Porta a Porta, tra Salvini e Renzi niente colpi bassi: vince Vespa

Mercoledì 16 Ottobre 2019 di Marco Esposito

Matteo contro Matteo. Senatore semplice contro senatore semplice. Renzi contro Salvini. Un duello inedito per la tv. Il ring è quello di “Porta a Porta”, l’arbitro Bruno Vespa. I contendenti scelgono entrambi un vestito classico: camicia bianca e giacca scura. La spilletta di Alberto da Giussano per Salvini, una cravatta total black per Renzi. Per il grande duello anche lo studio di Porta a Porta è leggermente modificato: c’è un bancone a semicerchio, al centro Vespa, all’angolo destro Salvini e a quello sinistro Renzi. 

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PAPEETE. Pronti via ed è subito Papeete. «Ho scoperto che andare al mare con il proprio figlio è reato», attacca Salvini. Poi prosegue: «Andare avanti con il governo era impossibile. Erano tre mesi che il M5s bloccava tutto: no alla Tav, alla flat tax, all’autonomia, perfino alle Olimpiadi. Sto al governo se posso fare le cose. Se Di Maio disfa di notte quel che faccio di giorno, non si può. Renzi si è inventato un governo sotto un fungo, vediamo quanto dura». Matteo Renzi ovviamente non ci sta: «Il colpo di sole del Papete che ha preso il collega Salvini lo fa rosicare ancora adesso: mai era accaduta una crisi in una dinamica del genere Quando si vota lo decide la Costituzione, non il menù di un beach club».

STRANIERI. Salvini, parte all’attacco, forte della forte diminuzione degli sbarchi sotto il suo ministero: espone un cartello con le cifre. E punta il dito sul Conte Bis, con il quale - sostiene - sono ripresi gli sbarchi. Renzi è sulla difensiva, ma non molla: «Quelli di Salvini sono solo spot. Ferma un barca in mare per giorni e giorni con sopra dei disperati per fare i post su Facebook. Questo ci divide alla grande». Ma Salvini replica: «Mi spiegate perché una barca tedesca che batte bandiera norvegese a poche miglia da Malta deve sbarcare in Italia?»

RAGGI. A mettere d’accordo i due è l’operato di Virginia Raggi. Entrambi bocciano in maniera sonora la Sindaca di Roma. Salvini ricorda la raccolta firme della Lega per chiederne le dimissioni e l’ex dem che - «da ex sindaco» - sentenzia: «Se c’è una persona che ha fallito come primo cittadino è la Raggi».

IL FINALE CONVULSO. Poco smalto. Renzi incalza Salvini sulla questione russa, Salvini risponde chiamando in causa il Premier Conte sulla vicenda Copasir. Con il leghista che lancia - sardonico - un’altra sfida in tv: «Giuseppe! Dove vuoi, quando vuoi, all’ora che vuoi, sul canale che vuoi». 

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