Acqua alla villa del presidente Aqp: è bufera. «Escluse decine di richieste più urgenti»

Venerdì 3 Luglio 2020 di Vincenzo DAMIANI
Sull'acqua potabile e sul servizio fognario a servizio delle località turistiche pugliesi si consuma l'ultimo strappo tra una parte della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale e l'amministrazione di Aqp. Ad attaccare il presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbrescia, è il consigliere regionale Fabiano Amati (Pd), oggetto del contendere la delibera dell'Autorità Idrica Pugliese (Aip) del 29 giugno 2020 con cui sono stati deliberati otto interventi infrastrutturali da 1,8 milioni di euro per portare acqua e fogna in quei territori ancora sprovvisti. Secondo Amati, Aip avrebbe favorito Di Cagno Abbrescia. Come? Approvando uno solo dei sette progetti proposti dal Comune di Fasano, quello riguardante contrada Coccaro, area nella quale sorge oltre ad alcune masserie rinomate anche una villa riconducibile ad una società immobiliare di Di Cagno Abbrescia.

«L'acqua alla villa di proprietà di una società riconducibile a Simeone Di Cagno Abbrescia viene dopo decine di altre richieste di decine di altri Comuni, e ciò per priorità, lunghezza reti e numero di utenze. Per questo, ho chiesto al direttore generale di Aqp di approvare con urgenza tutti gli altri interventi, cancellando una brutta pagina da tengo-famiglia», attacca Amati. Il consigliere regionale, in sostanza, ritiene che qualcuno abbia voluto favorire il presidente di Aqp. «Dopo l'approvazione di 9 interventi prosegue - tra cui quello di quasi due chilometri per servire tra gli altri la villa di proprietà di una società riconducibile al presidente del Cda di Aqp, mi pare opportuno procedere a rivedere le richieste relative ai Comuni di Binetto, Monopoli, Fasano, Cavallino e Ugento e a istruire, con altrettanta urgenza, gli interventi richiesti dai comuni di Chieuti, Lucera, Alberobello, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Locorotondo, Toritto, Trinitapoli, Villa Castelli, Novoli, Salice Salentino e Supersano».

Secondo la denuncia di Amati ci sarebbero state «eclatanti disparità di trattamento indotte dal parere di Aqp che, a fronte di richieste più aderenti alla legge regionale e alle relative linee guida, ha finito per privilegiare in alcuni casi richieste di maggiore lunghezza, minori utenze e prive di chiusure anelli».
Toni Matarrelli, sindaco di Mesagne, è stato nominato neo presidente di Aip da appena 72 ore e non pensava di ritrovarsi in questa bufera politica: «Le polemiche pubbliche non credo servano a molto replica ma soprattutto sono sicuro che nessuno abbia voluto favorire Di Cagno Abbrescia. Mi sembra una polemica senza fondamento, io personalmente non conosco nemmeno il presidente di Aqp, non l'ho mai incontrato in vita mia. Stimo molto Amati, lui invece lo conosco bene e non mi sarei mai aspettato un intervento così cruento senza ragione alcuna».

Da Acquedotto Pugliese, invece, rispondono con una nota tecnica: «Sull'intero abitato di Fasano fanno sapere dalla società - si è provveduto ad eseguire lavori di costruzione di tronchi idrici e fognanti. Ai fini di una mera esemplificazione degli interventi eseguiti si cita tra i tronchi realizzati quello attinente Contrada Cocolicchio- Via San Martino da Tours e Via Togliatti. Sono altresì in fase di realizzazione Via Adige-Via Catania Via Colucci- Via de Curtis- Via De Sica- Via degli Astronauti- Via dell'elettricità- Via Folcore- Via Gravinella- Via Magnani- Via Marsala- Via musco- Via Poalo VI- Via Petrolini- Via Stazione. Sono altresì in fase di redazione Via Traversa- Accademia Navale, Via Torricelli e Via Perotti». Non solo: «Limitatamente alle contrade Egnazia e Torre Coccaro proseguono da Aqp - tutti i residenti e proprietari degli immobili in attuazione della legge regionale del 9 agosto 2019 hanno provveduto più volte a sollecitare il sindaco di Fasano, l'Autorità Idrica Pugliese, il settore Lavori pubblici del Comune di Fasano ed Aqp per procedere ad un estendimento rete idrica e fognaria. Sul punto è stata presentata una specifica petizione popolare volta a sensibilizzare le istituzioni coinvolte». Insomma, nessun favoritismo ma un'opera invocata da più parti. Ma Amati insiste: «La legge regionale attraverso cui sono stati autorizzati gli interventi era stata proposta da me e da altri colleghi per venire incontro a esigenze di copertura per aree ad alta densità abitativa, così da risolvere problemi di salute e ambiente. Rivederla applicata, invece, per soddisfare esigenze di minore densità abitativa, con maggiori oneri e soggiacendo a pratiche preferenziali, svilisce il lavoro del Consiglio regionale». Ultimo aggiornamento: 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA