su delega della procura jonica nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo l'esposto presentato dai commissari dell'ex Ilva in amministrazione straordinaria.Tra i documenti contabili che le fiamme Gialle di Taranto stanno acquisendo negli uffici dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal, ci sono quelli che riguardano l'acquisto delle materie prime e la vendita dei prodotti finiti, considerando le ingenti perdite segnalate dalla multinazionale rispetto alla gestione commissariale. L'inchiesta è condotta da un pool composto da tre magistrati: Il procuratore capo di Taranto, Carlo Maria Capristo, l'aggiunto Maurizio Carbone e il sostituto Mariano Buccoliero. La Procura di Taranto delegherà anche per domani ai carabinieri nuove indagini su ArcelorMittal. La delega riguarderà le operazioni di bonifica, la situazione dello stabilimento, le attività di manutenzione finora eseguite e la sicurezza sul lavoro. Lo si apprende da fonti inquirenti. Per questo motivo il procuratore Carlo Maria Capristo ha convocato domattina nel suo ufficio i carabinieri del Noe di Roma, quelli del nucleo sulla sicurezza sul lavoro, del Comando provinciale di Taranto e funzionari dell'Ispra.

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Nell'esposto di diciotto pagine consegnato nei giorni scorsi a Palazzo di Giustizia, i commissari hanno portato all'attenzione dei magistrati "fatti e comportamenti, inerenti al rapporto contrattuale con ArcelorMittal, lesivi dell’economia nazionale", allo scopo di verificare l'esistenza di profili di responsabilità penale. La macchina inquirente si era subito messa in marcia con l'apertura di un fascicolo di inchiesta a carico di ignoti in cui si ipotizza il reato disciplinato dall'articolo 499 del Codice penale: "Distruzione di materie prime o di prodotti agricoli o industriali ovvero di mezzi di produzione". 

Con una nota l'azienda ha confermato la presenza nello stabilimento della Guardia di Finanza. E ha aggiunto che ArcelorMittal Italia sta collaborando fornendo tutte le informazioni richieste. E sempre a proposito delle due vicende giudiziarie, una a Milano e l'altra a Taranto, il Comune ha deciso di costituirsi in giudizio affiancando il Governo e l'amministrazione straordinaria.

 

Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 05:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA