«Agire subito per il clima». A Bari e Lecce tornano i Fridays for future

«Agire subito per il clima». A Bari e Lecce tornano i Fridays for future
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Venerdì 23 Settembre 2022, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 14:48

Oggi, in occasione dell'Global Strike for Climate, la Rete della Conoscenza, l'Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario sono in oltre 40 piazze a manifestare per un mondo più giusto. Circa 500 ragazzi hanno partecipato, a Bari, al Friday for future, la manifestazione per difendere l'ambiente. Sono in prevalenza studenti arrivati nel capoluogo da ogni provincia della Puglia. Un'altra manifestazione si è tenuta a Lecce.

 

Gli slogan

«Pagherete caro, pagherete tutto», è uno degli slogan urlati durante il corteo partito da piazza Cesare Battisti a Bari per raggiungere il parco Rossani dov'era stata promossa la giornata dell'arte. A Conversano, nell'anfiteatro comunale, è stato organizzato un sit-in. «Tentano di aprire inceneritori a Bari e riattivare centrali a carbone a Brindisi», spiegano i manifestanti. «Nelle scuole - proseguono - i presidi pretendono un abbassamento delle temperature nelle classi per tutelare gli interessi della grande finanza e delle multinazionali che inquinano. Non è colpevolizzando l'individuo che si risolve il problema del riscaldamento globale, ma organizzandosi e lottando collettivamente contro questo modello economico e produttivo».

A Lecce i ragazzi hanno sfilato per il centro, fino a piazza Sant'Oronzo, ed hanno preparato un documento per il clima da consegnare al prefetto.

A due giorni dalle elezioni politiche nazionali, la mobilitazione per il clima chiamata dal movimento Fridays For Future vuole fare da megafono ad istanze che non vengono prese in considerazione dal dibattito pubblico. «Gli studenti e le studentesse - spiegano - si mobilitano ormai da anni per stimolare le istituzioni a riconoscere che la crisi climatica non è un evento casuale: è frutto di un sistema produttivo ed economico sfruttatore che fa profitto sul pianeta e sulla vita delle persone. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una campagna elettorale vuota - dichiara Virginia Mancarella, coordinatrice nazionale Link-Coordinamento Universitario - con proposte spot che non sono andate al cuore delle questioni. Parlano tutti di sostenibilità ma nessuno che menzioni investimenti nella ricerca e nell'università. Come crediamo di poter affrontare la riconversione ecologica, la crisi energetica, parlando dell'energia nucleare invece di investire nel rinnovabile e nel trasporto pubblico gratuito?. Ormai le università son sempre di più asservite alle logiche del mercato e finanziate soprattutto da privati con chiari interessi economici, quando le comunità accademiche dovrebbero essere il primo motore di uno sviluppo alternativo e di messa in critica della società.» 

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