Stato di emergenza sino al 31 marzo: cosa cambierà per smart working, green pass e vaccini

Mercoledì 2 Febbraio 2022 di Francesco Malfetano
Stato di emergenza sino al 31 marzo: cosa cambierà per smart working, green pass e vaccini

Questa potrebbe davvero essere la volta buona. Il 31 marzo infatti scadrà (di nuovo) lo stato di emergenza sanitaria legato alla pandemia da Covid-19 proclamato dall’ex premier Giuseppe Conte il 31 gennaio del 2020. Un termine che in realtà è solo l'ennesimo di una lunga serie di proroghe imposte dall'andamento epidemico. Inevitabile quindi che oggi - come già accaduto prima dei rinnovi precedenti - tornino a levarsi le proteste di chi ritiene inopportuno un nuovo rinnovo o comunque non pensa sia necessario.

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Stato di emergenza, cosa succede

Tra loro ad esempio, nonostante il ministro della Salute Roberto Speranza predichi come sempre calma («ogni valutazione è prematura»), si trovano sia il sottosegretario Pierpaolo Sileri («Credo che il 31 di marzo lo stato di emergenza non sarà prorogato» ha spiegato nei giorni scorsi) che il sottosegretario Andrea Costa: «L'obiettivo a cui stiamo lavorando è creare le condizioni affinché il 31 marzo finisca lo stato di emergenza». 

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I POTERI SPECIALI E LO SMART WORKING
Premesso che in realtà «saranno i dati a decidere» come rimarca Palazzo Chigi ogni qual volta viene interpellato sul punto, cosa significherebbe lasciar decadere lo status a partire dal 31 marzo? In primis verrebbero meno i poteri straordinari del governo e della protezione civile, come la possibilità di operare in deroga alle leggi vigenti per motivi sanitari. Ad esempio quindi, non sarebbe più possibile con la stessa semplicità attuale bloccare i voli da e per gli Stati ritenuti a rischio, oppure limitare gli ingressi da alcuni Paesi. Allo stesso modo terminerebbe il coordinamento attribuito alla Protezione civile, le normative relative ai "colori" delle Regioni e i poteri straordinari assegnati ai cosiddetti "soggetti attuatori", ovvero nella maggior parte dei casi i governatori. 

 


Discorso identico anche per le strutture straordinarie che in questi mesi difficili hanno recitato un ruolo determinante nel governare le diverse ondate pandemiche: il Comitato tecnico scientifico da un lato e il commissario straordinario per l'Emergenza Francesco Paolo Figliuolo dall'altro. Vale a dire che, quindi, la campagna vaccinale andrà interamente ricondotta ai canali tradizionali, come ospedali, ambulatori, medici di base e pediatri. Un passaggio di consegne che però, in tutta evidenza, richiede che ci si trovi in una fase calante della pandemia per essere realizzabile. 


Verrebbe inoltre meno anche la possibilità, accordata dal governo alle aziende, di usufruire in maniera massiccia dello smart working anche senza aver contrattato la modalità lavorativa con i dipendenti. Da quel punto in poi, in altre parole, per ricorrere allo smart working aziende e lavoratori dovranno aver sottoscritto degli accordi specifici. 

IL GREEN PASS E LE VACCINAZIONI
Discorso a parte merita il Green pass, inteso come certificato da esibire per accedere sui posti di lavoro o nelle attività più disparate (e non solo utile a viaggiare, come inteso dall'Unione Europea). Il Qr code infatti - come già chiarito in passato prima dell'ultima proroga - al pari ad esempio delle mascherine, può essere svincolato dallo status e quindi potrebbe restare in essere anche qualora si decida a tutti gli effetti di non rinnovare l'emergenza. Del resto annunciare lo stop all'uso della certificazione o delle mascherine tutta d'un colpo (e quindi l'eventuale eliminazione totale e non graduale delle restrizioni introdotte), pur in una fase in cui i contagi dovrebbero essere in diminuzione e la campagna della terza dose ormai sarà più che ben avviata, rischierebbe di avere un impatto sulle vaccinazioni o sui contagi.

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Tuttavia non è affatto detto che andrà in questo modo. Anzi, come ha spiegato sempre Sileri, se il trend di calo dovesse essere confermato, alla fine di marzo dovremmo aver già abbandonato tante di quelle restrizioni in essere oggi e quindi anche il Green pass sarebbe in qualche modo "svuotato". Tant'è che già moltissime delle norme introdotte fino ad oggi hanno come scadenza proprio il 31 marzo. Dall'obbligo di pass rafforzato per gli hotel a quello per cerimonie, palestre, ristoranti e mezzi di trasporto. 

 


Un decadimento della norma che però, non dovrebbe riguardare invece l'obbligo di vaccino. L’imposizione di sottoporsi alla profilassi per gli over 50 italiani e stranieri residenti in Italia è infatti attualmente prevista fino al 15 giugno 2022.

 

Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio, 00:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA