Salvini aggredito a Pontassieve: «Ho camicia nuova e almeno 15 rosari»

Giovedì 10 Settembre 2020
Salvini aggredito a Pontassieve: «Ho camicia nuova e almeno 15 rosari»

Salvini smorza i toni dopo l'aggressione subita ieri a Pontassieve da parte di una donna che gli ha strappato camicia e rosario: «Ho una camicia nuova e una quindicina di rosari che mi sono stati donati da ieri, vado avanti e non cerco vendetta», ha detto il capo della Lega ad Agorà, su Rai 3.

Poi, però, Salvini ha voluto puntare il dito sul premier Conte, colpevole, a suo dire, di non avergli manifestato solidarietà per l'aggressione: «Ieri mi ha stupito il silenzio del premier Conte, il leader dell'opposizione aggredito e il presidente del Consiglio che non dice nulla».
Il leader leghista ieri è arrivato in centro a Pontassieve per il suo comizio quando una 30enne originaria del Congo lo ha strattonato, urlandogli, ha riferito Salvini, «Io ti maledico!», e finendo per strappargli la camicia e un rosario che portava al collo, prima di essere bloccata dalle forze dell'ordine. La giovane sarà denunciata dalla polizia, secondo quanto emerso nel pomeriggio: vive da tempo in Italia, si è laureata all'Università di Firenze, è stata vittima di episodi di odio razziale in passato, secondo quanto ha rivelato la sindaca di Pontassieve Monica Marini, e attualmente svolge il servizio civile. Il suo gesto, secondo la questura, non era programmato, e non è legato alla manifestazione di protesta che ha accolto Salvini in città, a cui hanno partecipato poche decine di contestatori.
 

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«La camicia me la ricompro, ma strappare dal collo un rosario che mi ha regalato un parroco è una cosa che non sta né in cielo né in terra, e quella persona si dovrebbe vergognare», ha detto a caldo Salvini, il quale poi in una diretta Facebook ha smorzato i toni: «Alla persona che mi ha aggredito - ha affermato - dico che mi dispiace per te, ma non porto rancore, ti perdono, capitolo chiuso, andiamo avanti. Non uso questo gesto, di cui avrei voluto fare a meno, per fare campagna elettorale. Questo episodio non mi ha impaurito ma mi ha solo stupito in negativo. La Toscana non è questo, non è violenza, ma è inclusione, rispetto, confronto».

Unanime la condanna dell'episodio da parte delle forze politiche e delle istituzioni: «Massima solidarietà al senatore Salvini per quanto successo quest'oggi, la politica abbassi i toni ed eviti di esasperare la campagna elettorale», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. «Il Paese ha bisogno di una campagna elettorale serena, ogni forma di violenza e di intolleranza, anche solo verbale, deve essere condannata ed isolata», ha dichiarato a sua volta il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese.

Quest'ultima è però stata attaccata da Fratelli d'Italia: «Non è più in grado di assicurare un clima democratico in vista delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, deve dimettersi subito», ha detto il deputato Edmondo Cirielli. «Mi fa tristezza che chi vuole scendere in piazza per manifestare il proprio pensiero come Matteo Salvini debba essere aggredito, che ci sia un clima di odio», ha affermato la candidata leghista Susanna Ceccardi in un comizio. «Mi dispiace, è un episodio che mi dispiace, è un episodio grave», ha commentato a sua volta Eugenio Giani, candidato del centrosinistra. «Esprimo la mia vicinanza democratica al senatore Salvini»: «Non condivido pressoché nessuna delle» sue idee «ma sono davvero pronto a battermi perché possa esprimerle», il commento del governatore toscano uscente Enrico Rossi.

Ultimo aggiornamento: 10:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA