Abusivismo edilizio, l'altro fronte: poco personale e pochi fondi. E i Comuni arrancano

Martedì 17 Maggio 2022 di Giuseppe ANDRIANI

Nella regione dei piccoli e grandi abusi edilizi, non ci sono anticorpi a sufficienza per venire a capo del problema. O meglio: sono ancora troppo pochi. La fotografia della relazione annuale della Regione Puglia sui casi di abusivismo edilizio dipende una situazione nella quale si matura la consapevolezza dell’errore, ma lo si commette ancora troppo spesso. Incrementi di segnalazioni un po’ ovunque, dal 112% della provincia di Brindisi al 52% di quella di Lecce, in senso assoluto la più colpita, con 201 casi soltanto nel 2021 (di cui 65 nella sola Nardò). Salento e Gargano i territori nei quali l’abusivismo rappresenta il problema più grave. Territori turistici e mica tanto per caso. 
In questo contesto, però, è ancor più preoccupante l’emergenza quotidiana che vivono i Comuni. Ancora i numeri, per dipingere la fotografia da un altro punto di vista: nel 2021 due Comuni pugliesi su tre (il 65,37%, per essere precisi) non hanno segnalato le violazioni urbanistico-edilizie alla Regioni. Di fatto solo un terzo delle amministrazioni ha inviato alla Regione il proprio report, segnalando i casi di abuso. E pensare che c’è da registrare comunque una crescita: «si segnala - è scritto nel report della Regione -, tuttavia, una progressiva maggiore adesione da parte dei Comuni a provvedere alla redazione della relazione in parola; infatti, rispetto all’anno 2019, anno in cui il numero dei Comuni adempienti era pari al 6%, nell’anno 2021 si è registrato un incremento del 28,63%, contro il 17,7% dell’anno 2020». Insomma, solo il 33% ma due anni fa eravamo fermi al 6%. E se nell’ottica di una digitalizzazione dei servizi per la pubblica amministrazione, la Regione ha messo a disposizione una vera e propria banca dati per i casi di abusivismo edilizio, «al 31 dicembre 2021, tuttavia, solo 32 Comuni risultano sottoscrittori della convenzione per l’adesione al sistema, anche se, a seguito di invito rinnovato con note del Servizio, nei primi mesi del 2022, sette Comuni hanno manifestato interesse ad avviare le procedure di sottoscrizione della convenzione». Anche qui, si cresce ma è ancora probabilmente troppo poco.
E l’altro nodo enorme da sciogliere è quello legato al personale. Nel report regionale si parla di «diffusa carenza di personale tecnico negli organici, che costituisce causa del rallentamento dell’attività di sorveglianza e sanzionatoria di competenza. La complessità dei procedimenti finalizzati alle demolizioni degli immobili abusivi, come disciplinati dalle disposizioni in materia di affidamenti di servizi ai sensi del vigente codice dei contratti pubblici, non semplifica di certo l’adozione dei provvedimenti necessari». 

Poche risorse economiche

Manca il personale e mancano le risorse economiche per le spese di demolizione. Spesso gli uffici tecnici sono composti da poche persone, che devono far fronte anche ad altre emergenze. Il dato dei soli 32 Comuni che hanno sottoscritto la convenzione - di cui si parlava prima - ne è un esempio lampante. «Ulteriori motivazioni disincentivano l’esecuzione delle demolizioni, sono da ricondurre ad emergenze economiche e sociali, che meritano le necessarie salvaguardie e possibili soluzioni graduali di collocazione alternativa. Non può sottacersi, tra l’altro, come le azioni di contrasto all’abusivismo, non generando consenso popolare in favore degli amministratori, spesso non vengano concretamente perseguite, in quanto non considerate priorità d’intervento», spiega la Regione Puglia. Insomma, per fare la guerra servono le armi, per reagire a un virus servono gli anticorpi. E per quanto la coscienza popolare cresca, in questa direzione, spesso non basta. 
 

Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA