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Papa Francesco: aprire la Chiesa alla modernità. Giovani disoccupati e vecchi soli i mali più grandi

Papa Francesco: aprire la Chiesa alla modernità. Giovani disoccupati e vecchi soli i mali più grandi
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Martedì 1 Ottobre 2013, 13:29 - Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre, 18:52
I pi gravi dei mali che affliggono il mondo sono la disoccupazione dei giovani e la solitudine in cui vengono lasciati i vecchi. Così il papa in un colloquio con Eugenio Scalfari su Repubblica. Il «liberismo selvaggio» non fa che «rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi». Servono regole. Se necessario, lo Stato corregga le disuguaglianze, continua il Pontefice.



La Santa Sede «è troppo vaticano-centrica». «I Capi della Chiesa spesso sono stati narcisi, lusingati e malamente eccitati dai loro cortigiani. La corte è la lebbra del papato». La Curia non è la corte, ma vi sono talvolta «dei cortigiani», ma nel suo complesso un'altra cosa. Ripartire dal Concilio, aprire alla cultura moderna. Questo è il pensiero espresso dal Papa che aggiunge: il proselitismo è «una solenne sciocchezza», bisogna conoscersi e ascoltarsi. La Santa Sede «è troppo vaticano-centrica».



La Messa a Santa Marta con i porporati. Oggi Papa Francesco ha concelebrato la Messa a Santa Marta con i porporati del Consiglio di cardinali che da oggi si riunisce con lui in Vaticano. Nell'omelia, ha auspicato che le riunioni rendano tutti «più umili, più miti, più pazienti, più fiduciosi di Dio, perché la Chiesa possa dare una bella testimonianza alla gente. Nell'omelia, di cui riferisce la Radio Vaticana, il Papa ha spiegato che la via del cristiano è quella dell'umiltà, della mitezza. La forza del Vangelo, ha sottolineato, è proprio lì, «perchè il Vangelo arriva proprio al punto più alto nell'umiliazione di Gesù: umiltà che diviene umiliazione!». E la forza del Vangelo, ha proseguito, «è proprio nell'umiltà, l'umiltà del bambino che si lascia guidare dall'amore e la tenerezza del padre». «La Chiesa - ci diceva Benedetto XVI - non cresce per proselitismo, cresce per attrazione, per testimonianza», ha detto Bergoglio. «E quando la gente, i popoli vedono questa testimonianza di umiltà, di mitezza, di mansuetudine, sentono il bisogno che dice il Profeta Zaccaria: 'Vogliamo venire con voi!'. La gente sente quel bisogno davanti alla testimonianza della carità, di questa carità umile, senza prepotenza, non sufficiente, umile, che adora e serve», ha proseguito. Papa Francesco ha dunque concluso la sua omelia con un pensiero speciale alle riunioni che da oggi si terranno in Vaticano con il «Consiglio di cardinali» da lui voluto per aiutarlo nel governo della Chiesa: «Oggi, qui, in Vaticano incomincia la riunione con i cardinali consultori, che stanno concelebrando nella messa. Chiediamo al Signore che il nostro lavoro di oggi ci faccia a tutti più umili, più miti, più pazienti, più fiduciosi di Dio, perchè così la Chiesa possa dare una bella testimonianza alla gente e vedendo il Popolo di Dio, vedendo la Chiesa, sentano la voglia di venire con noi!».
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