Taglio dei parlamentari, imbarazzo nel Pd. E Calenda va all'attacco

Giovedì 26 Settembre 2019 di Mario Ajello
I grillini sono gli unici contenti. Da Luigi Di Maio a Manlio Di Stefano è un coro di felicità: «L’8 ottobre taglieremo 345 #parlamentari. Lo diciamo da 10 anni e ora finalmente riusciamo a farlo, grazie esclusivamente a tenacia e coerenza del #M5S». Nel Pd invece sono disperati, devono accettare questa riforma in nome del patto di governo, ma non la vogliono o almeno non la vogliono fatta così: senza una seria revisione costituzionale, senza una nuova legge elettorale, senza un ragionamento più ampio che non sia solo quello della lotta alla casta e alle poltrone.

L’imbarazzo dem trasuda da ogni dichiarazione pubblica e privata dei suoi leader. Ma le parole più nette e più chiare vengono da Carlo Calenda che sta organizzando il suo progetto politico di innovazione e non vuole demagogie: «Il taglio sel numero dei parlamentari riduce la rappresentanza senza risolvere il problema dell’efficacia delle Camere. Abbinata a questa legge elettorale determina lo strapotere dei partiti. Il tutto per 50 milioni di risparmio, la metà dei soldi spesi per ILVA quando Di Maio doveva ‘leggere le carte’».  E’ quello che pensano anche tutti i dem ma non possono dirlo così chiaramente. © RIPRODUZIONE RISERVATA