Palestre e centri sportivi, il via libera alla ripartenza è a un passo

Venerdì 1 Maggio 2020 di Gianluca Cordella
Palestre e centri sportivi, il via libera alla ripartenza è a un passo

Testare il comportamento nei parchi e, in caso di condotta virtuosa, procedere con la riapertura dei luoghi in cui l’attività fisica è di casa. È l’idea del governo per andare a dama in due mosse sul ritorno allo sport non soltanto per i campioni di interesse nazionale - che potranno ricominciare ad allenarsi da lunedì prossimo, limitatamente alle discipline individuali - ma anche per gli agonisti dell’ultima ondata, per i dilettanti e per gli amatori tutti. «Dal 4 maggio l’attività sportiva sarà consentita nei parchi, nei luoghi che i vari sindaci riterranno di riaprire, con le solite distanze di sicurezza. Dobbiamo fare il possibile perché ognuno di noi rispetti le regole: è anche un test per vedere se sarà poi possibile aprire altro», ha detto ieri il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora intervenendo a “Mi manda RaiTre”. «Spero di poter riaprire presto le palestre, i circoli di tennis, i vari centri sportivi - ha aggiunto - Stiamo approntando con il comitato tecnico scientifico le varie linee guida: vorrei essere in grado già col prossimo Dpcm, cioè quello che disciplinerà il periodo dal 18 maggio, di riaprire questi centri». Un universo che parte dalle palestre citate dal ministro e arriva ai centri danza e alle piscine, che abbraccia i green del golf e la terra rossa dei campi da tennis, i tatami e ring degli sport da combattimento fino alle palestre di basket e volley (lì però si “sconfina” negli sport di squadra e il discorso si complica ulteriormente). E la lista sarebbe ancora lunghissima. D’altra parte si parla di luoghi che richiamano con maggiore o minore intensità 20 milioni di italiani l’anno e che generano l’1,8% del Pil nazionale, indotto escluso. Dunque, al netto della reazione della persone alla riapertura dopo il lungo periodo di isolamento, il passaggio chiave sarà l’analisi delle linee guida da parte del Comitato tecnico scientifico che dovrà valutare se le misure saranno sufficienti per garantire la sicurezza. In caso di via libera le direttive del governo saranno sottoposte alle varie strutture che verosimilmente avranno bisogno di un tempo minimo per adeguare le proprie strutture.
 


Le linee guida del ministero saranno consegnate al Cts la prossima settimana, ma ovviamente saranno legate ai due concetti cardine: garantire il distanziamento sociale ed evitare assembramenti. Ragion per cui è facile supporre che si ricomincerà a fare sport ma resteranno chiusi bar, ristoranti e tutte le aree che possano favorire l’aggregazione all’interno dei centri. Gli ingressi saranno razionalizzati e per farlo diverse strutture hanno già pensato di dilatare l’orario di apertura dall’alba alla mezzanotte per favorirne il maggior numero possibile. Per gli sport che lo prevedano spariranno le lezioni di gruppo o saranno ridotte al minimo possibile di partecipanti. Gli ambienti dovranno essere sanificati di pari passo con la rotazione delle persone.
 
La realtà che aspetta di rimettersi in moto è una galassia fatta da circa centomila strutture che danno lavoro a un milione di persone. Numeri che potrebbero essere fortemente limati al ribasso dalla crisi. Secondo l’Anif, l’associazione nazionale presente in Confindustria cui fanno capo impianti sport e fitness, palestre, piscine e campi sportivi, la perdita complessiva si aggira intorno ai tre miliardi, con le singole realtà alle prese con guadagni nella migliore delle ipotesi dimezzati rispetto al 2019 e spese impennate di media del 20-25%. La palestre, nei primi mesi del 2019, hanno perso tra l’80% e il 90% degli incassi. Mentre le piscine hanno sofferto anche per le spese di manutenzione, molto più alte rispetto alle altre realtà.
 
 

Sul bonus per i collaboratori dello sport, il ministro Spadafora va avanti e rilancia. «Questo bonus sicuramente sarà previsto anche nel decreto della prossima settimana e coprirà il mese di aprile - ha annunciato ieri - ed è possibile che lo aumenteremo da 600 a 800 euro, come il bonus previsto per tutti». Ieri intanto Sport e Salute ha fatto partire i bonifici per altri 22.169 collaboratori che si aggiungono ai 7.300 che li avevano ricevuti già lunedì. La prossima settimana l’indennità sarà pagata a tutti gli altri: 83 mila in tutto per un importo complessivo di 50 milioni di euro. Tra le altre misure allo studio del braccio operativo del governo anche un fondo previdenziale per allenatori, maestri e istruttori delle società dilettantistiche.

La conferma della sospensione dei canoni di affitto e delle bollette fino alla fine dell’anno per gli impianti sportivi e l’istituzione di un bond per attirare risorse pubbliche e private da destinare a progetti di valore sociale: infanzia, adolescenza, terza età, disabilità, periferie urbane e rurali. Sono le azioni studiate da Sport e Salute e presentate alle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera in vista della discussione del dl «liquidità». «Ora occorre sopravvivere ma dobbiamo gettare le basi per il domani, per la ripartenza del settore dello sport», si legge nella nota della società guidata da Guido Cozzoli che, per la sua capacità di creare «occupazione, reddito e gettito fiscale», auspica che allo sport sia riservata la stessa attenzione garantita al mondo delle imprese.

Ultimo aggiornamento: 13:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA