Apulia Film Commission, lettera-denuncia di Dellomonaco a Emiliano: «Minacciata e malmenata»

Apulia Film Commission, lettera-denuncia di Dellomonaco a Emiliano: «Minacciata e malmenata»
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Venerdì 30 Settembre 2022, 10:39 - Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 07:50

In relazione alla vicenda Apulia Film Commission e alle dimissioni di Simonetta Dellomonaco, quest'ultima ha indirizzato al governatore Emiliano e ai comuni soci della Fondazione una lettera dura e amara. Una sorta di sfogo in un paese considerato tossico, macista, ipocrita.

La lettera

“Egregio Governatore, Gentili Sindache, gentili Sindaci, Egregi Soci della Fondazione Apulia Film Commission, Ritengo che il mio lavoro come Presidente del Consiglio di Amministrazione della amata Fondazione, sia concluso. In questi lunghi anni, 4 come consigliere di amministrazione e quasi 4 come Presidente, ho dato tutto quello che ho potuto, a volte è vero anche esuberando il mio ruolo. Perché il mio è stato un vero progetto di sviluppo e crescita e non solo di conservazione e perché la generosità è la qualità migliore della Puglia ed è quella che ho deciso di incarnare in tutto quello che faccio. Così anche in questo compito che mi è stato affidato non mi sono risparmiata e ho portato Apulia Film Commission ad essere la migliore d’Italia, raddoppiando i vostri consensi e le vostre adesioni come numero dei Soci della Fondazione, aprendo l’Apulia Film House di Bari, il Cinelab di Lecce, il progetto di Mediaporto di Brindisi, sostenendo le sale cinematografiche, inventando nuovi progetti per l’innovazione sociale come il Social Film Fund, producendo centinaia di film che hanno portato il nome della Puglia in tutto il mondo e realizzando centinaia di eventi e festival che hanno fatto conoscere il cinema d’autore ad ogni cittadino pugliese. Per questo ho ricevuto ben 5 onorificenze nazionali”.

Le accuse

Dopo aver riannodato il suo lavoro, le accuse. Il mio buon agire si è rivelato talmente ingombrante, al punto da spingere il direttore generale a chiudermi nel mio ufficio, minacciarmi e malmenarmi. Ma, egregie Sindache ed egregi Sindaci di Puglia, nonostante questo, ho raccolto nuovamente la vostra fiducia e con forza e coraggio sono andata avanti, buttando tutto alle spalle come una buona madre di famiglia. Quella forza e quel coraggio che scaturiscono solo dall’amore smisurato per questa Terra e per quello spirito di Servizio, quello nobile ed alto, che i nostri avi hanno modellato nei secoli, consegnandoci la Democrazia nelle mani. Oggi, per quello spirito di servizio rimetto il mio mandato, rassegnando le mie dimissioni perché ritengo che un’azione nobile debba trovare un luogo nobile dove esprimersi. Con grande dolore prendo atto che questo luogo non lo è più. Non è un posto nobile quello che permette ad un direttore di aggredire una donna, suo presidente, e poi lo lascia continuare impunito. Non è un posto nobile quello che permette alle mille inadempienze, alla opacità, alle trame, ai sotterfugi di regnare invece del servizio e del rispetto per i cittadini, per i lavoratori, per gli amministratori. Non è un luogo nobile quello che si scaglia contro i virtuosi e lascia agire i malfattori. Ho trovato però anche tante persone per bene lungo questo cammino, bravissimi professionisti, all’interno e all’esterno della Fondazione, bravi funzionari regionali, amanti del cinema e anche tanti amici.

Il passo indietro

È anche per queste persone oggi ho deciso di fare un passo indietro, anche se solo simbolico ma non per questo meno forte e definitivo. Desidero ringraziare loro in primis per l’impegno e la passione che hanno profuso e vorrei consolarli per la sofferenza di questi mesi ma non posso perché anche la mia è inconsolabile. La sofferenza di una donna del Sud, che lotta con tenacia ma che incontra sulla sua strada la resistenza di una mentalità macista che accetta solo logiche di potere e dominazione a tutti i costi. Queste logiche sono un mastodonte di fronte al quale non mi arrenderò mai, ma che oggi mi hanno provata profondamente, ed è per questo che non mi resta altra scelta che tirarmi indietro. Pere i gravi episodi da me segnalati, confido nella Magistratura che farà il proprio lavoro. Per quanto mi riguarda, voglio lasciare dietro di me solo valore, bellezza e condivisione. Il resto non mi appartiene. Ringrazio profondamente le tantissime persone che mi hanno appoggiata e sostenuta anche nei mesi bui. Ringrazio questa Assemblea per la fiducia che mi ha dato e resto profondamente innamorata della Puglia. Cordialmente e con profondo rispetto.

La petizione

Intanto su change.org una petizione indirizza al presidente Emiliano, che ha accolto circa 900 firme, chiede il reintegro di Dellomonaco.

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