Covid, picco di morti da giugno. La Sicilia corre ai ripari: green pass negli uffici pubblici

Sabato 14 Agosto 2021 di Mauro Evangelisti
Sicilia, picco di morti da giugno: green pass negli uffici pubblici

In Sicilia, regione assediata dal Covid, gli ospedali si stanno riempendo di pazienti non vaccinati. Ieri sera il governatore Nello Musumeci ha firmato una ordinanza urgente con una serie di misure per arginare l’emergenza: obbligo di avere sempre con sé la mascherina, indossandola anche all’aperto nei luoghi affollati; Green pass per entrare negli uffici pubblici (e questa è una scelta sorprendente visto che Fratelli d’Italia, uno dei partiti che sostengono Musumeci, contesta questo strumento); censimento della popolazione non vaccinata con le aziende sanitarie che «dovranno fornire ai medici di base e ai pediatri gli elenchi dei propri assistiti non ancora vaccinati»; punti vaccinali fissi nei Comuni; «a compleanni, matrimoni, lauree e feste private si potrà partecipare solo con tampone effettuato nei due giorni precedenti, ad eccezione di chi ha completato il ciclo vaccinale»; tra oggi e il 16 agosto vietati assembramenti e falò in spiaggia; obbligo di tampone per chi arriva dagli Usa. Musumeci: «Potremmo vivere un Ferragosto sereno e un’estate tranquilla e dare sicurezza ai nostri concittadini. Serve, però, un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti, ma soprattutto di quella minoranza che questo senso di responsabilità lo ha smarrito».

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I dati nazionali

A livello nazionale il report settimanale diffuso ieri dalla cabina di regia conferma una Italia tutta bianca; un Rt, l’indice di trasmissione, in discesa, 1,27; una incidenza (il numero di nuovi casi ogni centomila abitanti) in leggero aumento, ma comunque lontano dai picchi di altre nazioni, a 73. Ma è il bollettino giornaliero a descrivere una situazione delicata, con l’epicentro della crisi in Sicilia, dove si registrano 1.100 dei 7.400 nuovi casi e dove, rispetto a sette giorni prima, la velocità di diffusione del virus è tre volte più elevata di quella nazionale. Semplificando: rispetto a venerdì 6 agosto in Italia i casi sono aumentati del 12 per cento (non erano mai stati così tanti da maggio, ma comunque la velocità di crescita è sotto controllo), ma in Sicilia il salto è stato del 39,5 per cento.

E poi c’è il dato dei morti, che torna a essere alto anche in Italia, a quota 45, il bilancio più doloroso da metà giugno. Ma anche qui, pesa il numero drammatico della Sicilia: 13 decessi. Di fronte a questi numeri, tenendo conto che la Sicilia è la Regione con la più bassa percentuale di persone vaccinate ma anche, di gran lunga, con il numero più alto di persone ricoverate per il Covid (563) Musumeci è stato costretto a intervenire e ieri nel tardo pomeriggio ha firmato quella che la stampa dell’Isola ha definito «l’ordinanza di Ferragosto». Musumeci (che guida una maggioranza di centrodestra) già l’altra sera aveva lanciato un appello alla popolazione perché andasse a vaccinarsi: «Oltre il novanta per cento dei ricoverati in terapia intensiva riguarda persone non vaccinate, numeri altissimi anche nei reparti di degenza ordinaria». Attualmente, in Sicilia la percentuale delle persone protette con doppia dose è ferma al 53 per cento. E non si vedono accelerazioni: il 12 agosto, per fare un esempio, la Sicilia (5 milioni di abitanti) ha somministrato solo 15.000 dosi, il Lazio (6 milioni di abitanti ma molte più persone già vaccinate) 47.000, l’Emilia-Romagna (meno abitanti della Sicilia e più persone già vaccinate) 22.000.

 

Cosa rischia la Sicilia 

Sulla Sicilia si è concentrata l’attenzione, ma ieri la cabina di regia (Ministero della Salute-Istituto superiore di sanità) ha anche diffuso il settimanale report che serve a vigilare sull’andamento della pandemia e, nel caso, decidere il cambiamento dei colori delle Regioni. Sicilia e Sardegna nelle prossime settimane rischiano il giallo, l’incidenza è molto alta anche in Toscana, ma nel report si fa anche il punto della situazione a livello nazionale: «L’incidenza settimanale a livello nazionale evidenzia un ulteriore leggero aumento dei casi diagnosticati e si mantiene sopra la soglia di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti - siamo passati da 68 a 73 -; diciotto Regioni sono classificate a rischio epidemico moderato; le restanti tre (Lazio e le province autonome di Trento e Bolzano) sono classificate a rischio basso. L’attuale impatto della malattia Covid-19 sui servizi ospedalieri è limitato, tuttavia i tassi di occupazione e il numero di ricoverati in area medica e terapia intensiva sono in aumento. La trasmissibilità stimata sui soli casi ospedalizzati è sopra la soglia epidemica».

 

Ultimo aggiornamento: 16:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA