Mascherine al chiuso sino a quando? Per il governo prossimi 15 giorni decisivi. Cauda: «Attenti, il Covid non è finito»

Mascherine al chiuso sino a quando? Per il governo prossimi 15 giorni decisivi. Cauda: «Attenti, il Covid non è finito»
Mascherine al chiuso sino a quando? Per il governo prossimi 15 giorni decisivi. Cauda: «Attenti, il Covid non è finito»
di Gianluca De Rossi
5 Minuti di Lettura
Domenica 3 Aprile 2022, 18:17 - Ultimo aggiornamento: 22:05

Le mascherine da indossare ancora obbligatoriamente per accedere nei locali al chiuso e sui mezzi pubblici stridono un bel po' con la voglia di libertà scattata in molte persone dopo la fine dello stato di emergenza, uno stop identifito da molti come un 'liberi tutti'. La fine dello stato di emergenza per contenere i contagi da Covid, tuttavia, non è coinciso con la fine del virus. Anzi, ogni giorno viene registrato un passettino in avanti di quel trend di aumento di contagi che non è certo un nuovo boom, una nuova impennata di casi, ma che allarma virologi ed esperti, con un'ombra lunga e minacciosa che avanza: una nuova variante, chiamata variante Covid XE, che in Gran Bretagna è stata in. Ma in tutto questo, la domanda che in molti si pongono è: quando si potranno togliere le mascherine?

Nuova variante Covid XE scoperta in Gran Bretagna, allarme Oms: «Più contagiosa di Omicron del 10%»

Tumore ai polmoni, ecco il nuovo «serpente robot» in grado di raggiungere e scovare il cancro

Mascherine, ecco quando si potranno togliere

Una data sulla valutazione di quando si potranno togliere le mascherine la anticipa il ministro della Salute Roberto Speranza: per la terza decade di aprile è in programma una valutazione relativa all'uso delle mascherine, per decidere come orientarsi a partire del primo maggio, data attualmente prevista per la fine dell'obbligo di indossarle nei luoghi chiusi, ha detto Speranza nella trasmissione Mezz'ora in più di Rai 3. «Continuo a considerare le mascherine fondamentali - ha detto il ministro della Salute -. In questo momento sono obbligatorie al chiuso e ne valuteremo l'utilizzo nella terza decade di aprile, per capire bene quali scelte compiere dal primo maggio».

Speranza a Mezz'ora in più di Rai 3 ha voluto fare anche un accenno sulla missione russa in Italia. «In quelle ore noi avevamo uno straordinario bisogno di sostegno anche degli altri Paesi, io ricordo che con quella missione arrivarono 30 respiratori polmonari, 500.000 mascherine e una serie di altro materiale - ha detto il ministro della Salute -. Ora si potrà approfondire, si potrà verificare però mi sembra con sincerità che ci sia un po' troppo spy story attorno a questa vicenda».

Cauda (Gemelli): «Sì alle mascherine, il virus non è finito»

Anche Roberto Cauda, direttore dell'Uoc Malattie Infettive del Policlinico Gemelli di Roma, sostiene che contro il virus è sbagliato abbassare la guardia: «Guai a perdere le misure di prevenzione come le vaccinazioni, ma anche le mascherine sono un presidio importante contro il virus. Il Covid, e in questo mi ripeto da più giorni, non è finito».

Prof. Cauda, come è nata la nuova variante XE che ha fatto scattare un nuovo allarme dell'Oms?

«La nuova variante è nata da un errore di replicazione, come nascono tutte le varianti del virus. E sta dimostrando un vantaggio biologico. Al momento sembra non produrre danni gravi, come accadeva con la variante Delta del Covid, ma è sicuramente più trasmissibile. L'Oms sostiene che la variante XE sia un mix, una mutazione ricombinante di Omicron 1 e Omicron 2, e che sia il 10% più trasmissibile rispetto a Omicron 2. Di questa nuova variante, tuttavia, sappiamo ancora molto poco».

Quale strumenti abbiamo per fermarla?

«Andrei molto cauto nell'abolire le mascherine al chiuso, come prima cosa, e insisterei con la vaccinazione, anche se i vaccini che oggi abbiamo a disposizione hanno già dato il massimo».

In che senso i vaccini hanno già dato il massimo?

«Nel senso che erano stati preparati per contrastare il Covid come era stato individuato a Wuhan. Poi, si sono rivelati efficaci anche contro la variante Delta, ma ora sono necessari nuovi vaccini 'multicomponente', in grado di contrastare uno spettro più ampio di varianti Covid».

C'è qualche nuovo vaccino in arrivo?

«Sì. Ad esempio si sta sperimentando un nuovo vaccino per via orale. Nuovi vaccini potrebbero consentire una più ampia copertura contro il Covid e le sue mutazioni, vecchie e nuove, e allora sì mi sento di suggerire un nuovo richiamo vaccinale in autunno per cercare di frenare sia la trasmissibilità del virus sia gli effetti più gravi che la malattia può portare».

Quindi non è consigliabile una quarta dose con i vaccini che abbiamo oggi?

«Non la suggerirei, se non per le persone fragili. Mentre consiglio di fare la terza dose a chi non l'ha ancora fatta».

Perché il Covid riesce ancora a contagiare tante persone?

«Il problema sono i bambini: non sono stati vaccinati e sono un vettore del virus»

Che estate ci aspetta?

«Nel 2020 il lockdown si è rivelato uno strumento efficace, e ci ha permesso di vivere un'estate quasi normale. Nel 2021 sono stati i vaccini a darci la possibilità di vivere una buona estate. Per i mesi estivi del 2022 mi auguro, sempre grazie ai vaccini, una frenata dei contagi un calo dei ricoveri ospedalieri, soprattutto nelle terapie intensive».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA