Zingaretti chiede la svolta: dobbiamo uscire dalla palude e subito una risposta sul Mes

Zingaretti chiede la svolta: dobbiamo uscire dalla palude e subito una risposta sul Mes
Zingaretti chiede la svolta: dobbiamo uscire dalla palude e subito una risposta sul Mes
di Alberto Gentili
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Martedì 9 Giugno 2020, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 09:05

Il malcontento del Pd per l'attendismo di Giuseppe Conte e «i no ideologici» dei 5Stelle che bloccano l'azione del governo, adesso è nero su bianco. Ciò che Dario Franceschini aveva detto riservatamente al premier, Nicola Zingaretti lo ripete urbi et orbi nella riunione della Direzione dem. La prima on-line e la prima in teleconferenza.
Il segretario del Pd chiede a Conte e agli alleati «una svolta». Invoca «risposte urgenti» e «non chiacchiere» sul piano di rinascita, sull'utilizzo del Fondo salva Stati (Mes) e per il «superamento dell'impasse su molte crisi aziendali come Autostrade, Alitalia, Ilva che sembrano finite in una palude e di cui non si vede una via di uscita». Per Zingaretti il Paese è «a un bivio: restare l'Italietta, oppure adottare un nuovo modello di sviluppo per non dilapidare le risorse» che pioveranno dall'Europa grazie al Pd. «Se c'era Salvini al governo quei soldi non sarebbero mai arrivati».

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Al Nazareno fanno sapere che non si tratta di «un ultimatum». Tanto più perché «Conte è il primo ad avere capito che serve una svolta». E sottolineano che quella che può apparire come la minaccia di elezioni anticipate - «siamo in un momento cruciale, si gioca il futuro della legislatura» - è accompagnata invece dalla convinzione che «va bene questo governo, va bene questo premier» e che «a questa coalizione non ci sono alternative». Dunque, «non c'è alcuna contrapposizione tra il Pd e Conte».

SFORZO TITANICO
Queste parole solo figlie dello sforzo titanico di provare a raddrizzare e far partire l'azione del governo, senza farlo saltare in aria. Ma la «svolta», il «cambio di passo», per Zingaretti servono. Eccome. Anche perché al Nazareno desta allarme vedere il potenziale partito del premier quotato nei sondaggi attorno al 14% e il Pd inchiodato tra il 20 e il 22%. Così, dopo aver elogiato l'azione dell'esecutivo nella fase del lockdown e detto che «questa coalizione è l'unica che può stare insieme», Zingaretti chiede «risposte urgenti alle crisi industriali» e il varo dei «decreti semplificazioni e sicurezza» (tasto dolente per la destra M5S) e dei «provvedimenti urgentissimi nel campo della giustizia, oltre alla riforma del fisco». Ancora, per far capire la posta in gioco: «Siamo davanti a un bivio. O facciamo come sempre, senza trarre alcun insegnamento sulla necessità di investimenti nella sanità, la scuola, il Mezzogiorno e così facendo si alimenterebbe la rabbia che ritroverebbe pronta la destra italiana a interpretarla. Oppure, cambiamo tutto e costruiamo un nuovo modello di sviluppo e di lotta alle diseguaglianze».

Ma lo scoglio è lì. Sono i 5Stelle ed è Conte, che per non far saltare in aria il Movimento, non fa altro che rinviare i dossier scottanti. E Zingaretti non lo nasconde. Su Mes, giustizia, infrastrutture (Autostrade comprese), crisi aziendali, i grillini devono smetterla di frenare: «Dobbiamo uscire in fretta dalle diatribe ideologiche. Sul Mes non voglio banalizzare, ma dico che è cambiato tutto e ora rappresenta una straordinaria leva per la Sanità italiana».
Anche per questo Zingaretti rinnova l'invito a Conte a non fare degli Stati generali dell'economia (sui quali si celebra un vertice notturno) una semplice passerella: «Servono tempi certi perché ora l'Unione europea ci chiede rigore e piani seri. E noi non possiamo sbagliare e quindi chiediamo la collaborazione sincera a tutti. Sono disponibili grandi risorse e dobbiamo impegnarle su indirizzi chiari. Dobbiamo colmare ritardi strategici sulla conoscenza, la formazione, la ricerca, coordinare le politiche industriali, favorire lo sviluppo dell'economia green, una riforma fiscale che alleggerisca il ceto medio, una semplificazione drastica delle procedure e favorire che una nuova generazione entri nella pubblica amministrazione». Traguardi che si scontrano con «il fondamentalismo» 5Stelle su «economia e giustizia», solo per fare due esempi.

Ciò detto, in un difficile equilibrismo, Zingaretti lancia un appello a stringere alleanze in vista delle elezioni regionali: «In ogni Regione si decide in autonomia, ma chiedo agli alleati, se l'obiettivo è vincere, garantire un buon governo e fermare le destre unite, di non ostacolate nei territori le alleanze che si potrebbero creare».
 

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