Asia Argento, spuntano selfie e sms: «Ho fatto sesso con Jimmy, lui era infatuato»

Un selfie sdraiata a letto con Jimmy Bennett conditi da recentissimi sms con un amico gettano ombre sulle affermazioni di Asia Argento di non aver mai fatto sesso con il giovane, all'epoca ancora minorenne, ma al tempo stesso danno ragione all'attrice. «Ero la sua fantasia sessuale da quando aveva 12 anni», scrive la presunta «Asia» a riprova che era il ragazzo ad essere infatuato di lei. «Il pubblico non sa niente. Solo quello che ha scritto il New York Times, che è di parte. Quel ragazzo arrapato mi è saltato addosso», si legge nell'sms attribuito a Asia e ottenuto, non si sa come, dal sito di gossip TMZ. 

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E poi, alla richiesta se fosse stato stupro, «Asia» risponde: «Ho fatto sesso con lui ed era strano. Ma non sapevo che fosse minorenne fino alla lettera del ricatto». Il caso Argento, descritto da molti media anche negli Usa come una versione al femminile dello scandalo Weinstein, non accenna dunque a placarsi, neanche dopo le dichiarazioni pubbliche dell'attrice, a loro volta peraltro smentite dal legale di Bennett, Gordon Sattro. L'interlocutore degli sms chiede a «Asia» perchè all'epoca non avesse denunciato l'episodio, e lei risponde che «ha sempre avuto pena di questo povero ex attore bambino fallito, una vittima della macchina di Hollywood e dei genitori».
 
 

Poi, in una frase che sembra attinta direttamente dal copione Weinstein, «Asia» rivela che il suo compagno, Anthony Bourdain, assunse un detective privato per seguire Jimmy e che ci sono «80 pagine di appunti». Fu Bourdain, secondo la dichiarazione di ieri della Argento, a pagare a Bennett 380 mila dollari perchè lasciasse in pace la coppia dopo che Jimmy aveva minacciato causa chiedendo 3,5 milioni di dollari di danni. Il selfie è parte di quattro che sarebbero stati scattati al Ritz Carlton di Marina del Rey il 9 maggio 2013, giorno del presunto incontro sessuale ufficialmente negato dalla Argento. «Vedi le mie tette questo è tutto. Non significa niente», dice «Asia», e allega la foto di un messaggio - «Ti amo con tutto il cuore» - scritto a mano da Jimmy su carta intestata dell'hotel: «Me lo ha scritto dopo. E per tutti questi anni ha continuato a mandarmi non richiesto foto di nudi fino a due settimane prima della lettera dell'avvocato». 



Nello scambio di sms, in parte reso noto ieri da TMZ ma attribuito a una conversazione dell'attrice con Bourdain, gli interlocutori discutono sull'età del consenso: «In quasi tutti i paesi del mondo è 16 anni», dice l'altro/a, e Asia: «In Italia e Francia è 15». L'attrice intanto ha deciso di ritirarsi da un festival musicale, «Le Guess Who?» a Utrecht in Olanda «a causa della natura imprevedibile delle accuse che la riguardano» e «fintanto che la questione resterà aperta». E mentre sui social, anche negli Usa, volano gli insulti e le teorie del complotto - adottate da blogger di destra come un Pizzagate 2.0 - Mira Sorvino, un'altra delle colonne del #MeToo, ha preso le distanze da Asia come Rose McGowan. «Il tempo farà chiarezza, forse lei verrà scagionata», commenta su Twitter la diva premio Oscar per «Dea dell'Amore»: «Ma se tutto questo fosse vero, non possiamo che ribadire che l'abuso sessuale sui minori è un crimine odioso, e contro tutto ciò che rappresenta #MeToo». Un movimento che, nota il New York Times in un servizio da Roma, in Italia non ha mai veramente preso piede. «Asia è stata messa alla gogna», scrive il quotidiano, ed è stato un riflesso della società italiana «inflessibilmente patriarcale».​​
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Mercoledì 22 Agosto 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:57
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