Zona gialla, tre regioni verso il cambio di colore: in bilico Sicilia, Calabria e Campania

Sabato 31 Luglio 2021 di Diodato Pirone
Zona gialla, tre regioni verso il cambio di colore: in bilico Sicilia, Calabria e Campania

Il monitoraggio settimanle dell’Istituto Superiore di Sanità questa volta ha portato parecchie novità. La prima: com’era previsto la Variante Delta del virus ormai costituisce il 95% dei contagi. La seconda: alcune Regioni come Sicilia, Calabria e Campania, cominciano ad avere una percentuale di posti letto occupata più alta del 2/3% cui eravamo abituati ultimamente e dunque - anche se cautamente - si avvicinano al giallo tanto che ieri il professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, ha parlato di un colore dell’Italia un po’ meno chiaro. Terza: il virus colpisce soprattutto fra i 10 e i 29 anni. E questo spiega le ospedalizzazioni relativamente modeste ma qualcuno in ospedale ci finisce e infatti l’età media dei ricoverati è scesa a 49 anni. Quarta novità: i contagi stanno aumentando ma un po’ meno del previsto, la curva italiana sale in modo meno verticale di una settimana fa e anche all’estero, in particolare in Gran Bretagna e Olanda i nuovi contagi sono scesi, anzi si sono dimezzati.
Ma veniamo ai dati. Il monitoraggio settimanale della Cabina di regia fotografa un’Italia in allerta ma con 20 Regioni classificate a rischio moderato, l’indice di trasmissibilità Rt salito a quota 1,57 e l’incidenza dei casi che ha raggiunto 58 per 100mila abitanti.

Due parametri che, insieme alla percentuale di saturazione degli ospedali (10% per le terapie intensive e 15% per i reparti Covid), determinano il cambio di fascia delle regioni e le relative restrizioni.

 

Le regioni a rischio

Ad avvicinarsi, seppure lentamente, a queste percentuali sono Sicilia, Calabria e Campania, che hanno un valore di occupazione nelle aree mediche (ovvero nei reparti ordinari) rispettivamente dell’8%, del 6,6%, e del 4,9%. Sicilia e Sardegna ma anche il Lazio hanno un valore di occupazione delle terapie intensive rispettivamente del 4,7%, del 4,2% e del 3,7%. Per quanto riguarda, invece, l’incidenza su 100mila abitanti nella settimana del 23-29 luglio, sono Sardegna, Toscana e Lazio le regioni in testa rispettivamente con 136, 94 e 87, che con i vecchi dati sarebbero già finite in zona gialla. Sicilia e Sardegna sono state inserite tra le regioni «a rischio» dal Centro europeo per la prevenzione. In Sardegna, in particolare, si registrano ben 32 Comuni oltre la soglia dei 250 casi per 100mila abitanti,
Trend stabile anche per i numeri del bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Sono 6.619 i positivi nelle ultime 24 ore (l’altro ieri 6.171) con 18 le vittime. Il tasso di positività è del 2,67%, in leggero calo rispetto al 2,7% di ieri. Sempre nelle 24 ore, sono 201 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 7 in più rispetto a ieri, ed i ricoverati nei reparti ordinari sono 1.812 (82 in più rispetto a ieri).

Un quadro che deve dunque indurre alla prudenza, come ha sottolineato Brusaferro. «L’infezione sta crescendo e colpisce soprattutto i più giovani. E tuttavia non tutto è perduto. L’Rt proiettato per la prossima settimana, secondo le previsioni del presidente Iss, «mostra una stabilizzazione: è un dato da confermare ma siamo comunque sopra la soglia epidemica. Siamo insomma in una fase in cui dobbiamo muoverci con grande prudenza».

Per il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza: «I casi aumentano ma meno velocemente delle scorse settimane. In Gb - afferma - adesso l’incidenza si è pressochè dimezzata, così come in Olanda. Difficile dire cosa accadrà da noi, ma vediamo un ritmo di crescita inferiore rispetto a quello delle scorse settimane». A fronte di ciò, «test, quarantena e tracciamenti vanno seguiti il più possibile, pure nel periodo estivo, perché la Delta si diffonde facilmente».
 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA