Adriana Poli Bortone su Meloni: «Su aborto e famiglia abbiamo le stesse idee. Premiato il merito»

Adriana Poli Bortone
Adriana Poli Bortone
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Mercoledì 28 Settembre 2022, 07:47 - Ultimo aggiornamento: 20:39

Adriana Poli Bortone, già sindaco di Lecce e ministro nel primo governo Berlusconi, lei è passata da Fratelli d'Italia, lei ha lavorato accanto a Giorgia Meloni. Sarà la prima donna premier e viene da destra. Però, non l'ha sostenuta: è soddisfatta della sua elezione?
«Giorgia Meloni ha fatto un bel risultato. In Italia abbiamo avuto tutta una letteratura femminista di sinistra che non porta mai a una conclusione reale, non si traduce in fatti. Abbiamo dato uno schiaffo a questo modo di fare politica. E aggiungo una cosa: è stato un peccato che non ci sia stata compattezza su Maria Elisabetta Casellati come presidente della Repubblica, sarebbe stato un altro grande traguardo. Poi, voglio dire che questo sistema elettorale non mi convince: il cittadino deve avere la possibilità di scegliere il proprio rappresentante in Parlamento. Ma questa è un'altra storia».


Lei parla di una «letteratura femminista di sinistra»: è più facile che una donna diventi leader a destra?
«A destra c'è un'idea, da sempre, forte ed è quella di premiare il merito. Non è solo un predicare, è un'attuazione del merito. Io non ho mai votato per le quota rosa, perché sono convinta di questo concetto: dev'essere premiato il merito. E poi, noi donne di destra ci siamo molto impegnate. Parlo della mia generazione. Dovevamo studiare tanto per dimostrare di essere preparate e lo abbiamo fatto. Questo è nella nostra tradizione».

In passato ha avuto qualche contrasto con Giorgia Meloni, tanto da imboccare una strada diversa. Certo, la rottura nel centrodestra sulla candidatura a governatore della Regione nel 2015 ha influito, ma c'è anche una distanza tra i vostri percorsi...
«Non è questione di percorso diverso, lei è più giovane di me, ha iniziato a fare politica quando su alcune cose si era già fatto un passo avanti. Però devo dire che mi dispiace vedere il simbolo di Alleanza Nazionale, all'interno di quello di Fratelli d'Italia, decurtato della scritta Msi. Il simbolo non è un fatto grafico, rappresenta una storia. E la storia della destra italiana inizia nel 1946 con il Movimento Sociale, almeno per me».


Infatti non ha sostenuto Meloni, ma Paragone.
«Il suo programma mi sembrava più vicino alle richieste e alle idee della destra sociale».
Da donna a donna cosa consiglierebbe a Meloni?
«Non le do consigli, credo non ne abbia bisogno. Ha tanti politici bravi a disposizione, anche tra quelli in pensione. E mi auguro che questo sia, appunto, un governo politico».
Un eventuale governo Meloni può ridurre il gap tra uomini e donne?
«Mi auguro di sì. E mi auguro non venga meno ai valori della destra. Ci sono dei paletti ben chiari per quel che riguarda il tema della famiglia, dell'aborto. Sono temi scottanti e divisivi, ma lei li ha sempre sostenuti quindi sono sicura che saranno centrali nel suo governo».
A proposito, da sinistra vi rimproverano il fatto che questi temi sono anti-femministi. Cosa risponde?
«L'ho detto, sono temi divisivi. C'è un modo di concepire la vita, che appartiene a certi valori forti nel dna della destra, sono le nostre radici».
G.And.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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