A Leuca un giacimento di metano ma a sfruttarlo saranno i greci

Giovedì 26 Settembre 2019
Sarà la Grecia ad usufruire del metano del giacimento italiano che l'Italia non vuole sfruttare. E lo rivenderà, evidentemente a caro prezzo, agli italiani. Accade con il giacimento Fortuna Prospect che, secondo i geologi, dovrebbe nascondersi sotto il mare Ionio a sud della Puglia, fra il tacco di Santa Maria di Leuca e Corfù. Le condizioni geologiche fanno pensare a quantità quasi arroganti di metano sotto il fondale dello Ionio, a cavallo fra l'area riservata all'Italia e l'area di esclusiva greca.
La società Global Med aveva presentato le istanze per i permessi nel dicembre 2013, la conferenza dei servizi - che risale al 7 novembre 2016 - e subito dopo il Ministero dello Sviluppo economico hanno espresso parere positivo.
Il 26 settembre 2017, l'allora ministro dell'Ambiente, di concerto con il ministro dei Beni culturali, aveva riconosciuto poi la compatibilità ambientale dei progetti. Il 31 dicembre 2018 è stato pubblicato il decreto del 7 dicembre 2018 con il quale il direttore generale per la Sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso il permesso, valido per sei anni: fino al 7 dicembre 2024, per un totale di 68.830 euro di canoni annui pagati in anticipo. Ma subito dopo è subentrato il decreto moratoria che ha bloccato tutto. Non è un mistero infatti che il governo Conte abbia dato uno stop definitivo alle nuove concessioni di estrazione di idrocarburi. «Il Tap si farà ma il futuro non è nelle trivellazioni. Elaboreremo una legge in base alla quale diremo no a nuove concessioni», aveva ribadito Conte nei giorni scorsi alla festa di Atreju.
E lo stesso ministro degli Esteri Luigi Di Maio, a margine dell'assemblea Onu a New York, ha affermato ieri: «Saremo intransigenti sulle promesse da mantenere con gli italiani: sul conflitto di interessi, sul blocco delle trivellazioni petrolifere, sulla riforma della sanità, sulle leggi sull'ambiente».
Ben diversa è invece la posizione della Grecia: il governo di Atene ha infatti autorizzato sullo stesso giacimento in questione un pozzo esplorativo in un'area divisa tra Total al 50 per cento, Edison al 25 ed Hellenic al 25. Al termine di questa prima fase esplorativa la Grecia potrà estrarre gas anche dal versante italiano del Fortuna prospect.
Secondo le stime il giacimento potrebbe avere una dimensione assimilabile a quello egiziano di Zohr, e dunque il gas in esso contenuto avrebbe un peso specifico determinante per la bilancia energetica nazionale.
Del resto, era stato proprio Chicco Testa in un'intervista pubblicata ieri a ricordare che sul fronte delle autorizzazioni «non si possano dire soltanto dei no. Mentre diciamo no alle trivelle sappiamo perfettamente che in Grecia, Croazia, Egitto avvengono estrazioni di petrolio con margini di rischio ambientale sempre più elevato».
Tutto questo, mentre a partire dal primo ottobre in Italia saliranno le bollette della luce e del gas del mercato tutelato. Secondo quanto ha stabilito l'Arera, l'elettricità subirà un rincaro del 2,6% e il metano del 3,9%. A pesare sono l'andamento stagionale e lo scenario internazionale, con la riduzione della produzione di gas olandese e le restrizioni all'accesso ad alcuni gasdotti, ma anche le fiammate del petrolio legate agli attacchi alle piattaforme petrolifere. Nel 2019, in ogni caso, la spesa delle famiglie risulterà sostanzialmente invariata sul 2018 (+1%).
Rincari che secondo Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, «rischiano di dare il colpo di grazia a quasi 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni che da nord a sud della Penisola si trovano in uno stato di grave deprivazione materiale senza potersi pagare un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento». -Per Coldiretti l'aumento delle tariffe energetiche «pesa sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione».».
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