Prevenzione: alla Puglia il primato nel Sud, ma l'App Immuni è un flop

Giovedì 10 Settembre 2020 di Maurizio TARANTINO
Immuni non sfonda in Italia e il Sud resta fanalino di coda. L'app per il tracciamento è stata scaricata, da quando è disponibile negli store digitali, complessivamente da poco più di 5 milioni e mezzo di utenti cioè il 9,9% della popolazione, contro i 25 milioni immaginati al momento del lancio. Il Ministero della Salute ha reso nota anche la diffusione dell'applicazione, in rapporto ai cellulari stimati. La Puglia si pone, piccola consolazione, al primo posto delle regioni meridionali (compresa la Sicilia), con l'8,3% di scaricamenti effettuati al 31 agosto, ma al 16esimo posto nazionale, in una classifica che comprende anche le Province autonome del Trentino-Alto Adige. Al Sud, segue la Basilicata col 7,9% di utenti, poi il Molise che ha raggiunto il 7,5%, la Campania con il 6,6%, quindi la Calabria col 6,4%. Ultima regione italiana per installazioni, la Sicilia che arriva al 5,4% della popolazione.

Il racconto dell'esperto: «Dopo l'alert un'odissea Non si sapeva cosa fare» Numeri complessivamente scarni, lontani dalle percentuali della Provincia di Bolzano che fa segnare un 15,4% o dell'Emilia Romagna con il 13,3%, dell'Abruzzo con il 13,1% e della Liguria con 12,4. Numeri che non lasciano ben sperare neanche per il futuro: secondo gli studi dell'università di Oxford, le app di contact tracing danno risultati già con il 15% dei download sul totale della popolazione. In Italia però mancano 3,8 milioni di persone per arrivarci, anche se dai dati del Ministero sono esclusi i minori di 14 anni e chi non ha un cellulare. Per la Puglia si stima che l'app, per funzionare a dovere, dovrebbe essere installata da altre 311mila persone.

La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha mandato una nota ai dirigenti scolastici sollecitandoli ad utilizzare l'app Immuni perché facilita il contact tracing e consente di ridurre il numero delle persone che possono andare in quarantena. Invito anche gli studenti più grandi a scaricare l'applicazione, perché può essere uno strumento utile. Il flop di Immuni nasce, oltre che dalle difficoltà a far girare l'app sui modelli più vecchi, anche dalle perplessità sulla privacy avanzate da diversi fronti in questi mesi, nonostante il sistema si sia rivelato utile per mettere sugli attenti chi era stato contagiato e prevenire i focolai. Sono stati sette, secondo i dati aggiornati a fine agosto, mentre erano 4 due settimane fa e 2 a fine luglio. In sostanza, si tratta di utenti che, avendo l'applicazione attiva nel telefono, hanno ricevuto la notifica di possibili contatti con una persona contagiata dal coronavirus: dopo essersi isolati, sono stati sottoposti a tampone, scoprendo a loro volta la positività. A partire da giugno per arrivare alla fine di agosto, 155 utenti hanno segnalato la loro condizione di positivi su Immuni: erano 21 a giugno, sono diventati 38 a luglio e quindi 96 in agosto con la risalita dei contagi. L'applicazione ha inviato, dal 13 luglio a fine agosto, 1.878 notifiche ai dispositivi che avevano avuto il tracing con gli smartphone dei proprietari per più di 15 minuti e a una distanza di 2 metri. Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA