Riaperture sì, ma con molti limiti: ecco le restrizioni che rimangono in vigore nei prossimi mesi

Non sarà un "liberi tutti", la normativa prevede green pass rafforzato per i lavoratori over-50, mascherine al chiuso e capienze limitate per stadi e discoteche

Riaperture sì, ma con alcuni limiti: ecco tutte le restrizioni che rimangono in vigore
Riaperture sì, ma con alcuni limiti: ecco tutte le restrizioni che rimangono in vigore
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Mercoledì 9 Febbraio 2022, 13:09 - Ultimo aggiornamento: 16:16

Il Paese si avvia verso una progressiva riapertura con la riduzione delle restrizioni  anti-Covid che hanno segnato per due anni la vita degli italiani. Lunedì 7 febbraio sono cambiate le regole per la scuola in presenza, con l’eliminazione della Dad per i vaccinati e una semplificazione delle quarantene. Sono state eliminate anche le limitazioni della zona rossa per i vaccinati ed estesa la durata del Green Pass (che diventa illimitato per chi ha ricevuto la terza dose). Altra data simbolo della riapertura sarà l'11 febbraio: da quel giorno cadrà l'obbligo di mascherine all'aperto in tutta Italia e riapriranno anche le discoteche secondo protocolli sanitari già approvati. 

Le misure segnano l'inizio di una nuova fase di gestione pandemica ma non significano ancora un "liberi tutti". La riapertura sarà infatti graduale e rimarranno in vigore alcune limitazioni, soprattutto per i non vaccinati. Eccole tutte. 

 

Obbligo di vaccino per gli over 50

Dal 1 febbraio la vaccinazione è diventata obbligatoria per tutti gli over 50. In assenza della dose, scatta la amministrativa pari a 100 euro. In base a quanto deciso nel decreto legge di inizio gennaio, l'obbligo di vaccino per gli over 50 terminerà il 15 giugno. 

Zona rossa, limitazioni solo per chi non è vaccinato

Le limitazioni della zona rossa non esisteranno più per le persone vaccinate. Per chi non è vaccinato in zona rossa rimarrà dunque il divieto di uscire dal comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità e urgenza e obbligo di mascherina anche all'aperto e il divieto di accesso ad attività e servizi non essenziali (ristoranti e negozi). 

 

Mascherine

Dall'11 febbraio ci sarà lo stop alle mascherine all’aperto in tutta Italia ma sarà obbligatorio portarle sempre con sè e indossarle in caso di assembramento. Fino al 31 marzo resta invece obbligatorio l'uso della mascherina Ffp2 nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private come negozi ai supermercati, cinema, teatri e mezzi pubblici (inclusi aerei o navi). 

Ci sono eccezioni. L’obbligo di mascherina non è previsto per: bambini sotto i 6 anni, persone impossibilitate ad indossarla per patologie o invalidità, operatori che assistono una persona con disabilità (esempio: chi debba interloquire nella L.I.S. con non udenti). Inoltre, non è obbligatorio indossare la mascherina, sia all’aperto che al chiuso, mentre si effettua l’attività sportiva, quando si mangia o si beve o ovunque sia garantito in modo continuativo l'isolamento da persone non conviventi.

 

Autosorveglianza per chi ha ricevuto il booster

Per chi ha ricevuto la dose booster viene eliminata la quarantena preventiva in assenza di sintomi. Rimane però l'obbligo di auto-sorveglianza e di indossare la mascherina Ffp2 per 10 giorni dopo l'esposizione al soggetto positivo. Lo stesso vale anche per chi ha completato il ciclo vaccinale primario da non più di 120 giorni, è guarito da non più di 120 giorni, è guarito dopo il completamento del ciclo primario. Per tutti gli altri (non vaccinati o con ciclo primario incompleto) rimane in vigore l'obbligo di quarantena di 10 giorni a seguito di un contatto con una persona positiva. 

 

Green pass di 6 mesi per chi non ha completato il ciclo

Il green pass avrà scadenza illimitata per chi è vaccinato con tre dosi o guarito con due dosi. Tuttavia resta di sei mesi la validità della certificazione verde per chi non ha completato il ciclo vaccinale (con la terza dose).

 

Dal 15 febbraio obbligo di Green pass "rafforzato" per i lavoratori over 50

Dal 15 febbraio entra in vigore l'obbligo per tutti i lavoratori pubblici e privati over 50 di avere il Green Pass rafforzato (detto anche Super Green Pass), il certificato che si ottiene solo con la vaccinazione (compresa la terza dose o booster) o per guarigione dal Covid. Chi non avrà la certificazione verde adeguata rischia una multa dai 600 ai 1.500 euro, oltre a risultare assente ingiustificato perdendo così il diritto a retribuzione e contributi. Il mancato possesso per quattro giorni (anche non consecutivi) del Super Green Pass attestante l'obbligo fa infatti scattare, a partire dal quinto giorno, la sospensione dal servizio e dallo stipendio. 

Per i lavoratori under-50 basterà solo il "green pass base" (ottenibile con tampone negativo). Fino al 31 marzo il green pass rimarrà obbligatorio per consumare a tavoli di ristoranti e bar e per accedere a servizi e uffici per esigenze di sicurezza e giustizia. Sono esentate da tale divieto alcune tipologie di esercizi commerciali che pongono in vendita beni ritenuti essenziali e di prima necessità.  Inoltre il green pass rafforzato sarà necessario per i mezzi di trasporto pubblico. 

 

Le discoteche riaprono ma c'è un limite di capienza

Dall’11 febbraio riaprono le discoteche ma potrà entrare soltanto chi ha il green pass rafforzato. Resta l'obbligo di mascherina solo se la discoteca è al chiuso, ma non quando si è in pista per ballare. Le sale da ballo dovranno comunque rispettare il limite di capienza non superiore al 75% all’aperto e 50% al chiuso rispetto a quella massima autorizzata.

 

Restano limiti di capienza per stadi e palazzetti 

Nonostante le riaperture, gli stadi restano aperti al 50% mentre i palazzetti dello sport al 35%. Bisognerà aspettare i primi di marzo per una possibile riapertura al 75% per i primi e al 60% per i secondi. l Ministro della Salute Roberto Speranza e la Sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali stanno lavorando congiuntamente a una riapertura graduale fino al 100% se la situazione epidemiologica lo consentirà. 

 

31 marzo fine dello stato di emergenza

Il 31 marzo scade lo stato d'emergenza in vigore da oltre due anni, al quale sono legate tutta una serie di norme tra le quali quelle sullo smart working. L'orientamento, se continuerà il calo dei contagi e dei ricoveri, è di non prorogarlo. Entro questa data si capirà anche se resterà o meno il green pass: il governo non ha ancora preso una decisione ufficiale anche se è probabile che resti almeno fino al 15 giugno.

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